Ma quanto erano belli gli anni novanta? Ma quanta bella musica veniva prodotta? Tanto e tanta. Questo è quello che dicono i “vecchi” di 40/45 anni, adolescenti a quei tempi, e non si può che essere d’accordo.

 

A proposito di quei tempi, eccoci a parlare di un gruppo che, con una sola canzone, scrisse un capitolo di storia dell’alternative-rock mondiale. I BREEDERS, capitanati dalle sorelle Deal Kim e Kelley, nel 1993 pubblicarono “Last Splash” che conteneva il loro maggior successo, la stupenda “Cannonball”, un pezzo con un giro di note ripetute in loop ed un crescendo finale quasi punk. Una storia lunga, costellata da continui cambi di formazione quella della band, rimasta come side-project, dei vari componenti, fino allo scioglimento dei PIXIES di cui faceva parte Kim Deal. Una notevole spinta al successo è stato, sicuramente, il fare da supporter ai NIRVANA durante il tour di “In Utero”. Superati i problemi di dipendenza della sorella Kelley, nel nuovo millennio, il gruppo finalmente torna in studio con la formazione di “Last Splash” fino alla sua pubblicazione, e a marzo 2018 pubblicano il nuovo album “All Nerve” che consolida l’attitudine Alternative-Rock.

 

 

Ieri sera (mercoledì 6 giugno) i BREEDERS, attesissimi dal vivo da molti fan che attendevano di rivederli per un tuffo nel passato a testa bassa e ciondolante negli anni ’90. Il palco è quello del Santeria Social Club di Milano, ottimo locale, già testato ed apprezzata location per concerti di questo livello. L’inizio del concerto organizzato da DNA concerti è previsto per le 22, alle 21 circa all’interno ci sono già i fan che riempiono le prime file, la maggior parte del pubblico resta fuori a godersi la fresca serata. Come prevedibile, l’età media supera i 30 anni e si sente parlare, qua e là, in lingua anglosassone.

 

L’attesa sale e la sala del Santeria si riempie fino al quasi tutto esaurito, puntuali da fare invia ad un orologio svizzero le sorelle Deal arrivano sul palco accompagnate dall’immancabile ovazione. Kim tutta vestita in nero con tanto di giacca, Kelley più casual e Josephine Wiggs imperturbabile con tanto di occhiali da sole, strano non indossi il solito Bucket Hat, tra l’altro in vendita al banchetto del merchandising.

 

“New Year” da “last Slpash” apre il concerto seguita dalle nuova “Wait in the Car” e “All Nerve” per poi tornare al 1993 con un loro cavallo di battaglia, “Divine Hammer”. Il concerto scorre via veloce, la scaletta è lunga e principalmente regala pezzi dall’ultimo lavoro e da “Last Slash”; praticamente dimenticato, non se ne è sentita la mancanza, “Mountain Battles” album del 2008. Tutti gli anni di carriera si sentono, in positivo, suonano bene e si divertono. Ringraziano in un Italiano stentato e fanno battute tra di loro, insomma, si divertono. Arriva “Safari”, altro grande pezzo, mentre “Spacewoman” ci introduce alla prima cover di un gruppo “che se non la facevano loro chi mai andava a scoprirli?!” , trattasi di “Drivin’ On 9” dei Ed’s Redeeming Qualities, gruppo folk dove militava l’ex Breeders Carrie Bradley.

 

Il ‘Mmmm’ di Kim introduce “Cannonball” ed il pubblico esplode pogando e addirittura qualcuno si esibisce in uno stage diving, potente e distorta resta un gran bel pezzo. Seconda cover “A Beatles song” come la presenta Kim, “Happiness Is A Warm Gun” presente nel disco d’esordio “POD”. Dopo “Skinhead #2” e “MetaGoth” è tempo di una pausa, ma non prima di regalare ai fan “Gigantic” dei Pixies dove Kim torna ad imbracciare il basso.

 

Breve pausa e Bis di tre canzoni e The Breeders chiudono con “Saints” questo live con energia e passione come agli inizi. Un bel concerto, un tuffo nel passato ben riuscito, meritava esserci.

 

 

 

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