Annunciato a fine 2017, è passato dal nostro paese, per un unica data, il Tour dei canadesi PROPAGANDHI per promuovere il loro ultimo album “Victory Lap”, uscito nel 2017 per Epitaph Record. La band di Winnipeg è tra le più importanti del panorama Punk mondiale, esponenti di un “Punk moderno”, non banale ma impegnato; un Punk che non si basa sui “tre accordi tre” ma li usa tutti e molto bene, testi contro tutto quello che è ingiustizia nel monto: dalla parte dei più deboli, dichiaratamente anti-fascisti, anti-razzisti e sostenitori dei diritti LGBT, nonché attenti al cibo che mangiano. Insomma un bel pugno in faccia ai veri padroni nella terra. Nonostante corteggiati, non hanno mai firmato con Major discografiche e non sono mai apparsi in programmi mainstream. Hanno un pubblico fedele che li ammira e sostiene fin dagli esordi sotto l’etichetta di “Fat Mike” dei NOFX che li ha scoperti e portati in sala d’incisione. Il loro sound è un punk-hardcore melodico non scontato, nel senso che i brani posso evolversi, cambiare, rallentare o velocizzarsi durante la durata degli stessi. Gli ultimi due dischi su Epitaph Records (quella di Brett Gurewitz dei Bad Religion per capirci) sono la conferma di questa evoluzione, in meglio, nella stesura dei brani, forse più approcciabili dei primi lavori ma sempre fedeli a se stessi. Un gruppo che meriterebbe un pubblico più ampio o forse non lo desiderano così tanto.

 

Il concerto si è svolto ieri sera (domenica 6 aprile) al Live Music di Trezzo sull’Adda, un bel palco degno di una band del loro calibro.

Come supporter hanno scelto i NO TRIGGER, band nata ad inizio millennio sulla costa est Americana, hanno solo due album all’attivo e non differiscono molto dal sound dei Propagandhi e dalle loro idee. Con un certo anticipo sull’orario dichiarato, inizia il live della band supporter, le prime canzoni vanno perse, ascoltiamo l’ultimo pezzo dello spazio riservato ai NO FRIGGER, sono bravi e contenti di suonare di spalla ad una band così importante, di cui loro erano fan fin dagli esordi. Il locale non è sold-out ma abbastanza pieno, l’età media è sui trenta anni, il pubblico del Punk-Hardcore fine millennio. Il gruppo del Massachusetts si fa apprezzare, conta molti fan tra le prime file, il loro sound convince, bene.

 

Stando alle scalette delle serate precedenti, del combo Canadese, se rispettata, in un oretta, o poco più, si esaurirà il tutto. Con orario svizzero, entrano sul palco i PROPAGANDHI, l’inizio non poteva che essere con “Falled Imagineer” visto che le prime parole del testo recitano:“All right, pepe hole! We’re gonna have a rock’n’roll party tonight! Her We Go!”. Si prosegue con “Back To The Motor League”, canzone contro i punk per moda e quelli che lo fanno solo per appartenere a “qualcosa” ma non per ideali. La scaletta al momento rispetta quelle delle altre date del tour da “Dear Coach’ Corner”“Fuck The Border” chiaramente contro ogni confine. Chris Hannah cerca di spiaccicare qualche parola in italiano, probabilmente suggerita dallo staff del locale, ringrazia per la bella accoglienza. Le prime file non si risparmiano nel pogo e gli addetti alla sicurezza hanno il loro bel da fare.

 

Prediligono promuovere l’ultimo album eseguendo in maggior parte brani tratti dallo stesso come “Nigredo”“Comply/Resist”; sono decisamente dei bravi musicisti e non deludono per niente. Chiedono se vogliamo una canzone “vecchia” o “nuova”, il pubblico, naturalmente, punta sulle vecchie e dopo aver mandato, scherzosamente, al diavolo tutti eseguono un “nuovo” pezzo.

 

Arriviamo al previsto bis dopo “Anti-Manifesto” ed in totale 14 canzoni. Bis breve, fatto senza quasi uscire dal palco, composto da due song. La prima è la nuova “Victory Lap”, dopo l’esecuzione Chris indica il cartellone alle loro spalle che raffigura la copertina dell’ultimo disco e dice che è costato ben 600 euro! Episodio spiacevole il lancio di un paio di scarpe sportive sul palco che colpiscono il cantante, cosa non gradita anche perché Hannah fa notare che sono in “fottuta pelle!!” contro il loro essere vegani, fatto stupido e francamente senza senso. Per dispetto una delle scarpe viene riempita di birra sul palco.

 

Finiscono il loro concerto con “Night Letters” dall’album “Supporting Caste”. Tempi rispettati, nessun proclamo, ha parlato solo la musica e con essa le parole dei testi. Come previsto un bel concerto, inteso anche se non molto lungo, ma è giusto così, non si è mai visto un live di Punk-Hardcore, seppur melodico, di lunga durata.

 

 

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