ELDRITCH

Cracksleep

Scarlet Records

Data pubblicazione: 23 Marzo 2018

 

 

Come l’acqua, gli Eldritch possono essere durezza, impeto ed inarrestabile forza, ma anche fluida creatività, introspezione malinconica ed, al contempo, energica reazione. Sono come la fenice: s’incendia, si trasforma e rinasce, sempre sé stessa ma sempre diversa.

 

“Cracksleep”, il loro full-length numero 11, segna un altro passo nella loro perenne evoluzione combattiva, perfetta sintesi fra il prog-metal più onirico, elaborato e melodico ed il techno-thrash/power U.S. più aggressivo, a volte schizofrenico e virtuoso.

 

Il predecessore della band, da sempre guidata da Eugene Simone alla chitarra ed dal talentuoso ed istrionico Terence Holler alla voce ‘Underlying Issues’, era una rinascita esplosiva, pirotecnica e ricca di luminoso spirito combattivo, che appare (appare, ma non lo è) in contrapposizione con la contorta ma dirompente introspezione del lavoro aperto dalle crepuscolari note di pianoforte della title-track intro e seguito da ‘Reset’, un drammatico assalto di riff thrash metal cesellati da Simone in coppia con Rudj Ginanneschi, subito seguiti dalla splendida voce di Terence che mostra il mood dominante di questo disco: malinconia tagliente, dolore trattenuto ma ferreo. Un pianto che diventa una tormenta volta a distruggere per ricostruire.

 

‘Deep Frost’, ‘Aberration of Nature’ (un pugno nello stomaco dall’eleganza di una katana) e la drammatica, quasi una preghiera a pugni serrati ‘My Breath’, ci offrono un lavoro corale, armonico e combatto di una formazione in sintonia perfetta, essenziale senza essere minimale o perdere il senso del dinamismo spettacolare, come mostrano i sempre splendidi assoli di Eugene e Rudj ed un uso più sobrio ma sempre incisivo delle tastiere e, dulcis in fundo, il motore ritmico gestito dal basso di Consani e dalla snella e dirompente batteria di Dridge.

 

Quello che ci appare davanti, assaporando i brani successivi, come ‘As the Night Crawls In’ la psicotica ed irrequieta ‘Voices Calling’, con i suoi ultrastoppati ed armonici di chitarra dal forte sapore Machine Head e che richiamano ai Dream Theater di ‘Awake’ o la malinconia indomita di ‘Staring at the Ceiling’, è un album dal sapore corale, dalla compattezza tornita e ripulita da un mutamento profondo, che non raggiunge le vette del precedente ma, con un lodevole e poetico passo indietro, permette all’album di fare un balzo nelle oscurità di un animo umano in trasformazione e rinascita dopo un grande tormento, dipinto dagli spruzzi alla Pollock del thrash progressivo di alta qualità della band toscana che, incredibilmente, si trasforma in un crepuscolare ma speranzoso ritratto impressionista: uno splendido Van Gogh che crea mediante bombolette spray.

 

Un piccolo gioiello da avere e amare in quelle sere o giorni che segnano la fine di un ciclo, ma muovono i primi passi per l’inizio di un altro; una fenice dal battito d’ali thrash e dal canto melodiosamente tagliente.

 

 

Tracklist:

1. Cracksleep

2. Reset

3. Deep Frost

4. Aberration of Nature

5. My Breath

6. Silent Corner

7. As the Night Crawls In

8. Voices Calling

9. Staring at the Ceiling

10. Night Feelings

11. Hidden Friend

 

Line-up:

Eugene Simone Guitars

Terence Holler Vocals

Raffahell Dridge Drums

Rudj Ginanneschi Guitars

Alessio Consani Bass

 

Link:

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