SHIRAZ LANE

Carnival Sin

Frontiers Records

Release 23 Febbraio 2018

 

Dalle fredde lande Finlandesi ecco arrivare un’altra band del team Frontiers Records, gli Shiraz Lane. “Carnival Sin”, loro secondo album spera di raggiungere il successo ottenuto da “For Crying Out Loud” sfruttando l’esperienza accumulata dal 2016 ad oggi dopo aver solcato i palchi di mezza Europa al fianco di band di spicco. Un Glam Rock dalle influenze legate a Guns n’ Roses ed Aerosmith con uno stile tipico dei recenti gruppi nordici come H.E.A.T., Eclipse o Crashdiet.

 

 

La partenza viene affidata all’omonima “Carnival Sin”, brano dalla vena goliardica ma che non spicca sicuramente di una carica emotiva che ci si aspetterebbe dalla prima traccia di un album. Musicalmente apprezzabile ponendo in evidenza le buone doti canore di Hannes Kett, una sorta di figliol prodigo tra Sebastian Bach e Vince Neil, che appare molto più incisivo in “The Crown”, song leggermente più spedita e dal groove più deciso, forte di un ottimo e corale ritornello.

 

Primo singolo proposto dal gruppo per promuovere “Carnival Sin” è stato “Harder to Breathe”, primo pezzo che finalmente entra nel vivo dell’energia che il quintetto sa sprigionare evidenziando bene il comparto ritmico di Joel Alex al basso e Ana Willman alle pelli. Apprezzabili i fraseggi di chitarra che anche nella seguente “Tidal Wave” sono molto accattivanti e con una buona “freschezza” ritmica, picchiandoci dentro un bel solo sul finale, niente male.

 

Purtroppo la speranza di un trend crescente in termini di energia sprigionata subisce l’ulteriore frenata con la Ballad in Mid tempo “Gotta Be Real”, piacevole e “dolce”, forse anche troppo. Stesso copione, seppur l’intro poteva avere un’evoluzione più incanzante, lo abbiamo in “People Like Us” dove sono ancora le chitarre nell’assolo a risollevare un po’ i toni generali. Senza discostarsi molto dalla precedente linea sonora, anche “Shangri-La” rimane fedele ai precedenti scenari melodici, somigliando un po’ ad una delle recenti produzioni di Bon Jovi, senza né lode né infamia.

 

Finalmente le briglie vengono lasciate andare e danno modo di sentire un pochino di brioso Glam Rock con “War of Mine”, senza esagerare chiaramente, giusto per dare una scossa alla tracklist. Ecco che gli ultimi indugi vengono messi da parte per consentire a “Shot of Life” di fare il suo ingresso trionfale: riff articolati, sound pieno e deciso, belle vocalità e coralità per quello che, probabilmente, è il pezzo più significativo dell’album.

 

Quando anche i padiglioni auricolari iniziavano a diventare “barzotti” ecco una bella tisana rilassate al sapore di “Hope”, bella Ballad morbida, dolce, vellutata ma con una punta di zenzero bello pungente. Per concludere in bellezza, sul finale viene offerta “Reincarnation”, brano emozionale e nuovamente non troppo incisivo, con sprazzi di buon Hard Rock ed anche di Reggae che, grazie ai suoi quasi otto minuti, vi cullerà sino alla chiusura dell’album.

 

La scelta fatta dagli Shiraz Lane, a differenza dell’esordio, li ha portati a produrre un nuovo disco che pecca un po’ di carattere e che troppo li rende omogenei alla già folta mischia di gruppi che propongono il loro taglio musicale. Sicuramente ci si aspettava qualcosa di più o qualcosa di un pochino più energico ma è anche vero che non tutte le ciambelle escono con il buco.

 

 

 

Tracklist:

Carnival Days

The Crown

Harder To Breathe

Tidal Wave

Gotta Be Real

People Like Us

Shangri-La

War Of Mine

Shot Of Life

Hope

Reincarnation

 

 

Lineup:

Hannes Kett – lead vocals

Jani Laine – lead guitar

Miki Kalske – rhythm guitar

Joel Alex – bass

Ana Willman – drums

 

 

Links:

Official Facebook

Page Official Twitter

Page Official Instagram Page

Facebook Comments
3