Sono tornati nel nostro paese, ieri sera, i californiani Pennywise, una della Punk Band simbolo di quel revival anni ’90 reso mainstream da Green Day e Blink 182, ma decisamente più spostati sul melodic hardcore i mixano benissimo diversi stili: dallo skatepunk (il punk legato allo Skate-board) al Funk-Metal con un risultato di velocità e potenza che li distingue dalle altre band. Attivi dal 1988 sono in giro a promuovere il nuovo “Never Gonna Die”, dodicesimo album in studio per il gruppo con alla voce ancora Jim Lindberg; il cantante aveva lasciato la band nel 2009 per tornare nel precedente “Yesterdays” del 2014.

 

A supporto, tra le altre, una band icona, caposaldo, simbolo del New York Hardcore: i Sick Of It All. Abbreviati in SOIA (non la salsa…) sono, forse, la miglior band della scena newyorchese. Diretti, cattivi, mai stanchi, rispettati e coerenti, hanno passato decenni indenni da contaminazioni, ed ancora oggi, regalano perle su perle nei loro dischi, non sbagliano un colpo.

 

Location: Carroponte di Sesto San Giovanni, ex pezzo di fabbrica dell’acciaio anni settanta ora spazio multifuzione all’aperto. Palco piccolo sul prato, non si prevede il pienone.

 

Pubblico: mondo punk-hardcore età media 30 con punte di 40/50, tatuaggi a gogo, t-shirt che hanno fatto la storia del Punk, bermuda cargo e short per le ragazze, caldo e zanzare.

 

Il tempo è tiranno e gli A Wilhem Scream stanno finendo il loro live di melodic hardcore urlato e ben suonato, prima di loro ci sono stati gli Iron Reagan e gli italiani Raw Power. Pausa, cambio palco.

 

 

Una musichetta soave  da film di Sergio Leone introduce i SICK OF IT ALL, ci si prepara al delirio. Loro sono sempre “presi bene” come dice il mio vicino di concerto. Lou Koller alla voce saluta il pubblico e si comincia. “Injustice System” irrompe nella calda serata, si scatena il pogo sotto palco, segue “Good lookin Out” e poi la recente e bellissima, ormai diventata un inno, “Road Less Traveled”, questo è New York Hardcore! Perfetti, sempre positivi, saltellanti. Si poga e si fanno continui circle-Pit (frequentatori di concerti punk sanno cosa vuol dire) per arrivare alla chiamata del Wall Of Death, due schieramenti, pronti al segnale? Via! Scatenate l’inferno, correte e scontRatevi, amichevolmente ma scontratevi, senza farsi del male…. uno spettacolo. Suonano poco meno di un’ ora. I SICK OF IT ALL sono da vedere in un concerto singolo, da headliner. Proseguono con “Us Vs Them” che viene cantata in coro, dove la frase You Can Always Count On Me non può che essere più azzeccata per un loro concerto. Sono una certezza, una delle migliori Live Band in circolazione, Punk o non Punk. Chiudono con “Sanctuary” , “Scratch The Surface” e la storica “Step Down”, un loro live riconcilia con la vita, alla prossima.

 

 

Si scambiano opinioni, tutte positive, su quello appena visto e si aspetta i PENNYWISE. La band Californiana sale sul palco e inizia a regalarci il suo Melodic-Hardcore. I suoni sono bassi per via delle limitazioni date dalla vicinanza del centro abitato (problema comune ad altri spazi per concerti a Milano). “Fight Till You Die” apre le danze, i pezzi veloci si susseguono fino ad una pausa dove Jim comincia a tirare fuori i nomi delle band che hanno fatto la storia del punk, prendendo spunto dalle t-shirt indossate dal pubblico, si parte con i Social Distortion, Black Flag, Misfits, Millencolin per arrivare ai Ramones e Bad Religion. Dalle urla del parterre vengono decise le cover e si parte dai Ramones con “Blitzkrieg Bop” e poi Bad Religion con “Do What You Do” per poi passare alle loro canzoni come  “Pennywise”. È molto difficile suonare dopo i Sick Of It All e reggere il confronto, ma loro ci riescono, quasi, nell’impresa.

 

L’ora di concerto si chiude senza bis e con i loro cavalli di battaglia “Fuck Authority” la cover di “Stand By me” e l’immancabile “Bro Hymm”, anche per loro gli anni non passano.

 

Con la scarpe bianche di polvere e sudati ci si avvia all’uscita sotto un cielo pieno di nuvole minacciose. Una bella serata, come previsto, visto le band in cartellone.

 

 

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