CORROSION OF CONFORMITY

No Cross, No Crown

Nuclear Blast Records

Data pubblicazione: 12 Gennaio 2018

 

 

 

Ci sono band che, pur non raggiungendo la grande fama, vi nuotano sempre vicino, come squali sotto il pelo dell’acqua perchè, forse, sono troppo di nicchia o perchè troppo innovatori o precursori. Magari arrivano nel momento sbagliato o, semplicemente, perchè loro sono fartti per un pubblico da culto e, pur non essendo sul palco principale come headliner, sono sempre lì, protagonisti senza troppe cerimonie di premiazione, ma sempre in prima linea per la musica.

 

Vi stiamo raccontando, in soldoni, la storia dei Corrosion of Conformity, four-piece della Carolina del Nord, nati come punk/metal/alternative band e diventati, in seguito, apripista di quella contaminazione fra hardcore, metal, alternative thrash metal e, soprattutto, southern heavy, che verso la fine dei 90’s, prese molto piede e fece nascere (o, convertire, sospettosamente) una miriade di band dalla vita breve quanto quella di una formica maschio alata. I Corrosion of Conformity, però, sono di un’altra pasta, sono veri, sono precursori, ci credevano e ci credono tuttora e, soprattutto, suonano dannatamente bene e con talento. Per questo motivo, oggi, siamo qui a raccontarvi i 15 brani che compongono questo robusto ed incendiario monolite di Southern-metal che è ‘No Cross, No Crown’ (sembra quasi un monito alle giovani band…..), presentato in una versione anche in doppio vinile, che ci consegna un dirompente esempio di metal e southern hard-rock corposo, dai riff circolari ma anche agile, che principia con una serie di track ‘The Luddite’, ‘Cast the First Stone’ o ‘No Cross’, che sembrano suonate con martelli pneumatici che incidono arazzi nelle pietre di qualche cava nel profondo Sud, con tutto il flavor alla Crowbar, Daown e Lynyrd Skynyrd, ben amalgamati come le torbide acque del bayou di New Orleans. A questo, prò, si unisce l’agilità e la melodia, nelle composizioni, un torrente di montagna del Colorado, grazie ad una buona iniezione di doom 70’s alla Black Sabbath/Monster Magnet e, soprattutto Cathedral del periodo ‘Ethereal Mirror’, come si può notare e godere in pezzi quali ‘Wolf Named Crow’ o ‘Forgive Me’, dove la pesantezza intraprende la corsa nelle pianure dell’incubo, spinto dalla batteria di Mullin, con i suoi splendidi colpi di raid e la pienezza del binomio cassa morbida/rullante secco, tipico delle cavalcate del metal 70’s delle terre albioniche.

 

Le già citate chitarra piene, coprose, dai riff circolari e dagli assoli viscerali del duo Keenan/Wheaterman, colpiscono duro, pesante, ma anche con una strana morbidezza, come un sorso di buon bourbon del Kentucky, quando scolpiscono i riff di ‘Old Disaster’ o ‘Sacred Isolation’, dove la voce del figlio del Mississippi, Pepper Keenan, narra, aggredisce con flemma ed accarezza con ruvidità le nostre orecchie con storie di umana sofferenza in un mondo poco umano, più spietato dell’ambiente della palude.

 

Un disco da vivere di stomaco e cuore, fatto di anima e muscoli, a volte un po’ prolisso (15 pezzi possono essere un po’ troppi, in questo genere), a volte un po’ ripetitivo, ma mai privo di mordente, personalità, classe ed anima, che sia sporca o meno non importa, ma che vi sia.

 

Prendete la vostra bottiglia di Four Roses ed il vostro M-16 ed incamminatevi verso le magioni in fiamme del Sud del III Millenio. Si può sopravvivere o affondare ma, l’importante è farlo con la più tonante delle chitarre in pugno. Un disco non per tutti, ma non per questo incapace di stregare anche i profani ‘yankee nordisti’.

 

Tracklist:

Disc 1

Side A

1. Novus Deus

2. The Luddite

3. Cast the First Stone

4. No Cross

5. Wolf Named Crow

 

Side B

6. Little Man

7. Matre’s Diem

8. Forgive Me

 

 

Disc 2

Side A

1. Nothing Left to Say

2. Sacred Isolation

3. Old Disaster

4. E.L.M.

 

Side B

5. 2. No Cross No Crown

6. A Quest to Believe (A Call to the Void)

7. Son and Daughter

 

 

Line-up:

Pepper Keenan Guitars, Vocals

Mike Dean Bass, Vocals

Reed Mullin Drums, Vocals

Woody Weatherman Guitars, Vocals

 

Link:

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