“Tonight’s Is The Night”, ed è veramente andato tutto nel migliore dei modi. Questa unica data italiana rimarrà per sempre impressa nei cuori di tutti i fan accorsi mercoledì 31 gennaio al Mediolanum Forum di Assago per l’alta qualità della musica proposta e per le emozioni uniche che Sir Roderick David “Rod” Stewart è riuscito a trasmettere.

 

L’affetto che ci lega a questo incommensurabile artista è legato a ricordi di infanzia, quando un ascoltatore ben più giovane rimase a tal punto impressionato dalla musica dall’autoradio a cassette del proprio padre, da volerla ascoltare ogni volta che saliva in auto.

 

Ma torniamo al concerto e alle sue molteplici sfaccettature. Si capisce subito di trovarsi davanti alla Champions League della musica mondiale. Il palco con la sua moltitudine di mega schermi fa da contorno a musicisti di livello stratosferico. Due batteristi, chitarra, basso, tastiere e 6 splendide coriste (delle quali 3 si sono alternate alle percussioni, alla chitarra, all’arpa e pure nel tip-tap). Poi lui. Unico, immenso. Le 73 candeline da poco spente non sembrano aver scalfito un’oncia della sua grandissima classe. Le versioni di tutti i suoi cavalli di battaglia sono da standing ovation. Da “Infatuation” a “It Takes Two” (cantata originariamente in duetto con Tina Turner), passando per “Tonight’s The Night”, “Baby Jane”, la storica “Stay With Me” (dal repertorio dei Faces), fino ad arrivare a “Downtown Train” e la stratosferica “Do Ya Think I’m Sexy?” è tutta una escalation di gioia e felicità.

 

In più alla band viene lasciato il suo spazio. Gli assolo di sax, violino e batteria lasciano a bocca aperta la maggior parte della platea e la naturale conseguenza è un continuo esplodere di ovazioni e applausi. Non manca il set acustico con le varie “The First Cut Is The Deepest”, “I Don’t Wanna To Talk About It”, “You’re Im My Heart, You’re In My Soul” eseguite in maniera talmente divina da raggiungere direttamente il cuore, ne il rock n’ roll selvaggio di “Sweet Little Rock & Roller” (Chuck Berry docet) e “Proud Mary” (cantata dall’avvenente corista).

 

Insomma da qualunque parte lo si guardi questo show non ha avuto punti deboli. La ciliegia della torta è poi ancora messa da Rod con la sua grande simpatia e le sue mosse da “king of frontman”. Quando ci si diverte il tempo scorre veloce e l’ora e quaranta abbondante fugge via come un battito di ciglia.

 

Quando l’eco dell’ultima nota di “Enjoy Yourself (It’s Later Than You Think)” si spegne tra le mura del Forum e le luci si accendono riportandoci alla realtà ci si rende conto di aver assistito ad un evento unico e imperdibile. Pochi artisti al mondo riescono a riempirti il cuore di gioia e Rod Stewart è sicuramente uno di questi. Non possiamo che augurargli ancora tanti anni da passare on stage, il mondo ha ancora bisogno di artisti di questo calibro. Un ringraziamento a mio papà per aver acceso la fiamma in me, forse un giorno dove l’oceano incontra il cielo potremo riabbracciarci.

 

Set List

1. Soul Finger

2. Infatuation

3. Some Guys Have All The Luck

4. Sweet Little Rock & Roller

5. Tonight’s The Night (Gonna Be Alright)

6. It Takes Two

7. Takin’ It Back

8. Forever Young + Drum & Violin Solo

9. Rhythm Of My Heart

10. Downtown Train

11. Sax Solo

12. The First Cut Is The Deepest

13. I Don’t Wanna To Talk About It

14. You’re Im My Heart, You’re In My Soul

15. Have I Told You Lately

16. Proud Mary

17. People Get Ready

18. Baby Jane

19. Stay With Me

20. Do Ya Think I’m Sexy?

21. Sailing

Bis

Enjoy Yourself (It’s Later than You Think)

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