AMORPHIS

Queen of Time

Nuclear Blast Records

Release date: 18 Maggio 2018

 

 

Nei giardini di ghiaccio della terra di finnici e lapponi, è sbocciato un altro stupendo fiore di cristallo multiforme, che canta le note di antiche sapienze per dare al mondo conoscenza, sensibilità e forza. ‘Queen of Time’, con le sue epiche tracce d’apertura ‘The Bee’ e ‘Message in Amber’, esplode come un fiori dai petali di acciaio e cristallo ed illumina questi tempi bui e non sempre ricchi di creatività (anche per il metal). Gli Amorphis, il six-piece di Helsinki, dopo lo stupendo ed arcano ‘Under the Red Cloud’, ci regala altri 10 brani del più originale, libero e travolgente doom/death progressivo (perché il balzo indietro e la risciacquatura dei panni nei ‘mille laghi’ di ‘Tales…’ si sente) dalle forti tinte folk e dalla grande melodia.

 

Grandi composizioni ed arrangiamenti catchy, travolgenti e potenti, con la doppia cassa e la batteria di Jan Rechberger che detta tempi multiformi, passando dalla danza folk più sfrenata alle cavalcate corpose di ‘Daugthter of Hate’, che si stemperano nell’uso del sax tenore del guest Jørgen Munkeby, per un brano dall’oscuro splendore degno di ‘Tales form the Thausend Lakes’, supportato da cori imperiosi ed evocativi.

 

Proprio le idee e gli arrangiamenti dei vari mood che attraversano brani come ‘The Golden Elk’ o ‘Heart of the Giant’, potenti ma anche ricchi di melodia prog che richiama addirittura a Ten, Mike Oldfield e Loreena McKennitt, uniti al doom/death più massiccio e trascinante, con la voce multiforme (anche lei) di Tomi Joutsen, sono quel qualcosa di magico in più che dà a ‘Queen of Time’ lo status di album superiore, proprio in virtù dello splendido equilibrio tra grazia e potenza, con le chitarre di Holopainen e Koivusaari che sono tuoni ma anche brezze del risveglio primaverile della terra, il centro immaginifico di quasi tutto l’album. A questo si aggiunge il mirabile lavoro di tastiere, dall’immenso gusto e sensibilità, di Kallio, un vero druido (o skald, anche se la tradizione finnica riserva, di certo, un altro nome ai loro sciamani) che pesca infinite melodie dalla sua sacca, proprio come le erbe usate dai sacerdoti celti (rimanendo in tema, stupendo l’uso di strumenti a fiato gaelici in ‘Wrong Direction’).

 

Tutto in questo album è grazia, forza inarrestabile, trascinante energia metal, magia progressive/folk, specie quando si arriva all’apice di questo full-length, la traccia ‘Amongst Stars’, di cui è disponibile il video, con la meravigliosa prestazione di Anneke van Giersbergen (The Gathering), la grandiosa singer olandese che affianca Joutsen in un brano che canta l’eterna rinascita della natura e delle sue anima, con la forza dei venti del nord e la bellezza dei suoi cieli stellati invernali, prima di chiudersi con l’altra gemma ‘Pyres on the Coast’, affascinante ed evocativa conclusione di un album particolarissimo ma anche fieramente metal, senza ammorbidimenti inutili, ma con la grazia che solo la vera forza sa creare.

 

Magia in movimento e possenti incantesimi che solo la terra dei mille laghi sa creare.

 

 

Tracklist:

1. The Bee

2. Message in the Amber

3. Daughter of Hate

4. The Golden Elk

5. Wrong Direction

6. Heart of the Giant

7. We Accursed

8. Grain of Sand

9. Amongst Stars

10. Pyres on the Coast

 

Line-up:

Tomi Joutsen – Vocals

Olli-Pekka Laine -Bass

Jan Rechberger – Drums

Esa Holopainen Guitars (lead)

Tomi Koivusaari Guitars (rhythm)

Santeri Kallio – Keyboards

 

Guest musicians:

Anneke van Giersbergen Vocals track 9

Jørgen Munkeby Saxophone track 3

 

Link:

www.amorphis.net
www.facebook.com/amorphis

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