Nel corso degli anni abbiamo avuto la fortuna di poter assistere agli show delle varie incarnazioni dei Rhapsody. Dal trio Lione, Staropoli, Turilli al duo Lione, Staropoli (passando per Turilli, Conti e Staropoli, Voli) fino ad arrivare in quest’ultima forma con Turilli e Lione a tenere le redini della band. Bisogna dire che in ogni loro metamorfosi i Rhapsody hanno sempre confermato le aspettative dei numerosi fans, magari facendo storcere un poco la bocca ai più oltranzisti, ma riuscendo sempre a mettere di comune accordo la gran massa dei loro sostenitori. Il merito è senz’altro da attribuire ai membri fondatori, che mai hanno dato l’impressione di non credere ciecamente nei loro progetti. La cosa che forse colpisce di più è la loro genuina voglia di ricordare a tutti che la band, sebbene tra mille difficoltà, ha ancora molte frecce al suo arco. Se il Farewell Tour si concretizzerà nell’addio alla scene di questa band, ci rincuora il fatto che almeno gli altri due progetti proseguiranno.

 

Purtroppo per esigenze lavorative siamo arrivati troppo tardi e non abbiamo potuto assistere al live degli Scarlet Aura. Ci scusiamo con la band di Bucarest, speriamo di poter rimediare in futuro.

 

In questa 4^ data italiana all’Alcatraz di Milano (come nel resto del tour) sono i bravissimi Beast In Black a sfoderare per primi l’ascia di battaglia. La band finlandese, creata da Anton Kabanen (ex chitarrista dei Battle Beast), ha ricevuto molteplici critiche positive con il suo debutto “Berserker”, destando un sincero interesse per chi come noi non ha avuto ancora la fortuna di assistere ad una loro performance live (dovevano aprire a Novembre 2017 per i W.a.s.p.). Basta l’attacco di “Beast In Black” per capire che ci si trova davanti uno dei miglior opening act degli ultimi anni. Colpiscono in maniera repentina deliziando la platea con suoni poderosi. Tecnicamente ineccepibili e scenicamente coinvolgenti, i Beast In Black riescono a catalizzare l’interesse di tutti con una prestazione esplosiva. La gran simpatia (gli occhiali su “Crazy, Mad, Insane” sui quali scorrono le parole del titolo della canzone sono da raccontare ai posteri) e l’estensione vocale di Yannis Papadopoulos sono altri due importanti tasselli che vanno a completare una performance di grande livello. Promossi con lode e bacio accademico.

Beast In Black Set List: 1. Beast in Black, 2. Eternal Fire, 3. Blood Of A Lion, 4. The Fifth Angel, 5. Born Again, 6. Crazy, Mad, Insane, 7. Blind And Frozen, 8. End of the World.

 

 

L’attesa si fa palpitante e quando le luci si spengono e parte l’intro “In Tenebris” l’esplosione del pubblico dell’Alcatraz è assordante. L’accoppiata “Dawn Of Victory”, “Winsdom Of The Kings” alimenta il fuoco che scorre nelle vene del pubblico, scatenando un vero e proprio putiferio. Lione è in forma smagliante e durante tutta la serata darà grande prova delle sue immense doti. Turilli come di consueto non sta fermo un secondo, regalando al pubblico tutta quella serie di mosse che lo hanno reso celebre. Il resto della band è parte integrante dello show e se ne ritaglia una fetta importante, grazie anche ai pregevoli sfoggi di tecnica durante gli assolo (basso e batteria). Quello che balza subito all’occhio (e all’orecchio) di questa formazione, è la grande coesione scenica e musicale. Se da un lato un vero frontman navigato come Lione è assolutamente padrone della situazione, dall’altro la perfetta interazione dei musicisti che lo supportano gli permette di esprimersi al massimo delle sue capacità. Ed è in effetti nei lenti, come “Wings Of destiny”, “Lamento Eroico” e nell’omaggio ad Andrea Bocelli (“Con Te Partirò”), dove Fabio riesce a deliziarci con un’interpretazione da brivido. La sua portentosa ugola è libera di librarsi raggiungendo picchi di elevata bellezza, stregando in maniera indelebile i suoi fan. Il resto è storia con un susseguirsi di cavalli da battaglia che vanno da “Power Of The Dragonflame”, “Land Of Immortals”, “Riding The Wings Of Eternity” (dedicata a Sir Christopher Lee), passando per la suite “Symphony Of Enchanted Lands” (che vede Fabio duettare con Nicoletta Rossellini, singer dei Kalidia) sino ad arrivare alla celeberrima “Emerald Sword”, posta degnamente in chiusura a suggellare uno show trionfale.

 

In questo Farewell Tour i Rhapsody Reunion hanno dato veramente fondo a tutte le loro risorse. L’uso di basi campionate (indispensabili per il loro sound) non è mai risultato troppo invasivo, lasciando sempre i musicisti liberi di dar sfogo alla loro incredibile classe. Se questa data rappresenta l’ultimo show di questa formazione, maniera migliore di chiudere non poteva esserci. Passeranno gli anni e quando i pensieri ci riporteranno a questa magica serata, i magnifici ricordi che ci ha lasciato saranno lì ad aspettarci.

 

 

 

Rhapsody Set List:

1. In Tenebris / Dawn Of Victory

2. Winsdom Of The Kings

3. The Village Of Dwarves

4. Power Of The Dragonflame

5. Beyond The Gates Of Infinity

6. Knightrider Of Doom

7. Wings Of Destiny

8. Riding The Winds Of Eternity

9. Symphony Of Enchanted Lands

10. Drum Solo

11. Land Of Immortals

12. The Wizard’s Last Rhymes

13. Bass Solo

14. Time To Say Goodbye (Con Tè Partirò)

15. Holy Thunderforce

bis

16. Rain Of A Thousand Flames

17. Lamento Eroico

18. Emerald Sword

 

Guarda le foto del concerto delle tre band QUI

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