LEATHER JACKETS

Leather Jackets

Autoprodotto

Release Date: 8 Marzo 2018

 

 

Il profumo inconfondibile del blues accompagna l’omonimo esordio discografico dei Leather Jackets, il powertrio composto da Graziano Losa (chitarra e voce), Sergio Menescardi (batteria) e Olivia Gambarotta (basso e cori), rievoca lo spirito del Delta del Mississippi miscelandolo con la rudezza del rock ‘n’ roll. L’identità musicale dei milanesi si rispecchia molto in quello che fecero a tutti gli effetti le band che nacquero a cavallo fra gli anni ’60 e ’70, fra queste i vari Rolling Stones e The Who, senza dimenticare i Led Zeppelin e la Jimi Hendrix Experience, così come molte altre. La missione è di ridare smalto ad un genere, quello blues, che stava esaurendo la sua fiamma vitale per riportarlo in auge, proprio come in questo album.

 

 

“Leather Jackets” è un viaggio lungo dieci tracce, un rimbalzo temporale fra presente e passato, durante il quale si potranno riscoprire suoni dal sapore antico e quasi dimenticati; come quello dell’armonica a bocca in “Until the Devil Knocked Your Door”, dove quest’ultima trova il suo perfetto alter ego nella chitarra sporca e distorta, dando vita ad un brano che fa ben capire quale sarà la fisionomia dell’album stesso. Il titolo è poi un richiamo al grande e misterioso bluesman Robert Johnson e ai suoi 29 blues. Se la prima traccia ha già delineato il tipo di ascolto al quale ci si troverà davanti, pezzi come “(Help me) Find A Way to Go” e “Bones” saranno capaci di creare un grande coinvolgimento e alzeranno ulteriormente l’asticella dell’attenzione. Nonostante la scelta di impostare la sezione ritmica su un andamento piuttosto compassato, essa riesce ad essere particolarmente decisa ed efficace, una base solida che permette alla chitarra di lanciarsi in virtuosismi gustosi e alla voce, a tratti cristallina e a tratti roca, del suo cantante di inerpicarsi su muro sonoro creato dal trio.

 

“Open Water” fa rivivere il vecchio ed incontaminato West, con la sua melodia ti riporta in quei saloon affollati e polverosi: anche in questo brano la chitarra è la protagonista indiscussa, i suoi riff delicati e poi graffianti sono la ciliegina sulla torta di una traccia che pare dolce e armoniosa in superficie, ma che nasconde una natura più rude; l’assolo è poi la chicca finale che la impreziosisce ulteriormente. Il blues è soprattutto fatica e sudore e nasce come canto di lavoro per gli schiavi deportati ed è a loro che si pensa ascoltando “The Chain Song”, traccia dall’inconfondibile sapore del sud degli States, con una parte cantata che è un continuo botta e risposta, proprio come avveniva durante la raccolta nei campi; la sua struttura sonora è poi un netto richiamo a quelle terre, la chitarra ubriaca l’ascoltatore con il suo fare incisivo e fa scatenare il basso e la batteria che la seguono a ruota. “Breath Of Life” e “Moon” seguiranno la scia lasciata da questi pezzi e porteranno con il loro sound accattivante verso la fine dell’album, prima della chiusura affidata alla malinconica ballad “River Song”.

 

 

I Leather Jackets non potevano esordire in maniera migliore! Un album che scorre veloce e senza intoppi in un increscere continuo di emozioni e immagini che appaiono nella mente durante il suo ascolto. Ogni singola traccia trasuda di blues, che diventa quindi la componente principale alla quale ruota attorno tutto il resto; questa è coadiuvata da sprazzi rock che ne amplificano nettamente la portata. Un piccolo difetto però c’è: i pezzi, seppur belli e coinvolgenti, mancano talvolta di quella verve necessaria per poter portare l’album ad un livello superiore.

 

 

Tracklist:

1. Until the Devil Knocked Your Door

2. (Help me) Find A Way to Go

3. Bones

4. Open Water

5. Move Down Blues

6. The Chain Song

7. Breath Of Life

8. Moon

9. Warpaints

10. River Song

 

 

Line Up:

Graziano Losa – chitarra e voce

Sergio Menescardi – batteria

Olivia Gambarotta – basso e cori

 

 

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