Londra è una continua fucina di talenti musicali, ed è proprio dalla capitale Britannica che arrivano i Wolf Alice. Il gruppo, etichettato come “alternative indie”, è nato nel 2010 e prende il nome da uno dei racconti firmati dalla scrittrice Angela Carter, raccolta intitolata: “La Camera di Sangue”, dove le favole tradizionali vengono riviste e stravolte, soprattutto il ruolo delle donne protagoniste.

Dopo un paio di interessanti EP il quartetto  inglese firma per il primo vero disco e si avvale della produzione di Mike Crossey, che ha lavorato con Artic Monkeys e Gaslight Anthem, questo per sottolineare il grande interesse intorno a questo gruppo. Interesse giustificato visto il secondo posto in classifica raggiunto da “My Love Is Cool”, nella terra natia . Nel 2017 esce “Vision Of A Life” e, di conseguenza, un nuovo tour.

 

Anche in Italia, sorprendentemente, hanno un buon seguito, lo dimostra il tutto esaurito della serata che andiamo a raccontarvi in quel di Milano. Il luogo dell’evento è la Santeria Social Club un recente locale nato dalle ceneri di un concessionario auto. A supporto sono state chiamate le I’M NOT A BLONDE che, in perfetto orario, verso le 21,30, salgono sul palco. Sono due ragazze Milanesi che si dilettano con un elettro-pop anni ottanta abbastanza scontato, la musica è per una buona parte su base con aggiunta di chitarra e tastiere, il pubblico apprezza e sembra che abbiano un buon seguito, visto che molti se la cantano e se la ballano durante il tempo a loro dedicato. Risultano un po’ ripetitive, ma alla fine il sound orecchiabile rende il tutto abbastanza piacevole. Si riscattano con l’ultima canzone, tratta dal nuovo disco in uscita, dove la chitarra è più presente.

 

 

L’attesa sale, il locale è ormai al limite della capienza, il pubblico è prevalentemente giovane, bene, con una nutrita presenza di fan stranieri. Tutto pronto e come da tabella oraria, alle 22.30, il quartetto fa la sua comparsa accompagnato dalle urla della platea. I WOLF ALICE capitanati dalla esile Ellie partono con tutta la grinta della loro gioventù ! “HeavenWard” ci introduce nel loro mondo fatto di un ricercato, adulto, suono “alternative”, un misto tra new wave anni ottanta ed il meglio degli anni novanta ma fatto bene, dannatamente bene; l’elettronica è solo di sottofondo o di accompagnamento, gli strumenti elettrici fanno da padroni, un attitudine punkeggiante serpeggia sul palco. La qualità si spreca, la voce convince, poche parole, una canzone dietro l’altra. Si passa dalla orecchiabilissima “Bros” al pop scanzonato di “Beautifully Unconventional” dalla veloce “Space & Time” per arrivare alla fine della prima parte, dopo un ora abbondante di live, con “Fluffy”. Durante una della ultime song il chitarrista Joff si fa portare una chitarra che sbatte sul palco, senza arrivare a romperla, non si capisce bene il perché, sicuramente ne giova la scena ed infiamma il pubblico, un gesto più teatrale che funzionale. Le prime file saltano, quando il sound lo premette, si arriva al pogo. La risposta dei presenti è molto positiva, a ragione, i quattro meritano il successo e si spera possano crescere ancora.

 

Il bis comprende un piccolo capolavoro intitolato “Blush”, avete presente quelle canzoni che vorresti non finissero mai? Ecco questa è una di quelle. Ci salutano con “Giant Peach” ringraziando il pubblico per la calda serata, in tutti i sensi, anche se siamo a Gennaio. L’attitudine c’è, la qualità anche, i WOLF ALICE sono una bellissima novità a cui non si può che augurare di rivederli davanti ad uno stadio di fan. Non fermatevi ai video su YouTube, dal vivo sono tutta un altra cosa.

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