AT THE GATES

To Drink from the Night Itself

Century Media

Release date: 18 Maggio 2018

 

 

Il dolore può essere splendente e sublime, non solo catartico. Nel dolore vi può essere una forma di intima purificazione e serenità. La battaglia interiore come percorso per trovare una gioia che è oltre lo scontro dolore/felicità è, a tutti gli effetti, il mood di questo tormentato affresco di anime sanguinanti che è ‘To Drink from the Night Itself’, ultima fatica dei profeti della rabbiosa sofferenza che sono gli At the Gates, una delle colonne, non solo dello swedish-death metal, ma dell’heavy metal in generale, soprattutto per questi due ultimi decenni.

 

 

La formazione di Gotheborg, distaccatasi l’anno scorso dal chitarrista Anders Björler, fratello del bassista Jonas ed una delle due menti creative della formazione svedese, dopo ‘At War with Reality’, album della reunion che portava il sound di ‘Slaughter….’ in una dimensione di drammatica conflittualità con il mondo, da alla luce questi nuovi 12 flagelli di death svedese melodico, lacerante ed energicamente oscuro, portandoci nei meandri di un’anima tormentata ma mai rassegnata, come ci testimonia la title-track che segue l’intro ‘Der Widerstand’. Alle tipiche sinfonie di riff del quintetto scandinavo, si affianca una melodia delle chitarre più contorta, ma sempre diretta ed efficace, che va ad influenzare l’eterogeneità dei tempi e mood dei successivi brani quali ‘Palace of Lepers’ o ‘In Nameless Sleep’. Qui si fa chiaro il mutamento avvenuto con l’entrata di Jonas Stålhammar all’altra sei-corde, entrata del quale fa ripescare il combo svedese, ancora più a piene mani, nel proprio passato, specialmente nelle sofferenti e splendide architetture di ‘The Red in…….’, modulate da un Adrian Erlandsson grandioso nel riuscire a seminare distruzione in velocità, ma anche ad avvilupparsi su sè stesso, alternare, rallentare e scandire i tempi di una macchina di tortura ad orologeria che incide negli attimi vitali miniature di disperazione deflagrante come ‘The Colours of The Beast’ o la dilaniante ‘A Labyrinth of Tombs’; spirito doom con un corpo death metal. Le chitarre di Larrson e Stålhammar, dicevamo, come violini meccanici di distruzione e creazione, le quali ripescano (come già avveniva nell’album precedente) un maggior gusto per assoli e lead più lunghi ed articolati, senza perdere l’essenziale melodia che contraddistingue gli At the Gates da sempre, assieme alla devastante sezione ritmica ed alla voce di Tompa, vera ode del supplizio dell’anima e miracolo di feroce tormento.

 

Bene, nelle track conclusive (che splendono tra le migliori di questo album tutt’altro che di facile ascolto: avrete bisogno di almeno 3 volte per interiorizzarlo e comprenderlo appieno) ‘In Death They Shall Burn’ e ‘The Mirror Black’, osessiva e straziante come la porta di una prigione che si chiude sui tormenti di un carcerato prigioniero di sè stesso, emerge tutta l’unicità della voce di Lindberg, in grado di fondersi alla perfezione con il songwriting e l’arrangiamento dei brani per dare soffio vitale a parole e musica che parlano di una morte che è qui solo per farti riscoprire la tua voglia di esistere, complice anche una produzione asciutta ma non troppo secca ed in grado di dare risalto a quella potenza e magniloquenza dell’angoscia che domina un album non così diretto come ci si potrebbe aspettare, ma che dopo essersi insinuato nell’anima dell’ascoltatore, esplode in tutta la sua meraviglia, come un proiettile a frammentazione piantato nell’anima, pronto a scrivere dell’eternità di un dolore che (perennemente, appunto) si trasforma in liberazione ed estasi.

 

 

Un grande album, scomodo agli inizi, ma, come nella migliore tradizione, in grado di entrarti dentro, alla fine, e non lasciarti mai più: un’arma che s’incista come un virus ma diventa parte di chi la ospita, per combattere l’incubo del silenzio. Titanici.

 

 

Tracklist:

1. Der Widerstand (Intro)

2. To Drink from the Night Itself

3. A Stare Bound in Stone

4. Palace of Lepers

5. Daggers of Black Haze

6. The Chasm

7. In Nameless Sleep

8. The Colours of the Beast

9. A Labyrinth of Tombs

10. Seas of Starvation

11. In Death They Shall Burn

12. The Mirror Black

 

 

Line-up:

Tomas Lindberg – Vocals
Jonas Björler – Bass
Martin Larsson – Guitar
Jonas Stålhammar – Guitar
Adrian Erlandsson – Drums

 

Link:

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