GHOST

Prequelle

Loma Vista Recordings

Release date: 1 giugno 2018

 

 

Dopo 3 album e 1 EP, siamo in fibrillazione – e pure in trepidazione – per l’attesissimo album “Prequelle” dei Ghost, da mesi annunciato in maniera plateale, come sa ben fare la band svedese, con l’uscita del singolo “Rats” e il relativo video, nonché dei mini “trailer” pubblicati recentemente sulla loro pagina Facebook, “Chapter 1 – New Blood”, “Chapter 2 – Cardinal Copia” e “Chapter 3 – Back On The Road”.

 

 

Un album, la cui uscita è prevista per il primo giugno e che si ispira al concetto di pandemia causata dalla “Morte Nera”, la peste bubbonica che ha dilaniato di almeno un terzo la popolazione europea del Trecento, soprattutto quella scandinava, la quale ha poi impiegato almeno due secoli prima di ritornare al censimento iniziale prima della diffusione dell’epidemia; argomento sempre trattato in maniera catastrofica dalle cronache del tempo e da quelle dei nostri giorni, cioè raccontando solo di stragi, di popolazioni decimate per le quali non si presagiva più alcun barlume di speranza, ma che con “Prequelle” viene invece rivisto sotto un’altra ottica non più tetra come prima: si parla di rinascita, di buoni propositi e di insegnamenti, dopo quanto è successo in passato, mostrando la “luce alla fine del tunnel” per i sopravvissuti, come già captiamo nella traccia “See The Light” nel nuovo album.

 

 

Partendo dall’argomento della peste nera in maniera allegorica, “Prequelle” rappresenta la parte autobiografica del frontman e mente dei Ghost, Tobias Forge, in cui si parte delle origini della band, rimasta per un lungo periodo nell’underground del metal, al successo colossale con “Meliora” del 2015 e fino a far ricadere negli abissi più profondi il cantante, che si è visto portare in tribunale dagli ex membri del gruppo con l’accusa di aver considerato i Ghost come un suo progetto solista con turnisti stipendiati e senza contratto: causa per la quale Tobias è stato costretto ad assoldare nuovi musicisti e ad interrompere quell’aura di mistero, che ha da sempre caratterizzato tutti i componenti della band, i cui nomi non sono mai stati resi noti, se non come Nameless Ghouls con i loro rispettivi nomi dai cinque elementi – tradotti dall’inglese come Fuoco (Fire), Terra (Earth), Acqua (Water), Aria (Wind) ed Etere o Quintessenza (Ether). Tuttora, ufficialmente i nuovi Nameless Ghouls sono ancora sconosciuti, a parte Tobias Forge, la cui identità è stata rivelata per via delle pendenze giudiziarie, mentre ufficiosamente, in sede live a concerto ultimato, i Cinque Elementi non si fanno problemi a rivelare il loro vero nome e a raccontare ai fan aneddoti su di loro e sulle loro band di provenienza, ma questa è un’altra storia…

 

Con “Prequelle”, la genesi di un nuovo capitolo musicale viene adesso annunciata con enfasi e teatralità, anche col cambio del personaggio interpretato dal cantante, che in passato lo abbiamo visto impersonare le quattro incarnazioni diverse di Papa Emeritus I, II, III e Nihil, e che ora prende le sembianze del Cardinal Copia, dalle sembianze un po’ da mafioso anni ’20, un po’ da venditore di auto in America, il cui nome potrebbe tradursi dall’espressione svedese “Kardinalfel”, l’”Errore Cardinale”, quasi a rivelarsi non più come cardinale “impostore” che si insidia nel Clero per mancanza di progenie dell’ultimo antipapa, come ci viene raccontato nei mini video citati prima, la cui brevissima colonna sonora ha dato l’anteprima ad alcune tracce del nuovo disco. Questi video non solo annunciano l’uscita del nuovo disco ed il tour dei Ghost appena iniziato in USA, ma il nuovo protagonista e la nuova line-up con l’introduzione della versione femminile dell’Elemento Acqua alle tastiere e pianoforte, che in “Prequelle” hanno una nuova luce, assumendo un’importanza fondamentale, come lo stesso Tobias vuole sottolineare.

 

L’album è costituito da 10 canzoni, 7 cantate e 3 strumentali. Iniziamo col primo pezzo strumentale di oltre 1 minuto, che fa da sottofondo musicale al video “Chapter 1 – New Blood”, dove l’antipapa che sta per abdicare viene accompagnato da due bambine: si sente un coro “angelico” (o “satanico”) di bambini un po’ da film horror seguito dalla parte strumentale di tutti i Cinque Elementi, che annuncia già i primi tre pezzi cantati che incarnano la pure essenza dei Ghost, tre brani – uno dietro l’altro – suonati “divinamente” (o “satanicamente”) e dai ritornelli che entrano nelle orecchie e si propagano subito in testa, come se si trattasse della tanto declamata epidemia portata dai topi, “Rats” appunto, il titolo della traccia n. 2, dall’ottimo tiro da parte di tutti i musicisti e dall’assolo di entrambe le chitarre in parallelo. “Faith” con un altro assolo di chitarra impeccabile che si conclude con i cori da chiesa già ritrovati nel video “Chapter 2 – Cardinal Copia”, in cui fa ingresso il Cardinal Copia con un ghetto blaster anni ’80 a cassette sulla spalla. La citata “See The Light”, molto morbida, col ritornello ripetuto a mo’ di mantra, il cui test offre slanci di speranza nei momenti bui applicabili a qualsiasi situazione in cui si è circondati da nemici, a detta del cantante.

 

Facciamo una pausa dal cantato con “Miasma”, la strumentale molto prog di oltre 5 minuti per i parecchi cambi di tonalità e la tastiera onnipresente fino alla chiusura del pezzo con un assolo di sax nell’ultimo minuto. Si riprende poi con la traccia n. 6, “Dance Macabre”, molto particolare e fuori dai canoni “satanici” dei Ghost: decisamenteuna ballad AOR fino a sconfinare nella disco pop alla Duran Duran, dai ritmi divertenti e gioiosi. “Pro Memoria” attacca nuovamente con la melodia orchestrale come sul finire di “Faith”, presente anche nel mini video “Chapter 3 – Back On The Road”, ed è una canzone corale dall’inizio alla fine per la presenza del pianoforte e delle tastiere e per il refrain in loop “Don’t you forget about dying, don’t you forget about your death, don’t you forget that you will die”. “Witch Image” ha una lieve perdita di mordente quasi impercettibile all’inizio, ma si riprende poi col ritornello elegante, fino alla strumentale successiva “Helvetesfönster”, il cui nome viene dallo svedese (tradotto in “Hell window”, la “finestra infernale”) ed indica una tunica larga lteralmente portata dalle donne nel Medioevo e che lasciava spazio alla fantasia degli uomini: il brano è appunto in stile medievale sia all’inizio che alla fine, dove si riconosce il ritornello di “See The Light”, e nella parte centrale lo stile di ogni strumento cambia approdando nuovamente nel prog. Chiude il disco “Life Eternal”, una ballata che sembrerebbe un po’ quasi una dichiarazione d’amore per gli accordi melodici di piano a dare voluttuosità e limpidezza alla canzone.

 

Con “Prequelle” possiamo finalmente saziare la nostra sete che è durata ben 3 anni dall’ultimo sorso con l’ultimo capolavoro, bevendo finalmente dal calice sacro dei Ghost. Certo è che forse di primo acchito, questo nuovo album potrebbe lasciarci sconcertati e prevenuti, aspettandoci un rifacimento di “Meliora”, ma in realtà già dopo alcuni ascolti successivi, ci si deve ricredere per via della potenzialità, per la varietá dei cambi tonali e per l’interessante “concept” sulla peste nera.

 

 

Tracklist:

1. Ashes

2. Rats

3. Faith

4. See The Light

5. Miasma

6. Dance Macabre

7. Pro Memoria

8. Witch Image

9. Helvetesfönster

10. Life Eternal

 

 

Line-up:

Fire (originariamente chiamato Alpha) – Lead guitar, backing vocals
Earth – Drums
Water – Bass
Wind – Keyboard, piano
Ether (originariamente chiamato Omega) – Rhythm guitar, backing vocals

 

Link:

ghost-official.com

www.facebook.com/thebandghost

witter.com/ghostAIO 

www.lomavistarecordings.com

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