Certe volte la vita ci pone davanti degli imprevisti, poi sta a noi trasformarli in opportunità. Ed è esattamente questo che ci ha portato ad assistere alla prima data del Not In This Lifetime Tour degli intramontabili Guns N’ Roses. Dopo aver assistito allo show degli Hollywood Vampires ad Amburgo ci vediamo negata la possibilità di ritornare a casa a causa di un blackout che costringerà a chiudere lo scalo tedesco. L’unica possibilità di poter tornare in Italia è un volo il giorno seguente in quel di Berlino. Sapendo della data del gruppo di Axl, Slash e Duff non ci è voluto molto per decidere di parteciparvi. Quindi, domenica 3 Giugno, dopo aver preso un treno e essere passati in albergo, ci dirigiamo alla location. L’Olympiastadium di Berlino è famoso per essere stato il teatro della nostra ultima vittoria nei mondiali di calcio e bisogna dire che ci ha fatto un certo effetto entrare in questa splendida struttura.

 

Purtroppo a causa del nostro tardo arrivo non riusciamo ad assistere al live dei Greta Van Fleet ed è un peccato perché avremmo voluto saggiare con mano le loro capacità dal vivo. Sarà per la prossima volta.

 

Giungiamo quindi in tempo per l’inizio del concerto degli storici Manic Street Preachers. Il gruppo gallese ci ha veramente impressionato con il suo particolare alternative rock. Nell’ora scarsa a loro disposizione hanno sciorinato una gran bella prestazione, soprattutto grazie alla voce di James Dean Bradfield, fresca e nitida come agli inizi della loro carriera. I pezzi poi sono quelli storici, con “Slash ‘n’ Burn”, “Motorcycle Emptiness” e “Your Love Alone Is Not Enough” a riscaldare la folla. Forse la presenza scenica non è stata il loro fiore all’occhiello (comunque l’immagine gigantesca della copertina del loro ultimo ”Resistence Is Futile” alle loro spalle ha creato un bel colpo d’occhio) ma l’ultima “If You Tolerate This Your Children Will Be Next” ha veramente causato la pelle d’oca, grazie al trasporto con il quale è stata eseguita. Grande band.

 

Set List: 1. Motorcycle Emptiness, 2. International Blue, 3. You Stole The Sun From My Heart, 4. Slash ‘n’ Burn, 5. Everything Must Go, 6. You Love Us, 7. Your Love Alone Is Not Enough, 8. A Design For Life, 9. If You Tolerate This Your Children Will Be Next

 

 

Le ‘operazioni’ si fanno frenetiche e passerà quasi un’ora per poter assistere allo show dei Guns N’Roses. Il palco è molto ben strutturato con scale e piattaforme che consentano ai membri della band di posizionarsi sia dietro che ai fianchi della batteria. Tre mega schermi (dei quali uno alle spalle della band) assicurano una visione d’insieme anche ai più lontani, mentre la passerella al centro dello stage (neanche troppo lunga) consentirà ai fan un rapporto più intimo con i loro idoli.

 

Nell’attesa scorrono immagini in stile videogioco con il loro simbolo sempre in bella evidenza. Immagini che faranno da intro dando l’impressione di essere risucchiati in un wormhole, che sfocerà nel belligerante attacco di “It’s So Easy”. L’accoppiata iniziale è deflagrante con “Mr. Browstone”, che ci riporta in mente i fasti di 26 anni fa, quando in un Delle Alpi gremito li vedemmo per la prima volta. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, ma se c’è una cosa che non è cambiata è l’atteggiamento dei membri fondatori. Il tempo sembra non essere passato per Slash e Duff (lui sicuramente più magro), anzi a livello tecnico sono senz’altro migliorati come musicisti. Lo stesso non si può dire per Axl che qualche chilo in più se lo è messo addosso e le corse su e giù per il palco sembrano un ricordo lontano. A livello vocale, in questa prima data il singer americano ha avuto alti e bassi e alla fine dello show (oltre 2 ore e 40) ha faticato parecchio.

 

Negli highlights possiamo senza dubbio inserire le versioni di “Estranged”, “Civil War”, “This I Love” e la celeberrima “November Rain”. Quest’ultima possiede sempre un gran pathos, con il pianoforte che sbuca dalla passerella e il seggiolino costituito dalla parte di una moto. Rispetto al ’92, Slash non esegue il solo sopra al piano, ma ci delizia comunque con una interpretazione da brividi. La grande classe del chitarrista ben si integra con la carica di Richard Fortus, sfociando in due strumentali di grande trasporto come “Double Talkin’ Jive” e “Wish You Were Here” dei Pink Floyd. Duff come di consueto attrae tutti con la sua magnetica personalità e si ritaglia il suo spazio con una trascinante “Attitude” (dei Misfits, introdotta con l’arpeggio iniziale di “You Can’t Put Your Arms Around a Memory” di Johnny Thunders) e nell’acustica “Patience”. Oltre alle loro hit più famose ci sono anche due piccoli gioiellini come “Slither” dei Velvet Revolver e la inaspettata “Use To Love Her” ad alzare ancora il valore qualitativo dello show.

 

Tutto sommato questa prima data europea ha soddisfatto le aspettative. I Guns N’ Roses sono un rullo compressore! Le immagini dei megaschermi, l’esplosione finale di fuochi d’artificio e coriandoli su “Paradise City” rimarranno sempre impresse nella memoria, e difficilmente verranno dimenticate.

 

Axl Rose, come detto, non è sembrato in una giornata particolarmente felice, ma di tempo per correggere il tiro ne ha a disposizione. Siamo certi che nella data italiana al Firenze Rocks avrà sicuramente ritrovato il suo pieno vigore per entusiasmare ancora i suoi tanti estimatori. In ogni caso non mancate, lo spettacolo è garantito!

 

Set List:

1. It’s So Easy

2. Mr. Brownstone

3. Chinese Democracy

4. Welcome To The Jungle

5. Double Talkin’ Jive

6. Better

7. Estranged

8. Live And Let Die

9. Rocket Queen

10. Attitude

11. This I Love

12. Civil War

13. Slither

14. Slash Guitar Solo

15. Speak Softly Love (Love Theme from the Godfather)

16. Sweet Child O’Mine

17. Wichita Lineman

18. Use To Love Her

19. Wish You Were Here

20. November Rain

21. Knockin’ On Heavens Door

22. Nightrain

Bis

23. Patience

24. Paradise City

Manic Street Preachers

Facebook Comments