IL TUSCO

Degeneratorium

Andromeda Relix

Release date: 2 luglio 2018

 

 

Non contento e sazio delle sue continue collaborazioni passate in qualità di cantautore e vocalist, dove in vent’anni di carriera lo abbiamo visto già come frontman nelle band Elettrocirco e Shangai Noodle Factory e in molteplici progetti non solo da solista ma anche con altre band, quali gli Autodistruzione Blues ed i SanniDei, Diego Tuscano, detto simpaticamente Il Tusco, con la sua band omonima italo-inglese si cimenta ancora una volta nel terzo lavoro (dopo “ilTUSCO canta e Mao gliele suona!” del 2015 e “ilTUSCO feat. Luke Smith” del 2016), dal titolo di “Degeneratorium”, sciorinando una dietro l’altra 5 tracce in lingua italiana di vero prog (non solo di stampo internazionale, ma anche italiano), che hanno dell’incredibile.

 

Di primo impatto, la scelta di seguire questo filone di progressive rock, per di più cantando in italiano, può essere pittosto azzardata, visto il genere decisamente di nicchia nel Bel Paese, ma ancora una volta ai componenti de Il Tusco pare non faccia proprio un baffo, intraprendendo con disinvoltura la strada della sperimentazione musicale più pura e, esplorando nuovi sentieri per nulla impervi per questi musicisti, che ad un ascoltatore più attento risultano essere invece di realizzazione piuttosto complessa e che a noi piacciono tanto! Sperimentazione che li porta ad adottare nuovi timbri e una diversa combinazione e stratificazione di suoni ed effetti, con l’utilizzo dei due bassi elettrici di AleAlle e Stefano Triste e l’apporto di chitarra elettrica, tastiera ed armonica, rispettivamente da parte degli amici inglesi Luke Smith e Snooky Chivers, che impreziosiscono ogni canzone in ogni singolo minuto dell’album. Vogliamo anche aggiungere che questo “Degeneratorium” risulta una chicca anche per la produzione e post-produzione affidate ad AleAlle per l’ideazione e gli arrangiamenti e a Simone “Momo” Riva per la registrazione e il missaggio presso il TdE studio (AO).

 

Il disco è un “viaggio” di matrice rock psichedelica di quasi 40 minuti di chiara ispirazione a Paul Rodgers, Dave Walker e Marvin Gaye, solo per citarne alcuni, ed è costituito da cinque “tappe”, cinque canzoni di diversa lunghezza che permettono all’ascoltatore di spaziare nelle diverse ambientazioni della mente che il prog sa ben fornire, anche grazie alla voce pulitissima e mai esagerata di Diego Tuscano. Il “viaggio” inizia con la prima canzone di tredici minuti, “Benvenuto Nella Macina”, che alterna liriche martellanti in loop. Un arpeggio di chitarra accoglie “Altro Da Me” dai toni di una semi ballad molto accattivante e orecchiabile che continua poi con un nuovo assolo nella parte centrale del pezzo. La particolare “Idee Cattive” ha un certo non so che di prog italiano. “La Distanza” non solo trasuda anni ‘70, ma presenta alcune parti caratteristiche dell’hard rock.

 

Infine, con la morbida “Indecidibilità” si chiude “Degeneratorium”, che è decisamente un album pregno di suoni e melodie originali realizzati da una band che continuerà con sicurezza a far parlare di sé nei mesi a venire.

 

 

Tracklist:

1. Benvenuto Nella Macina

2. Altro Da Me

3. Idee Cattive

4. La Distanza

5. Indecidibilità

 

 

 

Line-up:

Diego Tuscano – Vocals

AleAlle – Bass, Vocals

Stefano Trieste – Bass

Todaro – Drums, Vocals

Lerco – Guitars

Luke Smith – Guitars

Snooky Chivers – Keys, Harmonica

 

 

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