A due settimane dalla splendida esibizione dei The Dead Daisies, ritorna l’instancabile e istrionico bassista (e cantante) che all’anagrafe fa Marco Mendoza. Il suo tour solista segue la pubblicazione di “Viva La Rock”, il suo ultimo strepitoso lavoro, che ha convinto in maniera totale sia pubblico che critica. L’anima più soul e funky di Marco Mendoza viene integrata alla perfezione in una matrice rock di grande impatto, il resto è affidato alla sua magnetica ed esuberante personalità. Ad accompagnarlo sul palco del Legend Club di Milano in occasione del Rock in Park Festival nella serata di mercoledì 23 maggio, due grandissimi artisti come Kyle Hughes (portentoso e giovanissimo drummer, famoso per far parte della band di Ron “Bumblefoot” Thal, ex Guns N’ Roses) e Michael McCrystal (fenomenale chitarrista in forza agli storici Tygers Of Pan Tang). In più abbiamo due opening act provenienti dalla nostra penisola, i Wolf Theory (band nata da ex membri di Exilia e Mellowtoy) e i SupaSonic Fuzz (che hanno dato alla luce il loro primo full lenght lo scorso Novembre).

 

È proprio il gruppo ligure, i SupaSonic Fuzz, ad aprire le danze con il suo sound grezzo e potente, che si pone a metà tra lo stoner e l’hard rock anni 70. Il buon cantato di Martin (anche alla chitarra), dotato quel timbro crudo e “sgraziato”, conferisce quella carica animalesca assolutamente necessaria nei live. In più gli assolo distorti ben si integrano con le ritmiche serrate di canzoni come “Mirror”, “Fuid” e “Death Woman”. Il resto lo fanno la presenza scenica e l’esperienza accumulata nelle svariate date che si portano dietro nel loro bagaglio. Ottima band, giovane e con gli attributi.

 

A seguire sono i Wolf Theory di Milano a riscaldare il pubblico del live (non numerosissimo per la verità). Il loro genere esula un poco dal tema della serata, proponendo un hard/metal a forti connotati moderni. Il tiro e la perizia tecnica dei ragazzi (derivata dai loro precedenti progetti) rappresentano l’arma in più a loro disposizione. Il muro sonoro che riescono a creare grazie al potente cantato di Emi e da una sezione ritmica tritaossa, permettono a canzoni come l’inedita “February”, la più ragionata e “melodica” “Shadows” e nell’ultima “Redlight” (particolarmente “zarra”, come l’ha definita il loro singer) di convincere pienamente. Molto bella anche “Jocker” che vede Emi duettare sul palco con un ospite d’eccezione che risponde al nome di Marco Sivo degli Instant Karma. Pubblico convinto e una forte dose di applausi celebrano la loro esibizione. Bravi.

 

Sono le 23:00 in punto quando Marco Mendoza e la sua band fanno il loro ingresso sul palco. “Look Out For The Boys” fa iniziare la magia e stabilisce subito le coordinate sulle quali si poggerà lo show. Le canzoni vengono dilatate inserendo veri e propri momenti di improvvisazione dove l’estro dei musicisti si fonde alla perfezione con il coinvolgimento del pubblico. Nascono così versioni strepitose di “Hole In My Pocket” (Neal Schon docet), che si trasforma in “Give Peace A Chance”, con Marco Mendoza che scende a suonare in mezzo al pubblico per poi riprendere il tema principale “Hey Baby”(dall’ultimo cd), dove l’intermezzo ritmico inserito nel mezzo della canzone viene sostenuto dallo schioccare delle dita dei presenti e dal basso di Mendoza. Rock, funky e blues vengono miscelati con un’alchimia che rasenta la perfezione. “Viva La Rock” e “Lettin’ Go” (conclusa con le evoluzioni provenienti dalla bocca di Marco) mettono poi in mostra la grande stoffa di Kyle Hughes e Michael McCrystal, lasciando lo spazio dovuto a questi due grandi e giovanissimi musicisti.

 

Nel finale, “Higher Ground” (dove i presenti sono coinvolti a più riprese) sfuma in “Chinatown” dei mai dimenticati Thin Lizzy, per poi chiudere in bellezza tra gli scroscianti applausi dei fan accorsi al Legend Club.

 

Poco più di un’ora di show, ma suonata con un’intensità tale da far comunque brillare gli occhi ai presenti. Certo tutti avrebbero gradito qualche pezzo in più, ma non si può dire che il tempo che la band ci ha concesso non sia stato di altissimo livello. La regola “pochi ma buoni” (come stasera, scaletta e pubblico) calza a pennello per definire una serata che ha dato molto (in termini di qualità) a pochi (i veri fan). Bisogna comunque ringraziare Marco Mendoza e la sua band per aver suonato come se fossero davanti a 10.000 persone e per essere stati di una gentilezza estrema nel dopo show. I grandi artisti si vedono in queste situazioni! Due canzoni in più però…

 

 

Marco Mendoza Set List:

1. Look Out For The Boys

2. Hole In My Pocket / Give Peace A Chance

3. Hey Baby

4. Viva La Rock

5. Lettin’ Go

6. Higher Ground

7. Chinatown

8. Higher Ground (reprise)

SupaSonic Fuzz

Wolf Theory

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