GRAHAM BONNET BAND

Meanwhile, Back In The Garage

Frontiers Music s.r.l.

Release date: 13 luglio 2018

 

 

Quanti anni sono passati da quando Graham Bonnet esordì la prima volta in qualità di cantante professionista? Tantissimi ma mai abbastanza, giacché anche con questo nuovo album della Graham Bonnet Band, “Meanwhile, Back In The Garage”, in uscita il 13 luglio per Frontiers Music, la fanbase del cantautore inglese, nonché dei Rainbow e degli Alcatrazz, non verrà di certo delusa.

 

A tre anni di distanza dal disco di esordio, “The Book”, Graham Bonnet, fondatore del suo gruppo omonimo, si cimenta in un nuovo lavoro, ripercorrendo una nuova strada del tutto sperimentale, tuttavia attingendo idee e melodie dalle sonorità dei Rainbow e degli Alcatrazz, gruppi a cui Bonnet è sempre stato legato affettivamente e musicalmente, nonostante le molteplici partecipazioni a progetti di vario genere, ad album solisti o con gruppi e musicisti di altissimo calibro (tra cui Michael Schenker, Yngwie Malmsteen, Steve Vai, ecc.), ed a serie e programmi televisivi, i tutti i 50 anni di carriera nel mondo dello show business.

 

 

Ancora una volta tastiamo con mano, quanto sia prolifica e talentuosa la mente del cantautore inglese con “Meanwhile, Back In The Garage”, la cui eccelsa produzione viene affidata stavolta a Giles Lavery e a Jimmy Waldo dei tempi d’oro degli Alcatrazz, che ora sperimenta virtuosismi di tastiera incredibili. Nell’album, sono contenute 13 tracce belle possenti e mai monotone, non solo dal punto di vista strumentale ma anche delle liriche, in cui le problematiche sociali sono spunti autobiografici di Bonnet o ispirazioni da fatti di vita o da situazioni particolari, qui riportate e denunciate in canzoni quali “Incest Outcest U.S.A.”, che parla dell’incesto che si perpetra all’interno di alcune famiglie in una cittadina in Inghilterra, tema  tanto comune nell’America dei nostri giorni, dove ormai risiede Graham Bonnet da parecchi anni, oppure in “America… Where Have You Gone”, il cui ritornello è decisamente contagioso e la melodia di chitarra è ipnotica.

 

Il talento regna sovrano non solo in Bonnet ma in tutti i musicisti coinvolti in questo disco, che si sono lanciati in sperimentazioni da brivido di diverso genere: notiamo da subito la chitarra possente di Joey Tafolla in tutte le track, ad eccezione della terza, “Livin’ In Suspicion”, la cui composizione è stata affidata invece a Kurt James, e che è una ballad radiofonica dal groove accattivante. La title track “Meanwhile, Back In The Garage”, di cui abbiamo l’audio video ufficiale, ha una certa vena autobiografica, raccontando degli esordi di una giovane band di oggi alle prese con le difficoltà di avere successo nel mondo della musica, come viene sottolineato nella frase “Take a number, it’s hell of a line”, ed ha una melodia accattivante per il galoppare incalzante della chitarra, il cui suono predominante duetta con agli assoli di voce e si alterna ai riff degli altri strumenti. Molto particolari per la chitarra heavy ed il groove di basso di Beth-Ami Heavenstone sono “Long Island Tea” e “Sea Of Trees”, col suo audio video ufficiale, e che richiama un po’ il sound sperimentale della band Ghost. Galoppante e quasi in stile epic metal è “Past Live”; “The House” ha un qualcosa di alternativo da band punk rock americana, che ricorda su alcuni riff à la Avenged Sevenfold.

 

E che dire della divertente “Man On The Corner” con la sua intro di chitarra acustica messicana in stile Mariachi? Canzoni profonde con molto fraseggio vocale e melodie interessanti sono “Heading Toward The Light”, che con l’accompagnamento del sitar per tutto il brano è di chiara ispirazione Yes per la chitarra melodica simile a quella di Steve Howe, e “The Crying Chair” che pare faccia parte dell’album “Lovedrive” degli Scorpions. Compare pure la cover “We Don’t Need Another Hero” di Tina Turner, utilizzata per la colonna sonora del film di fantascienza post apocalittico del 1985, “Mad Max – Oltre la sfera del tuono”, canzone riprodotta qui in maniera decisamente particolare. Chiude l’album “Starcarr Lane (Live From Daryl’s House NY 2018)”, una versione dal vivo di buona fattura realizzata nel famoso Daryl of Hall & Oates.

 

Siamo decisamente allibiti su come da questo nuovo disco della Graham Bonnet Band, esca fuori la voce possente e impeccabile del Bonnet settantenne, come se si trattasse ancora del Graham Bonnet diciannovenne ad iniziare da novellino la sua gavetta col duo The Marbles, e su come il cantante inglese abbia creato intorno a sé una sintonia pazzesca con la nuova line-up della sua band omonima, che percepiremo sicuramente al più presto anche in sede di live nelle sale concerto europee.

 

 

Tracklist:

 

1. Meanwhile Back In The Garage

2. The Hotel

3. Livin’ In Suspicion

4. Incest Outcest U.S.A.

5. Long Island Tea

6. The House

7. Sea Of Trees

8. Man On The Corner

9. We Don’t Need Another Hero

10. America… Where Have You Gone

11. Heading Toward The Light

12. Past Lives

13. The Crying Chair

14. Starcarr Lane (Live From Daryl’s House NY 2018)

 

 

Line-up:

Graham Bonnet – Vocals

Joey Tafolla – All rhythm and lead guitars except for track 3

Kurt James – Guitars on Track 3

Beth-Ami Heavenstone – Bass

Mark Benquechea – Drums

Jimmy Waldo – Keys

 

 

Link:

www.grahambonnetband.com

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