L’ultima volta che abbiamo fatto visita a Mike Tramp risale al lontano 2008 (27 Novembre) in una fredda notte pre-invernale funestata da una tormenta di neve. In effetti in quel di Pavia solo una trentina di irriducibili si era avventurato in quell’impresa. A dire il vero, in quella sfortunata data, Mike Tramp non ci aveva convinto per nulla. Stanco, spompato e dall’atteggiamento tra lo scazzato e l’annoiato, ci aveva fatto chiedere a più riprese il perché di aver presenziato al suo show. Ci riproviamo quindi in questa data (lunedì 30 aprile) al Legend Club di Milano, sperando che nel frattempo (e sono quasi 10 anni) il mai dimenticato singer dei White Lion (e Freak Of Nature) possa regalarci uno show degno della sua fama.

 

Fortunatamente la vita ci insegna che è sempre meglio dare una seconda occasione alle persone e, in questa serata post Frontiers Rock Festival, Mike Tramp ci ha regalato uno dei concerti più belli ai quali abbiamo assistito. Il suo nuovo corso e forse una ritrovata serenità interiore hanno fatto in modo che tutto il sentimento, la voglia di vivere, suonare e amare siano state trasmesse in maniera struggente al folto pubblico presente. La classe non si discute come nemmeno l’alta caratura dei musicisti (la Band Of Brothers) che ha accompagnato il singer americano in questa indimenticabile data. La setlist ha attinto dai i suoi lavori con White Lion, Freak Of Nature (la sola “What I Am”) e dalla sua lunga carriera solista. Tutti i pezzi vengono riarrangiati in una chiave più rock, scarna, meno patinata ed è proprio questa nuova veste che contribuisce a dare alle sue composizioni ulteriori pathos e trasporto.

 

Mike Tramp poi è in forma splendida e l’inserimento di varie e divertenti storie che fanno da introduzione a molti dei pezzi aggiungono ulteriore valore ad uno show già di per sé grandioso. La vena ironica e certe volte tragicomica che Tramp inserisce riesce a farci ridere e nello stesso tempo riflettere sui cambiamenti che nel corso degli anni hanno influenzato e cambiato il modo di concepire la nostra musica. Certo tutte le storie sono frutto di l’estro di Mike, ma ognuna di loro contiene sempre un fondo di verità e talvolta qualche frecciatina velenosa. Su una cosa siamo tutti d’accordo, potranno aver tolto la nostra musica da radio e palinsesti televisivi ma l’unica cosa che non potranno toglierci mai è l’andare ad ascoltarla (e aggiungerei viverla) dal vivo.

 

Il resto diventerà storia e amatissimi ricordi come versioni di “Going Home Tonight”, “Little Fighter”, “Broken Heart” “Cry For Freedom” e “Lady Of The Valley” suonate con un tale trasporto emotivo da riuscire a riempire gli occhi di molti di pura commozione. Ma questi sono solo alcuni degli highlights perché anche le varie “Trust In Yourself”, “Mr. Death”, “Give It All You Got” e “Work It All Out” (dedicata a Malcom Young) ci regalano un ulteriore nugolo di emozioni che solo chi era presente al concerto è in grado di comprendere.

 

Quando “Farewell To You” mette la parola fine ci accorgiamo che sono passate due ore e mezza. Due ore e mezza (ribadiamo) di show che sono volate in un batter di ciglia, ma che hanno lasciato i fan di Mike Tramp letteralmente a bocca aperta, con una pelle d’oca alta mezzo metro e alcuni visivamente commossi. Non possiamo che ringraziare Barley Arts, il Legend Club e BA City Factory per averci regalato una serata di questa bellezza straordinaria. E in ultimo a Mike Tramp And The Band Of Brothers per essere stati immensi sul palco e altrettanto nel post concerto. Ci sono pochi concerti che rimangono nel cuore per sempre, quello di ieri sera è indubbiamente uno di questi.

 

 

Set List:

1. Hungry

2. Living On The Edge

3. Trust In Yourself

4. Why Even Worry At All

5. Cry For Freedom

6. Mr. Death

7. Goin’ Home Tonight

8. Give It All You Got

9. What I Am

10. Little Fighter

11. Coming Home

12. Endless Highway

13. When The Children Cry

14. Broken Heart

15. Lady Of The Valley

Bis

16. Work It All Out

17. Farewell To You

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