IMMORTAL

Northern Chaos Gods

Nuclear Blast

Data pubblicazione: 6 Luglio 2018

 

 

Tornare al passato, per una band che attuato un’evoluzione (o anche dei drastici cambiamenti…a volte sospetti) vuole, sovente, dire due cose: le entrate scarseggiano e si prova a riconquistare i vecchi fan con la famosa operazione ‘minestra riscaldata’ (ottima per perdere anche quei pochi fa rimasti), oppure, come nel caso dei norvegesi Immortal, una delle colonne del norway black metal più feroce, tradizionale ed intransigente (almeno nei primi 4 lavori), voglia di riscoprire le origine, ma con l’ottica di chi ritorna a casa dopo un lungo viaggio.

 

 

Con questo ‘Northern Chaos Gods’, il duo di Bergen (affiancato dalla performance al basso di Peter Tägtgren, produttore dello stesso album) decide di tornare alle radici del suono tradizionale black scandinavo nato nei ‘90s. Ciò lo si evince non solo dalla copertina, bianco e nero, gelido e spettrale, come da tradizione, ma anche dalla title-track posta in apertura e dalle seguenti ‘Into Battle Ride’ e ‘Gates of Blashyrkh’ (quest’ultima tra le tracce più belle dell’intero lavoro), veri e propri inni di battaglia tra le spoglie, gelide ed infestate foreste della terra dei fiordi, dove spettri di guerrieri dell’era vichinga combattono orde di demoni discesi direttamente dalla Nagflar.

 

Le chitarre di Demonaz tornano ad essere secche, abrasive e frizzante come il blizzard del circolo polare artico, anche grazie al suono sapiente della produzione, ma non dimenticano gli sviluppi compositivi e l’evoluzione verso melodie e dinamiche quasi thrash iniziate con ‘At the Heart….’. Il risultato sono brani come ‘Called to Ice’ o ‘Where Mountains Rise’, dove a tutta la gelida ferinità ed all’atmosfera solenne tipica del black metal più oltranzista, si unisce un senso della melodia e della dinamica del brano che riesce a rendere realmente affascinanti questi brani anche a chi ha sempre storto il naso di fronte alla forma più selvaggia del black metal. Merito di questo va anche alla batteria di Horg, non solo un inarrestabile tornado di ferocia ed asfissia in doppia cassa, ma anche un drummer capace di sviluppare ed impreziosire sfumature atmosferiche e cambi di mood, come avviene nella conclusiva e stupenda ‘Mighty Ravendark’, forse il gioiello di questa release: di ampio respiro senza perdere nulla in ferocia. Letale e poeticamente spietata senza diventare monotona nella sua esasperazione dell’oscurità.

 

Parlando di questo, però, vanno fatti notare alcuni difetti del lavoro che, in un modo o nell’altro, sono la conseguenza di questo ‘back to the roots’.

 

La voce di Demonaz, perfetta per infondere il gelo, la solitudine e l’oscurità nell’ascoltatore, a volte appiattisce, proprio per la sua monodirezionalità, alcune tra le parti più dinamiche e veloci, che porterebbero i geni dell’evoluzione thrash-oriented vissuta negli anni passati dagli Immortal. Altro aspetto, alcuni arrangiamenti e passaggi nel riffing, non sempre risultano fluidi, coinvolgenti e ben amalgamati con lo spirito dinamico degli odierni Immortal ma appaiono, più che altro, quasi dei passaggi risuonati di brani contenuti nei loro vecchi demo tape: in pratica, sono fuori contesto ed un po’ noiosi.

 

Al di là di queste pecche, però, ‘Northern Chaos Gods’ ci dimostra ancora una volta l’alta qualità della proposta black degli Immortal e la loro genuinità d’ispirazione, fattore che rende ogni loro release autentica e sentita e che, al di là di quello che possano pensare determinati ‘true-evil-grim-die-hard-fan’, riesce a farsi apprezzare fuori dagli angusti confini del black più tradizionali, regalandoci esaltanti momenti di una tipo di metal non certo facile ma indubbiamente affascinante.

Che il gelo degli spettri del nord sia con voi!

 

 

Tracklist:

1. Northern Chaos Gods

2. Into Battle Ride

3. Gates to Blashyrkh

4. Grim and Dark

5. Called to Ice

6. Where Mountains Rise

7. Blacker of Worlds

8. Mighty Ravendark

 

 

Line-up:

Demonaz Vocals, Guitars, Lyrics

Horgh Drums

Guest musician: Peter Tägtgren Bass

 

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