A quasi un anno di distanza dalla loro ultima data italiana, tornano gli immensi The Dead Daisies con la loro strepitosa carica e il loro adrenalinico Rock n’ Roll. Il super gruppo messo in piedi da David Lowy sembra non avere ostacoli davanti a sé. Dopo l’ultimo grande album (“Burn It Down”, uscito il 6 Aprile di quest’anno), degno successore dei lavori precedenti, non vedevamo l’ora di poter saggiare la carica dirompente delle nuove song in ambito live. Cornice di questo grande evento è come di consueto il Live Music Club di Trezzo che, dopo aver ospitato il Frontiers Rock Festival V, si conferma locale leader della scena meneghina.

 

 

L’evento di questa sera presenta due importanti novità: vedere all’opera il portentoso new drummer Deen Castronovo (già con i Revolution Saints l’anno scorso era stato autore di una prova maiuscola) e poter assistere allo show dei The New Roses, dei quali si parla molto bene.

 

 

Ed è proprio il gruppo tedesco The New Roses a rappresentare un antipasto di ottima qualità. Avendo già aperto in passato per gruppi come ZZ Top, Black Stone Cherry e Molly Hatchet (due curiosità: hanno suonato nella cerimonia di apertura della finale 2016 della Champions League e la loro traccia “Without A Trace” fa parte della colonna sonora della serie “Sons Of Anarchy”, versione tedesca), dimostrano subito un’attitudine live di primo livello. Compatti, trascinanti e con un lotto di canzoni orecchiabili ma dotate di un groove pazzesco, hanno letteralmente entusiasmato il pubblico del Live Music Club. Che molti dei partecipanti siano accorsi anche per i The New Roses lo si è denotato dal fatto che conoscevano a menadito le canzoni estratte dalla loro discografia. Pezzi come “Every Wildheart”, “Dancing On A Razorblade” e “Life Ain’t Easy (For A Boy With Long Hair)” risultavano già strepitose su disco, ma dal vivo hanno furoreggiato oltre le più rosee aspettative. Bisogna dire che le loro influenze (immaginate un ibrido da Thin Lizzy, Black Star Riders e The Quireboys) unite all’atteggiamento dinamico e coinvolgente dei membri della band, sono state le colonne portanti di un concerto di qualità eccelsa, che ha convinto in toto. Grandissima band, uno dei miglior opener degli ultimi tempi.

 

Set List: 1. Every Wildheart, 2. Forever Never Comes, 3. Dancing On A Razorblade, 4. It’s A Long Way, 5. Life Ain’t Easy (For A Boy With Long Hair), 6. Devil’s Toys,7. One More For The Road, 8. Thirsty

 

Fare meglio dei The New Roses sarebbe stato difficile per chiunque, tranne per i The Dead Daisies. Quando sono sullo stesso palco personalità del calibro di John Corabi, Doug Aldrich, Marco Mendoza, Deen Castronovo e David Lowy non si può che chinare il capo in segno di rispetto e lasciarsi completamente trasportare dalla potenza del loro sound. Oramai rodati da un’infinita serie di date in giro per l’Europa (quella di Trezzo chiude il tour europeo) i 5 “ragazzacci” hanno letteralmente messo a ferro e fuoco la venue, sparando a mille quasi due ore di concerto. Nessuna ballad, solo tanto rock n’ roll. Quello vero, sanguigno, sporco, cattivo insomma, quello che ti si insinua nell’anima e ti costringe a muoverti, a ballare e ad esaltarti. Poi ci sono loro, i nuovi dei del rock. Immensi, statuari, deliziosi in ogni loro mossa e in grado di scatenare l’inferno ad ogni loro gesto. Personalità forti, magnetiche, prorompenti.

 

Tutti in sala cantano e ballano come in preda ad un’isteria collettiva. E poi le song. “Resurrected”, “Song And A Prayer”, “Can’t Take It With You”, “Long Way To Go” (solo per citarne alcune) eseguite con una tale enfasi da essere paragonabili ad un pugno in pieno viso. Non mancano le cover “Bitch” (The Rolling Stones) e la celeberrima (e aggiungeremmo migliore dell’originale) “Midnight Moses”, i discorsi di Corabi, la consueta pioggia di plettri e la strepitosa presentazione della band (con accenni ai pezzi di Thin Lizzy, Kiss, AC/DC, Deep Purple e Black Sabbath). Tutto è amalgamato alla perfezione garantendo allo spettatore uno spettacolo con la S maiuscola, dove nulla è lasciato al caso e che, sebbene sia portato in scena ogni sera, non dà mai l’impressione di non essere genuino al 100%. Menzione speciale per John Corabi che, con quella sua aurea di misticismo animalesco, ha veramente sfoderato una prestazione ai massimi livelli. Se possiamo condensarla in una canzone sceglieremmo “Highway Star”, posta in chiusura di concerto e tour, ma interpretata con una classe e una grinta da vero campione.

 

Come al solito tutte le cose belle devono terminare e lo fanno con un bel meet & greet, (riservato ai primi 100 spettatori entrati) dove i The Dead Daisies si sono concessi per foto e autografi, regalando in più poster, adesivi e plettri. Grandissimi sul palco e altrettanto sotto. Che vogliamo di più da loro? Che tornino al più presto è ovvio. Lunga vita ai The Dead Daisies.

 

Set List
1. Resurrected
2. Rise Up
3. Make Some Noise
4. Song And A Prayer
5. Dead And Gone
6. Mexico
7. What Goes Around
8. The Last Time I Saw The Sun
9. Can’t Take It With You
10. All The Same
11. Drum Solo
12. Bitch
13. With You And I
14. The Boys Are Back In Town/Highway To Hell/R n R All Nite/Smoke On The Water/Heaven And Hell
15. Devil Out Of Time
16. Long Way To Go
17. Midnight Moses

 

bis
18. Leave Me Alone
19. Highway Star

 

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