Dopo aver assistito alla calata italica di Rage e Firewind, il Legend Club di Milano è ancora culla di una serata all’insegna del Power Metal. Nel corso degli ultimi anni abbiamo avuto la fortuna di vedere svariate volte i Gloryhammer (come special guest di artisti blasonati come gli Hammerfall e al Rock Fest di Barcellona) e non è mai successo di uscire scontenti da una loro performance. Anche nella serata di giovedì 11 gennaio 2018 i ragazzi venuti “da un altro spazio” non saranno da meno, regalandoci un’ora e mezza di puro divertimento. Ad accompagnare questo loro tour (dove viene eseguito per intero il loro masterpiece “Space 1992: Rise Of The Chaos Wizards”) abbiamo due band strepitose. Dei Civil War avrete già letto a più riprese, essendo noti per essere nati da una costola dei Sabaton, i Dendera invece sono stati una lieta scoperta.

 

Proprio al gruppo di Portsmouth (U.K.) spetta l’arduo compito di scaldare la sala. L’impatto è notevole, il sound monolitico dei ragazzi britannici mostra subito che le armi a loro disposizione sono grinta e potenza. Ashley Edison dietro il microfono è senz’altro un gran frontman, il suo incitamento nei confronti del pubblico è costante e viene sempre ripagato da applausi e pugni al cielo. L’atteggiamento è quello giusto e la tecnica di base è ottima (specialmente nelle accelerazioni ai limiti del thrash). In più le loro canzoni, pur non essendo il non plus ultra dell’originalità, riescono a brillare andando ad incastonarsi in un perfetto monile. Le varie “Final Warning”, “Age Of Agony” (che scatena un furioso headbanging nella sala), “Blood Red Sky” e la finale “Daylight Ending” certificano l’ottima prova dei Dendera, mostrandoci un opening act di altissimo livello.

 

Pochi minuti per il cambio palco e i Civil War ci allieteranno per circa 40 minuti. La band svedese, pur essendo accostabile al genere dei Sabaton, possiede diverse peculiarità che comunque ne fanno un’identità ben distinta. L’inizio non è dei migliori, con l’intro registrato che si interrompe a metà rovinando il loro ingresso in scena. Fortunatamente i 5 ragazzi se la cavano scherzandoci sopra e suscitando un’immediata simpatia. Sul palco sono presenti due pedane alla Dragonforce, che permetteranno ai due chitarristi e all’ottimo singer di elevarsi a più riprese, creando un effetto scenico importante. Il nuovo cantante (Kelly Carpenter, dal 2017 in formazione) è un vero e proprio valore aggiunto. Evocativo, carismatico e dotato di una voce graffiante dona una nuova veste alle composizioni dei Civil War. Soprattutto nell’epica “Saint Patrick’s Day”, in “Gettysburg” e nella poderosa “I Will Rule The Universe” la sua interpretazione raggiunge vette elevatissime, toccando talvolta i tipici registri di Jorn Lande. Il resto della band è comunque un rullo compressore, con le due asce (Rikard Sundén ex Sabaton e Petrus Granar) a macinare un riff dietro l’altro, supportati in maniera egregia dalle eleganti partiture affidate alle tastiere di Daniel Myhr e dallo sferzante ritmo imposto da Daniel Mullback dietro le pelli (n.b. non hanno il bassista per loro scelta). Grande show dei Civil War con il trittico finale che vede la divertente e tiratissima “Tombstone” seguita dall’accoppiata “Bay Of Pigs” / “Rome Is Falling”a strappare gli ultimi meritatissimi applausi. In definitiva uno show diretto ed eccellente che conferma tutto il buono che è stato detto e scritto su questa band.

 

 

Non mancano che gli headliner per mettere la ciliegina su questa riuscitissima serata. Come detto la scaletta è incentrata sul loro ultimo cd (uscito oramai nel 2015) che viene riproposto dall’intro”Infernus Ad Astra” fino alla conclusiva “Apocalypse 1992”. I Gloryhammer, con il loro Heroic Fantasy Power Metal (definizione da loro creata), non hanno la pretesa di essere la band più originale del pianeta, né di essere presi sul serio. Tutto quello che creano in studio e sul palco è costruito per divertire e divertirsi, perché lo scopo finale della musica dovrebbe sempre essere il puro intrattenimento. I 5 ragazzi anglo-elvetici, oltre ad avere un lotto di canzoni ruffiane e iper melodiche, hanno il grande pregio di essersi creati degli alter-ego da sfoggiare in tutta la loro magnificenza. Le scenette si susseguono canzone per canzone, come in “Legend Of The Astral Hammer” dove compare per la prima volta la maschera del goblin, al quale viene sottratto il leggendario martello astrale; oppure in “The Hollywood Hootsman”, dove James Cartwright (alias Hootsman, Barbarian Warrior Of Unst) si scola una birra (da 33cl) alla goccia o in “Questlords Of Iverness, Ride To The Galactic Fortress”, dove un ragazzo del pubblico viene scelto da Thomas Winkler (alias Angus McFife) per raggiungere la fortezza galattica (al secolo il bar) tramite il crowd surfing, per recapitargli poi una birra (missione raggiunta al secondo tentativo). Ma oltre alla teatralità della loro proposta c’è anche tanta musica. Il pubblico conosce a menadito i testi delle loro canzoni e supporta i Gloryhammer con enfasi e trasporto dalla prima all’ultima nota. I momenti di pura esaltazione con “Universe On Fire”, raro esempio di power tecno dance metal, proseguono fino ai bis quando le storiche “The Unicorn Invasion Of Dundee”, “Magic Dragon” e “Angus McFife” fanno raggiungere alla sala l’apice del divertimento. Sulla base di “The National AnthemOf Unst” i Gloryhammer incoronano il loro re salutando in maniera calorosa il pubblico accorso al loro cospetto.

 

Questa data dei Gloryhammer in Italia (la prima da headliner) si conclude con un meritatissimo successo. Incrociando gli sguardi e i visi sorridenti dei fans accorsi è indubbio che tutti siano rimasti soddisfatti dalla performance dei 5 ragazzi. Un ulteriore applauso va ai Civil War e ai Dendera per essersi dimostrati incredibili come band di supporto. Non ci resta che ringraziare la Vertigo e il Legend Club (specialmente nella persona di Fil Puliafito) per aver ancora colpito nel segno. Hail To Hoots!

 

Gloryhammer Set List:

1. Infernus Ad Astra (intro)

2. Rise Of The Chaos Wizards

3. Legend Of The Astral Hammer

4. Goblin King Of The Darkstorm Galaxy

5. The Hollywood Hootsman

6. Victorious Eagle Warfare

7. Questlords Of Iverness, Ride To The Galactic Fortress!

8. Universe On Fire

9. Heroes (Of Dundee)

10. Apocalypse 1992

bis

11. Anstruther’s Dark Prophecy (intro)

12. The Unicorn Invasion Of Dundee

13. Quest For The Hammer Of Glory

14. Magic Dragon

15. Angus McFife

16. The National AnthemOf Unst (outro)

 

Civil War Set List:

1. USS Monitor

2. Saint Patrick’s Day

3. Gettysburg

4. Deliverance

5. I Will Rule The Universe

6. Tombstone

7. Bay Of Pigs

8. Rome Is Falling

 

Dendera Set List:

1. The Awakening

2. Final Warning

3. Claim Our Throne

4. Age Of Agony

5. Blood Red Sky

6. The Daylight Ending

Civil War

Dendera

Facebook Comments