DUKES OF THE ORIENT

Dukes Of The Orient

Frontiers Music

Release date: 23 Febbraio 2018

 

 

Dukes Of The Orient è il nuovo progetto di John Paine, cantante inglese con in curriculum Asia e GPS, e di Erik Norlander, tastierista californiano già nelle file di Last in Line e Lana Lane.

 

Avvalendosi delle collaborazioni di altri talentuosi musicisti, quali Jeff Kollman, Guthrie Gowan, Moni Scaria e Bruce Boillet alle chitarre, e di Jay Schellen dietro i tamburi, i nostri con questo platter danno finalmente compimento ad un percorso partito ben dieci anni fa, quando il cantante calcava i palchi con Asia featuring John Paine, ensemble formatosi nel 2007 allorchè Geoff Downes lasciò gli Asia di allora per riformare la band nella sua formazione originale.

 

È solo nello scorso anno che però il duo Paine-Norlander si decide a completare le registrazioni accumulate negli anni: la spinta finale la dà la scomparsa di John Wetton, il cantante originale degli Asia, mancato per l’appunto nel 2017. Ed è per rispetto nei suoi confronti, ma anche per distinguersi dagli Asia attuali, tuttora condotti da Downes, che il duo opta per un nuovo moniker, Dukes Of The Orient, sotto la cui egida viene pubblicato oggi questo lavoro.

Sia detto subito: questo è un album di genere, in cui AOR, hard melodico e una spruzzata di prog finiscono col generare un cocktail deluxe che sicuramente non potrà non interessare gli appassionati di queste sonorità.

Il disco, registrato in analogico, è prodotto magistralmente, e si avvale di arrangiamenti calibratissimi e di soluzioni melodiche sempre funzionali all’economia delle singole canzoni, prive di quegli eccessi onanistici che spesso finiscono con l’appesantire inutilmente questo tipo di proposte. I brani sono scritti ed eseguiti con cura e gusto: nessuno dura meno di 5 minuti, ma non annoiano mai.

A tutto fa da collante la bella voce di Paine, mai sopra le righe, calda e confortante, che in alcune inflessioni ricorda David Coverdale ed il compianto RJ Dio.

 

È oggettivamente difficile scegliere dalla scaletta qualche song in particolare, e questo per via della alta qualità media che le caratterizza un po’ tutte. Forse l’unico punto debole possiamo identificarlo nella ballata “Amor Vincit Omnia” un po’ troppo al limite con la stucchevolezza. Ma tutte le altre hanno i numeri per diventare, di volta in volta, l’ascolto preferito di chi vorrà accostarsi a questo disco.

L’opener “Brother In Arms” è cantabile, ed entra subito in testa. Un inizio niente male, soprattutto per quanto si ascolta nei break e nelle parti solistiche. E queste sono le caratteristiche anche di molti degli altri brani in programma: “Time Waits For No One”, “A Sorrow’s Crown”, “Fourth of July”, e la conclusiva “Give Another Reason”.

Di “Strange Days” e “Seasons Will Change” sono già stati realizzati dei video che possono essere rintracciati facilmente in rete: in entrambi i casi ci troviamo di fronte a due brani orecchiabili e raffinati, con arrangiamenti di cesello che ne esaltano al meglio le proprietà melodiche.

 

In conclusione possiamo tranquillamente dire che Dukes Of The Orient è un lavoro sicuramente riuscito, realizzato da due autentici fuoriclasse, a cui gli appassionati di Asia, Toto e compagnia cantante devono assolutamente dare una chance.

 

 

Tracklist:

1. Brother In Arms

2. Strange Days

3. Amor Vincit Omnia

4. Time Waits For No One

5. A Sorrow’s Crown

6. Fourth Of July

7. Seasons Will Change

8. Give Another Reason

 

Line Up:

John Payne (vocals, bass, guitars)

Erik Norlander (keyboards)

 

Link:

www.dukesoftheorient.com

www.facebook.com/Dukes.of.the.Orient

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