Nadiè

Acqua alta a Venezia

Terre Sommerse/La Chimera Dischi

Release Date: 17 Febbraio 2017

 

 

I Nadiè si formano nel 2005 a Catania. Nel corso della loro carriera hanno riscontrato numerose approvazioni da parte della critica specializzata per l’idea di creare l’alt-rock d’autore: testi in italiano, forte presenza musicale e questo sapore anni ’90 che si legge tra le righe. ”Questo giorno il prossimo anno” del 2009 è il primo lavoro proposto dalla band, e le consente di condividere il palco con alcuni grandi artisti della scena italiana come Afterhours, Tre allegri ragazzi morti, Max Gazzè e Verdena.

 

 

“Acqua alta a Venezia” è l’ultima fatica discografica del quartetto catanese, che è anticipata dal singolo video “La bionda degli Abba” che vede come protagonista l’attore candidato al David di Donatello, Massimiliano Rossi e la regia di Renato Chiocca. Questa traccia riesce a dare un assaggio delle sonorità che la band vuole imprimere al proprio full-lenght: i riff delle chitarre richiamano prepotentemente i nineties, dando un ché di nostalgico al tutto, e la voce quasi drammatica e delusa del suo frontman.

 

Questo è il primo scorcio di un quadro della società che spesso si basa su stereotipi e luoghi comuni, come in “Breve esistenza di un metallaro”, dove l’ascoltatore di questa tipologia di musica viene descritto come una specie di “satanista”, marchio affibbiatogli dai ben pensanti e che per anni si è portato dietro, ma che di contro si inorgoglisce per la qualità dei dischi in suo possesso. Il tutto accompagnato da una musica che rimane sulla stessa lunghezza d’onda del singolo d’esordio, molto compassata e di natura quasi psichedelica, anche se, come detto, i suoni anni ’90 sono quelli predominanti. Passando all’altro lato della barricata, si parla di musica da club, droga e balli sfrenati in “In discoteca”, altro luogo spesso descritto come di perdizione assoluta, dove alcool e sostanze stupefacenti diventano gli elementi principali di una serata, anche più della musica stessa: l’eroina che si alza dal pavimento è l’elemento di impatto al quale la band vuole dare risalto.

 

Viene anche toccato il tema religioso in “Dio è chitarrista”: la massima divinità è descritta come un eclettico artista capace di disegnare forme e vite solo con il semplice suono della sua chitarra, senza mai proferir parola, quasi a voler far sì che siano le note a parlare per lui. Il canovaccio musicale non cambia molto da una traccia all’altra e si sofferma su un impronta abbastanza forte ma che rimane sempre su ritmi alquanto statici, la sezione ritmica non tende mai ad aumentare di velocità. Un altro esempio è la title-track “Acqua alta a Venezia” che incarna alla perfezione tutto questo.

 

 

L’idea dei Nadiè è precisa: voler incastrare il cantautorato italiano su una base indie-rock. Scelta ardua e difficile da realizzare, ma i testi di questi quattro ragazzi sono particolari e azzeccati, anche se al primo ascolto di non facile comprensione. La voglia di dare importanza alle parole è data anche da una base musicale, che, seppur realizzata in modo efficace, risulta monotematica durante tutto l’album, questo solo per dire che si troveranno poche variazioni ritmiche o particolari impennate. Le attenzioni riposte dagli ambienti indie e alternative nei loro confronti sono ben riposte, e questo album è un buonissimo trampolino di lancio.

 

 

Tracklist:

1) Conigli

2) In Discoteca

3) Solo in Italia si applaude ai funerali

4) La bionda degli Abba

5) Breve esistenza di un metallaro

6) Dio è chitarrista

7) Acqua alta a Venezia

8) Gli sposi

9) Fuochi

10) Bandiere a mezz’asta

 

 

Line Up:

Giovanni Scuderi- chitarra, voce, piano

Alfio Musumeci- batteria

Gianpiero Leone- basso

Francesco Gueli- chitarra

 

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