Appuntamento imperdibile per chi ha amato il periodo Angra che ha visto il grandissimo Edu Falaschi come protagonista dietro il microfono. Con questo Rebirth Of Shadows Tour” il cantante brasiliano decide di rendere omaggio a due album straordinari che rispondono al nome di “Rebirth” e “Temple Of Shadows”, che rilanciarono in maniera netta il nome della band carioca nell’universo dell’hard & heavy. Ad accompagnare Edu troviamo una super band formata dal mitico Aquiles Priester (alla batteria, ex Angra), Fabio Laguna (tastiere, anche lui ex Angra), Diogo Mafra (chitarra, Almah), Raphael Dafras (basso, Almah) e il prodigioso Roberto Barros (chitarra). Inoltre, a rendere ancora più succosa la serata, ben tre band si sono alternate come opening act.

 

 

Culla di questa serata (sabato 22 settembre) sono le Officine Sonore di Vercelli (prima delle 3 date italiane), bellissimo locale della città piemontese.

 

A dar inizio alla kermesse sono i Walls Of Babylon di Fabriano. La band marchigiana mette subito in luce le sue capacità tecniche sfoderando il loro power/prog metal. Le curate linee melodiche e la grande maestria dei musicisti (questa sera in formazione atipica dato che il bassista non è presente perché infortunato) permettono a pezzi come “My Disguise”, “Treason” e “The Defeat” di convincere in pieno. La carica trasmessa è alta e anche le loro capacità di songwriting sono decisamente sopra la media. Buonissima prova, peccato che per i ritardi abbiano dovuto accorciare la scaletta.

 

 

Secondi a esibirsi sono i liguri Skeletoon. Di questa si è sempre parlato bene, sia in ambito live che in studio. Come tutti sapreste il loro riferimento musicale sono i Trick Or Treat e anche questa sera ha sciorinato una performance davvero convincente amplificando l’attitudine della band di Alle Conti ai massimi livelli. Il concentrato di divertimento puro unito ad una sana pazzia ha lasciato il pubblico delle Officine Sonore a bocca aperta. Tecnicamente e scenicamente perfetti, esuberanti e coinvolgenti (più volte Tomi Fooler e compagni scendono a suonare in mezzo alla sala) ci deliziano con versioni strepitose di “Drowing Sleep”, “Mooncry” e della finale “Heavy Metal Dreamers” (che chiude tra i coriandoli sparati sul pubblico). Concerto strepitoso (il migliore della serata), ora non ci resta che aspettare il loro prossimo album che vedrà la luce nei primi mesi del 2019. Grandissimi!

 

Terza band a salire sul palco sono gli Acid Tree, gruppo di San Paolo (Brasil). I connazionali degli headliner hanno appena dato alle stampe un buonissimo Ep intitolato “Awake The Iron” (degno successore del precedente “Arkan”, uscito nel 2017) e sono alla loro prima data in Italia. Il trio carioca colpisce subito per la complessità degli arrangiamenti e per la elevata difficoltà dei passaggi strumentali. Difficoltà affrontate con una disinvoltura da artisti navigati. Le varie “Awake The Iron” e “Arkan” forse non posseggono la carica dirompente del tipico power ma le atmosfere permeate da echi Pink Floyd e inserite in un contesto alla Dream Theater riescono comunque a colpire. Certo la loro proposta musicale esula un poco dal tema della serata, ma la suite “Caged Sun” (oltre 11 minuti) mette in risalto le loro grandi doti. L’unico appunto che possiamo fargli è l’essere stati freddi sul palco ma probabilmente il pubblico non li ha aiutati. Lieta sorpresa.

 

 

È l’una e mezza quando l’intro “In Excelsis” introduce Edu Falaschi e la sua band. Quello che balza subito all’orecchio è il netto cambio di suoni. Se nelle precedenti esibizioni questi erano calibrati quasi alla perfezione consentendo di distinguere ogni singolo strumento, con gli headliner il suono risulta essere troppo compresso (spesso la batteria sovrastava il cantato). La band è una macchina da guerra con Aquiles Priester dietro le pelli protagonista indiscusso della serata. Stesso livello per Raphael Dafras al basso e per le due asce (perfezione assoluta). La nota dolente è la prestazione di Edu che ha avuto degli alti e bassi troppo netti per non essere notati. Il cantante brasiliano purtroppo non era particolarmente in serata, fortunatamente ad aiutarlo c’era Fabio Laguna alle tastiere che è stato artefice di una grande prova nelle backing vocals. La scaletta (che tra l’altro è stata tagliata sensibilmente) ha i suoi highlights in pezzi come “Wishing Well”, “Unholy Wars” e nella terremotante “The Temple Of Hate” dove si rimane completamenti affascinati dalla carica e dall’assoluta padronanza degli strumenti dei musicisti di Edu. L’accoppiata “Rebirth”, “Spread Your Fire” fa calare il sipario su un concerto nel quale è mancato il membro più atteso. Un vero peccato perché nel corso degli anni abbiamo sentito cantare Falaschi molto meglio di stasera. Non gliene facciamo certo una colpa, a volte capita di incorrere in una giornata no. Auguriamo al simpatico e bravo Edu di riprendere la consueta forma per le date di Roma e Mantova.

 

Si chiude un po’ con amaro in bocca questa serata iniziata in maniera egregia. Ma dopotutto chi va ai concerti è ben conscio dei rischi in quale incorre, l’importante è trarre il buono che è scaturito e non colpevolizzare il musicista di turno. Non ci resta che ringraziare lo staff delle Officine Sonore (gentilissimo e professionale), la Truck Me Hard e Tomi Fooler degli Skeletoon (grande artista sul palco e persona splendida sotto). Alla prossima..

 

Edu Falaschi Set List:

1. In Excelsis / Nova Era

2. Acid Rain

3. Running Alone

4. Wishing Well

5. Winds Of Destination

6. Heroes Of Sand

7. Unholy Wars

8. Millenium Sun

9. The Temple Of Hate

10. Live And Learn

11. Rebirth

12. Deus Le Volt / Spread Your Fire

Edu Falaschi

Acid Tree

Skeletoon

Walls Of babylon

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