Tra i nostri pellegrinaggi in giro per l’Europa, non poteva mancare questo splendido festival nella piccola cittadina di Volken, situata a pochi chilometri di distanza da Zurigo. Il Rock Im Tal ha cadenza biennale e nel corso delle sue edizioni ha avuto nella giornata di Sabato 16 Giugno 2018 come protagonisti nomi altisonanti della scena hard rock mondiale. Non possiamo dimenticare le esibizioni di Great White, Jeff Scott Soto, The Poodles e Doro avvenute nelle scorse edizioni e anche quest’anno, con band del calibro di Tyketto, The Quireboys e Vanadine, il livello si mantiene altissimo.

 

Il festival si svolge sulla cima di una collina ed è strutturato in maniera perfetta. L’organizzazione ha curato il tutto nei minimi dettagli, assicurando ai partecipanti una piena soddisfazione sotto ogni aspetto. Dalla musica (impianto audio e luci al top), agli stand per bere e mangiare, fino ad arrivare ai meet in greet con le band, tutto scorre via che è una meraviglia. In più la location è particolarmente adatta ai bambini (ogni anno sempre numerosi) che oltre a dilettarsi con la musica di Bruno Hachler & Band (da anni specializzato in musica per i più piccoli) hanno scorrazzato per la venue senza mai dare fastidio, aggiungendo quel pizzico di “posto per famiglie” che non ha certamente guastato l’atmosfera. In più il tutto ha uno scopo benefico e non ci si può che togliere il cappello per la qualità e la devozione degli organizzatori, complimenti davvero.

 

 

Ma passiamo alla musica. Il palco principale molto ampio si contrappone al tendone secondario, dove si sono alternate band più piccole e set acustici. Il grande vantaggio è stato non avere mai tempi morti, quando finiva un’esibizione da una parte, ne iniziava una dall’altra. Essendo in Svizzera la maggior parte delle band proveniva da zone limitrofe e come succede (spesso) da noi, il loro bacino di utenza raggiunge difficilmente lo status internazionale. Fanno parte di questa categoria i Frantic Wingmen, autori di un rock normale non esageratamente pompato. Il loro live scorre via senza particolari picchi. Tecnicamente non sono male, ma la loro proposta non è certo il massimo dell’originalità. Si fa notare “Fire In The Sky” con un bel riff di chitarra, ma poi niente di nuovo sotto il sole.

 

Meglio gli HeadNut con il loro Rock n’ Roll grezzo. Posto a metà strada tra Ramones e Motorhead coinvolge quanto basta. Originali quanto un rolex comprato al mercato, ci dilettano con mezz’ora di musica con pochi fronzoli e molto divertimento. La voglia di suonare c’è e le canzoni sono ruffiane quanto basta. Ottimo tiro, bravi. Trascurabili i RockBand Truttikon, con il loro repertorio di sole cover che spaziano da The Rolling Stones, David Bowie, The Beatles e varie. Suonate in maniera piuttosto scolastica e senza il dovuto piglio. Lasciamo perdere poi le versioni di “Hush”, “Whiskey In The Jar” ad anni luce dall’essere accettabili.

 

 

Terminate le band d’apertura si comincia a fare sul serio con BJ, ex cantante dei Tempestt (e membro attuale dei S.O.TO.). In effetti basta il primo attacco della sua splendida voce per cancellare quanto avvenuto prima. La simpatia e bravura del musicista brasiliano ci accompagnano in un viaggio nella storia della musica. Le rivisitazioni in chiave acustica di brani di Bon Jovi, Whitesnake, Talisman, Europe, Journey e molti altri è una vera goduria. Molte canzoni sono contenute nel suo cd e ci stupiscono per la sua interpretazione vocale (a volte meglio delle originali). Nella seconda parte di show (si è esibito due volte) viene accompagnato da Jorge Salan (funambolico chitarrista spagnolo, già con Mago De Oz, S.O.T.O., etc) che aggiungerà ulteriore qualità grazie alla sua grande maestria negli assolo.

 

Momento “fun” con i Vanadine che si improvvisano backing vocals in “To Be With You”. Splendido. Parlando dei Vanadine, anche loro hanno sfoderato una prova convincente. Li avevamo lasciati nel 2016 con il tour di supporto ai S.O.T.O. e li ritroviamo dopo due anni più in forma che mai. Il loro hard rock moderno possiede una potenza incontrastabile dal vivo e le versioni di “Fuck U” (con Jorge Salan come special guest) e “Make My Day” (con Salan e BJ) ci pettinano per benino. In generale la band viaggia su ritmi altissimi e la loro presenza scenica aggiunge ulteriore valore alla loro prestazione. Grande band.

 

A ruota seguono i veterani Tempesta, che da più di un decennio (quasi due) infiammano i palchi in ogni dove. La grande esperienza live della band si nota sin dalle prime canzoni. Compatti, scenici e con un lotto di pezzi granitici e coinvolgenti ci allietano per circa 40 minuti. Le varie “Rockstar”, “Drag You Down”, la storica “Opposite” e “I’m Back” mettono in primo piano le loro capacità di songwriting e la loro perfetta coesione nell’eseguirle dal vivo. Se non li conoscete vi consigliamo di approfondire il discorso.

 

 

Finalmente arriva il tempo dei pezzi da 90. I Tyketto si presentano sul palco in perfetto spolvero e sin dall’iniziale “Reach” sarà magia a 360 gradi. Rispetto alla data al Frontiers Rock Festival del 2017 c’è un importante cambiamento in line-up. Chris Childs è sostituito dal grandissimo Greg Smith (Alice Cooper, Rainbow, Joe Lynn Turner). Il resto dei componenti, capitanato da Danny Vaughn, rimane lo stesso e assicura una classe e una perizia di esecuzione che va ben oltre gli standard di eccellenza. Danny poi sembra essere immortale. La voce e il fisico sono quelli di inizio carriera e il poterlo ascoltare (e osservare) sui pezzi storici è qualcosa che esula l’umana comprensione. La scaletta prende in considerazione l’intera carriera della band mettendo in risalto il loro secondo masterpiece “Strenght In Numbers” (“Catch My Fall”, “Rescue Me” e “Meet Me In The Night” da pelle d’oca). Non mancano i successi di “Don’t Come Easy” con le varie “Wings”, “Burning Down Inside”, “Standing Alone” e “Lay Your Body Down” ad entusiasmare ancora una volta con la carica che riescono a trasmettere e i ricordi che riescono a far riaffiorare. L’inno di una generazione, “Forever Young” chiude in maniera perfetta la loro strabiliante performance. Grandi, grandissimi!

 

Nel mezzo dei due big si esibisce Brandon Gibbs (nella prima parte e poi subito dopo i The Quireboys). Il cantante/chitarrista statunitense è famoso per aver fatto parte della band Devil City Angels (che annoverava tra le sue file Eric Brittingham dei Cinderella, Tracii Guns e Rikki Rockett dei Poison), autori di un buon album nel 2015. Il buon Brandon si dimostra cantante superlativo e anche un ottimo chitarrista. Il suo set acustico propone canzoni della superband (bellissima “Boneyard”), “Hero” dal suo repertorio solista, inframezzate da tante cover (“Home Sweet Home”, “Black Hole Sun”, “Something To Believe In”). Concerto godibilissimo.

 

 

Per quanto riguarda i The Quireboys, sono una di quelle band che non deludono mai. La carica che Spike riesce a tramettere è la pura essenza del rock n’ roll. Ed in effetti lui lo incarna perfettamente grazie al suo atteggiamento sempre pronto al divertimento e la sua voce roca, passionale, trademark unico di una band che, sebbene non abbia mai toccato l’apice del successo, ha sempre regalato ai suoi sostenitori album e concerti da non dimenticare. Questa sera non saranno da meno con le varie “Monna Lisa Smile”, “Misled”, “This Is Rock N’ Roll” e “Hello” (che non veniva suonata live da un pezzo) a far muovere ogni fibra della nostra anima. Si perché il loro groove è talmente potente da costringerti sempre a ballare e tenere il ritmo. Poi c’è Spike, frontman di razza che riesce a soggiogare l’intera platea con un solo sorriso. E allora bisogna arrendersi a “Tramps And Thieves”, a “7 O’clock”, emozionarsi con “I Don’t Love You Anymore” e alla fine saltare e gridare come pazzi sulle note di “Sex Party”. Proprio quest’ultima mette fine ad una kermesse spettacolare che, complice l’organizzazione e la location, rimarrà indelebilmente scolpita nei cuori dei partecipanti.

 

Non ci resta che ringraziare il Rock Im Tal per aver creato questa splendida realtà e per averci accolto in maniera regale. Un grazie di cuore in particolare alla simpaticissima Babsy per la sua disponibilità e professionalità (speriamo di rivederci presto). Tra due anni questo festival tornerà, se fossi in voi mi segnerei già la data sul calendario. Ci vediamo nel 2020 Rock Im Tal.

Tyketto

The Quireboys

Vanadine

Tempesta

Brandon Gibbs

BJ with Jorge Salan

Frantic Wingmen

Haednut

Rock Band Truttikon

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