Quando vai a cena con il cannibale, il menù, anche se pensi di conoscerlo molto bene, è sempre una sorpresa. Perché, quello che conta è l’intensità dei sapori, il servizio, l’estetica della presentazione. Da buoni chef del metal estremo, i Cannibal Corpse sanno come deliziare i propri affezionati clienti ed il Phenomenon di Fontaneto, è stata la taverna che ha accolto lo show della band di Buffalo, impegnata, come sempre, a dare il massimo, a stupire, colpire e saziare l’appetito musicale ‘al sangue’ dei presenti (numerosi, anche se non da sold-out).

 

Come appetizer del banchetto, i veronesi Skorbutiks, un four-piece dall’impatto visivo di grande efficacia e dalla grezza e brutale energia live, tra Brujeria, Napalm Death e Autopsy. Sicuramente non perfetti (alcune imprecisioni nel drumming) e non certo originalissimi nella proposta, il quartetto veneto, che ha all’attivo solo l’EP ‘Visions & Monoliths’, paga una certa inesperienza, inerentemente alle rifiniture ma si difende bene per impatto e carica distruttiva, cosa che riesce a far presa sui presenti ed a far concludere positivamente una buona gig, per una band che deve affinare le sue caratteristiche e definire la propria personalità.

 

 

Fate entrare le portate, il gran banchetto cannibalesco ha inizio. Pochi fronzoli, come sempre, per il quintetto di Buffalo, i Cannibal Corpse che badano al sodo, anche con un impianto luci molto essenziale e privo di trovate effettistiche particolari: i piatti forti si chiamano impatto, tecnica, energia, sublime violenza artistica. Il death-brutal di una delle formazioni che ha dato i natali a questo genere, esplode in tutta la sua travolgente ed avvolgente furia con ‘Code of the Slasers’, ‘Only one will die’ e ‘Red Before Black’, la triade che apre (anche se non in quest’ordine) l’ultima fatica dei macellai dello stato di New York.

 

Le chitarre come lame fendenti (anche se non po’ gracchianti all’inizio – problema risolto già al secondo brano) che dilaniano le carni, dando loro nuove forme per nuove sculture, ad opera della coppia Rob Barrett/Pat O’Brien, due devastanti scultori delle carni, con il secondo ad operare le incisioni soliste nei tessuti e nelle ossa dei presenti che, sulle note di ‘Scavenger Consuming Death’ e ‘The Wretched Spawn’, iniziano a rendere sempre più feroci e selvaggi i mosh-pit, tanto da creare tsunami umani di furia inaudita. Mazurkiewicz è, come sempre, il motore che alimenta la motosega death-metal a stelle e strisce, inarrestabile, potente e con il suo particolare drumwork spasmodico, dove, stasera, si può apprezzare molto bene il suo bel lavoro di piatti, assolutamente non inferiore a quello di doppia cassa e rullante; la sua devastante energia trasforma ‘Gutted’ e ‘A Skull full of Maggots’ delle vere detonazioni, spingendo la band a superarsi continuamente.

 

Webster è, come al solito, quell’incredibile bassista capace di essere implacabile ed, allo stesso tempo, mostrare il suo gusto e creatività anche nei pezzi più estremi, e non solo negli inquietanti mid-tempo, ricordando a tutti che una track come ‘Devoured By Vermin’ ha in lui la spina dorsale ritmica, mentre la voce, il cuore e le visioni della band sono affidate all’antro cavernoso dell’ugola di George Corpsegrinder Fisher, il caposala della locanda degli orrori, che enuncia il granguignolesco menù con la sua carica distruttiva ed un’energia che rende unico il suo rapporto con i fan dei CC, tra i più fedeli nell’ambito death.

 

Così, proprio dalla voce di Fisher, inizia la parte conclusiva del banchetto, dove i piatti forti prendono il posto dei dessert: ‘I Cum Blood’, ‘Make Them Suffer’, ‘Stripped, Raped and Strangled’ e la mitologica ‘Hammer Smashed Face’, chiudono l’ennesima incredibile prova di una band che riesce sempre a spingere più in fondo il pedale (ed i denti nelle carni del suo pubblico), senza apparire mai noiosa o ripetitiva, riuscendo sempre a coinvolgerti totalmente come il miglior film di Fulci e facendo filare via un concerto come se fosse un batter di ciglia.

 

Una solenne e splendida carneficina ad opera di 5 artisti della dissezione. Il tutto, tranquilli, sempre offerto dalla ditta Cannibal Corpse.

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