Inizio col botto di questo 2018. Gli storici Rage, capitanati dall’inossidabile Peter “Peavy” Wagner (vera e propria leggenda dell’heavy metal), portano in Italia il tour di supporto all’ultimo “Seasons Of The Black”, ottimo seguito di “The Devil Strikes Again” (uscito solo un anno prima). La formazione rimane stabile con il fenomenale duo Marcos Rodriguez (chitarra) e Vassillios ”Lucky” Maniatopoulos (batteria) a coadiovare le vocals e il basso di Peavy. Ulteriore interesse poi è sicuramente suscitato da opening act di primo livello. I Firewind di Gus G. non hanno certamente bisogno di grandi presentazioni, in quanto la qualità dei ragazzi greci è ben nota a livello mondiale. Gli australiani Darker Half invece sono al primo show nel nostro paese e la curiosità riguardo alla loro proposta musicale è indubbiabente un ulteriore punto a favore della serata. Fortunatamente anche il nostro paese in questa eruzione metallica riesce a piazzare la sua zampata, proponendo i SØNDAG. Proprio a loro spetta l’onore (e l’onere) di dare fuoco alle polveri.

 

 

I 4 ragazzi di Piacenza sono autori di una buona prova. Il loro hard rock influenzato da sonorità settantiane e post grunge è sorretto da ritornelli di buona fattura, dove la melodia di fondo rimane bene impressa. Anche se i suoni non perfettamente settati a volte hanno penalizzato la voce solista, il loro live è stato certamente godibile. Le varie “Glitter”, “Lighter” e “Stick To The Plan” (title track del loro secondo lavoro uscito a dicembre 2017) mettono in risalto la loro capacità di scrivere buone canzoni. Quello che non convince appieno è la loro staticità sul palco (anche se lo spazio a loro disposizione per la verità era alquanto esiguo) e la poca personalità nel rapporto col pubblico. Certo la grinta dimostrata nell’esecuzione dei pezzi è stata di primo livello, ma la strada da fare è ancora tanta. Contando la loro giovane età siamo sicuri che saranno in grado di migliorare.

 

Con i Darker Half si ha un netto cambio di suoni. La band di Sydney ha indubbiamente colpito. Non tanto per l’originalità della loro proposta (un heavy metal dal riffing molto maideniano condito da ritmi a volte thrash, cambi di tempo e assolo melodici) ma per l’atteggiamento sul palco. Divertenti e trascinanti, sono stati in grado di portare a termine un ottimo show. Tecnici quanto basta, con un lotto di canzoni (“Voice Of The Dead”, “Stranger” e “Aliens Exist” su tutte) di buona fattura e un pizzico di sana ruffianeria (vedi la cover di “Aces High” e l’inserimento di alcuni accenni ai classici degli Ac/Dc) hanno riscosso il gradimento del pubblico e un sacco di applausi. Bravi davvero.

 

Con l’ingresso dei Firewind sul palco si assiste ad un netto salto di qualità. La band di Gus G. già dall’attacco di “Ode To Leonidas” spazza via quanto avvenuto in precedenza. La maestria della band nel riproporre da vivo i loro cavalli di battaglia e i pezzi estratti dal loro ultimo “Immortal” è strabiliante. La grinta di “Head Up High”, la potenza deflagrante di “Few Against Many” e la intrinsica bellezza della power ballad “Lady Of 1000 Sorrows” sono solo alcuni degli highlights di un concerto sparato a mille all’ora. In più il poter osservare la tecnica di Gus è fonte di ulteriore gioia per i fans del power metal melodico. Nello strumentale “The Fire And The Fury” si rimane più volte colpiti dalla precisione e dalla velocità con le quali riesce a far scorrere le dita sulla tastiera della sua chitarra. Il resto del gruppo non è da meno, sfoggiando oltre che una tecnica di prim’ordine una capacità di interazione di primo livello. Unico appunto che possiamo rivolgere alla band è che il buon Henning Basse ha convinto più su disco che dal vivo. Nel complesso i Firewind sono stati autori di un’ottima performance e il pubblico del Legend Club ha senz’altro gradito il loro show.

 

Le lodi che si possono tessere nei confronti dei Rage sono infinite. Attivi sin dal 1985 (sotto il moniker Avenger) sono passati indenni attraverso 4 decadi regalando ai loro sostenitori un numero imprecisato di capolavori e conservando una coerenza artistica che ha ben pochi rivali nel corso della storia. La nuova formazione (sono già 3 anni che rimane stabile) sembra aver iniettato nuova linfa vitale nella band e il risultato di tutto questo è stato un live di eccelsa qualità, dove l’intesa dei tre musicisti ha creato un’interazione che va oltre il fatto di suonare dal vivo. I sorrisi e la complicità, fatta di sguardi e divertimento tra i membri della band, ha fatto sì che il loro concerto si trasformasse in una grande festa. In più la capacità di entrare in sintonia con i partecipanti ha reso il tutto genuino al 100%, oltre che estremamente entusiasmante. Impossibile non lasciarsi trascinare dal duo iniziale “Justify”, “Sent By The Devil” o non fare headbanging con la successiva “From The Cradle To The Grave”. Tra pezzi del nuovo “Seasons Of The Black” (“Blackned Karma” da urlo), nuovi classici (“My Way”) e pezzi storici (“End Of All Days”, “Nevermore” e “The Price Of War”) sono continue sferzate di energia intervallate dai numerosi applausi del pubblico. L’apice si raggiunge con la storica “Don’t Fear The Winter” prima che “Higher Than The Sky” (unico bis) chiuda in maniera tellurica il loro show. Proprio quest’ultima viene dilatata inserendo “Heaven & Hell” e “Holy Diver” con Marcos Rodriguez alla voce (e che voce!) e rendendo protagonista la sala chiamata a più riprese a cantare il ritornello della canzone.

 

Si chiude così il primo live del 2018. Un evento caratterizzato dall’alta qualità dei contenuti, dove si hanno avuto importanti conferme e anche qualche lieta sorpresa. Come al solito i ringraziamenti vanno al Legend Club e alla Eagle Booking per aver organizzato il tutto con la solità professionalità che li contraddistingue.

 

 

 

Rage Set List:

1. Justify

2. Sent By The Devil

3. From The Cradle To The Grave

4. My Way

5. Nevermore

6. Seasons Of The Black

7. End Of All Days

8. Turn The Page

9. Straight To Hell

10. The Price Of War

11. Blackned Karma

12. Don’t Fear The Winter

bis

13. Higher Than The Sky / Heaven & Hell / Holy Diver / Higher Than The Sky

 

Firewind Set List:

1. Ode To Leonidas

2. We Defy

3. Head Up High

4. Few Aganist Many

5. Between Heaven & Hell

6. World On Fire

7. Fire & The Fury

8. Wars Of Ages

9. Lady Of 1000 Sorrows

10. Mercenary Man

11. Tyranny

12. Falling To Pieces

 

Darker Half Set List:

1. Lost In Space

2. Voice Of The Dead

3. Stranger

4. Aces High (Iron Maiden)

5. Aliens Exist

6. Heavens Falling

 

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