WALLS OF BABYLON 

A Portrait Of Memories

Revalve Records

Release date: 13 aprile 2018

 

 

Un debutto imminente, quello del 13 aprile, col nuovo lavoro degli Walls Of Babylon, “A Portrait Of Memories”, in uscita per l’italianissima Revalve Records, giusto giusto a tre anni di distanza da “The Dark Embrace” totalmente autoprodotto, che ci ha fatto conoscere per la prima volta questa band marchigiana metal power-prog del 2013 (anno di fondazione con la line-up attuale al completo). Stavolta viene proposto un lavoro di 10 tracce dall’evidente impronta di power italiano, come si coglie nelle sonorità simili a quelle dei Secret Sphere e per certi aspetti alla voce in stile Michele Luppi.

 

Il disco inizia con “Oblivion”, la strumentale ricca di suoni ed effetti pre-registrati, dove i rintocchi di campana scandiscono tutto il pezzo e si amalgamano alle atmosfere un po’ da film horror alla Dario Argento, che ci rimandano alle melodie famose dei nostri Goblin: una traccia interessante ma che non ha molto a che vedere con le nove successive. Ma il vero incipit dell’album lo si sente con “Starving Soul”: se non si presta veramente attenzione su chi ha scritto il pezzo, con i primissimi attacchi di basso e batteria, lo si potrebbe scambiare per una canzone firmata dai Lacuna Coil nel loro ultimo album “Delirium” o, in chiusura, per la melodia prog, può venire in mente qualche album dei Tool; tuttavia la parte centrale si re-incanala nei binari del power metal con bei riff e la potente voce di Gaoni. Le ritmiche alla Lacuna Coil sono in qualche modo pure “presenti” in “Burden” con l’assolo centrale.

 

“Forgotten Desires” e “Treason” mancano purtroppo di verve e hanno pochissimo mordente dal punto di vista strumentale e la voce pare fin troppo tirata su toni altissimi, mancando quasi di naturalezza. In “My Disguise” e “Sudden Demon” la voce, quasi alla Luppi, riprende meglio ed è più orecchiabile e il tutto non risulta troppo innaturale. “Sacred Terror” ha un discreto intro di tastiera per qualche secondo che poi dà il via a un assolo di chitarra molto piacevole all’ascolto. “Let Me Try”, di cui è stato realizzato un lyric video, possiede qualche sfumatura AOR, anche se spiccano da subito suoni sintetizzati leggermente azzardati. Le melodie hard rock e talvolta da pop punk americano si riconoscono anche nella ballatona finale in chiusura dell’album, “My Heaven”, con un’accattivamente chitarra acustica verso la fine.

 

Si tratta, nell’insieme, di un disco molto pulito, di buona fattura, con un buon livello compositivo e con la tipica teatralità da power metal, ma tuttavia non appare talvolta troppo lineare per le ricercatezze di effetti spinti creati col sintetizzatore e per i troppi cambi di stile non loro e, di conseguenza, il tutto risulta un po’ privo di personalità, notando le evidenti imitazioni di gruppi attuali già affermati da parecchio tempo. Le grandi qualità vocali di Gaoni non danno l’impressione di essere spesso particolarmente pulite e precise, anche se accompagnate da potentissimi riff e assolo di chitarra. È evidente che gli Wall Of Babylon siano ancora acerbi e che debbano ancora ritrovare il proprio stile, ma si riconosce ugualmente del gran protenziale, che forse non hanno ancora scoperto di avere.

 

 

Track List

01 Oblivion

02 Starving Soul

03 My Disguise

04 Burden

05 Forgotten Desires 06 Let Me Try

07 Sacred Terror 08 Sudden Demon

09 Treason 10 My Heaven

 

 

Line Up:

Valerio Gaoni – vocals

Francesco Pellegrini – lead guitar

Fabiano Pietrini – guitar

Matteo Carovana – bass

Marco Barbarossa – drums

 

 

Link:

www.facebook.com/Walls-of-Babylon

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