PARADISE LOST

Host (Remastered)

Nuclear Blast

Data pubblicazione: 16 Marzo 2018 (21 Maggio 1999 per EMI)

 

 

Ecco una di quelle recensioni veramente difficili da fare, specie sul piano obbiettivo. Da una parte, i Paradise Lost sono, per il vostro fedele scribacchino, una band incredibile e che sono state riaccolte a braccia aperte dopo la ritrovata identità, facendo però tesoro di quanto appreso durante il loro periodo ‘elettro-darkl’ e, di conseguenza, recensire il remastered di ‘Host’, una delle produzioni più controverse ed anche insipide e noiose della formazione di Halifax. Dall’altra, vi è è il fatto che stiamo analizzando e giudicando non un lavoro uscito nel 1999 e già vagliato da storia, critica e fan, bensì la ripubblicazione con una nuova veste sonora. Bene, su questo, precisiamo, ci baseremo.

 

 

Il problema, però, sembra essere proprio questo: ci si sarebbe aspettati di sentire ‘Nothing Sacred’, ‘Ordinary Days’, ‘Permanent Solution’ e la stessa title-track, rinfrescata sotto il profilo dei suoni di chitarra, batteria e con una versione più incattivita ed oscura del lavoro dei sintetizzatori. Con questo remastered 2018, invece, sembra che si sia voluta accentuare ancora di più la vena dark-wave anni ‘80 ed il risultato, benché non sia affatto male sotto il profilo della pulizia dei suoni, appare non solo come una semplice lucidatura e pulizia della carrozzeria, ma anche una mossa per rendere ancora più appetibile questo full-length ad un pubblico assolutamente non-metal e molto tradizionalista e nostalgico degli Eighties oscuri della musica britannica; ascoltate ‘It’s too Late’ e ditemi se non è ancora più dark-wave ed avulsa (specialmente oggi) dalla natura musicale dei Paradise Lost.

 

Questa mossa, però, potrebbe ritorcersi contro le stesse vendite dato che, cercare ulteriormente di smorzare quel poco di gothic-metal che ancora vi era in questi brani, non riuscirà ad attrarre un’audience così elitaria come quella dark (i brani avevano, comunque, un minimo di mood metal) e verrà ulteriormente snobbato da quella metal, la quale preferirà, probabilmente, acquistare le vecchie edizioni per poter apprezzare qualcosa (ed, onestamente, vi erano alcuni spunti da rivalutare) di una periodo non molto esaltante di Holmes e soci, periodo che, però, ha ispirato e fatto crescere i nuovi, splendidi lavori del Paradiso Perduto del III Millennio.

 

Per chi, invece, vuole sentire un discreto disco elettro-dark con anche strumenti elettrici ed un flavor gotico con qualche ombra metallica, questo potrebbe essere un discreto disco, con ‘Behind the Grey’ che si candida ad essere il brano che più ha tratto vantaggio da questo make-up sonoro. Nota importante: il disco è disponibile in digipack e tre differenti vinili colorati (black, clear e mint) per la prima volta in assoluto.

 

Per il resto, ringraziamo la rinascita a tracciare verso la splendente oscurità futura dei Paradise Lost e pensiamo che tutto questo ce lo siamo lasciato alle spalle.

 

 

Tracklist:

1. So Much Is Lost

2. Nothing Sacred

3. In All Honesty

4. Harbour

5. Ordinary Days

6. It’s Too Late

7. Permanent Solution

8. Behind the Grey

9. Wreck

10. Made the Same

11. Deep

12. Year of Summer

13. Host

 

 

Line-up (di registrazione):

Nick Holmes Vocals

Gregor Mackintosh Guitars (lead), Keyboards

Aaron Aedy Guitars (rhythm), Guitars (lead)

Stephen Edmondson Bass

Lee Morris Drums

 

Line-up (attuale):

Stephen Edmondson Bass

Gregor Mackintosh Guitars (lead), Keyboards

Aaron Aedy Guitars (rhythm)

Nick Holmes Vocals

Waltteri Väyrynen Drums

 

 

Link:

www.paradiselost.co.uk
www.facebook.com/paradiselostofficial

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