Un bel Sold-Out accompagna la data Milanese dei Brian Jonestown Massacre, icone della Neospichedelia, band creata dal complicato Anton Newcombe, personaggio eclettico e decisamente poco incline ad avere una vita tranquilla senza uso di “additivi”.

 

Nati nel 1990, a San Francisco,  hanno un prolifica produzione discografica con sonorità varie e mai ripetitive con punte di grande qualità e non. Ogni concerto è una sorpresa per cui vedremo che succederà in quel della Santeria Social Club.

 

Tour a seguito del nuovo disco “Something Else” che contiene un sound molto vicino a band come Jesus And The Mary Chain; un lavoro orecchiabile e gradevole con canzoni non molto lunghe come in passato. La notorietà del gruppo è data anche dal fatto che una loro canzone, per la precisione “Straight Up And Down”, è stata scelta come sigla per la serie TV, di grande successo, Boardwalk Empire. Il nome della band ricorda solo cose spiacevoli da Brian Jones dei Rolling Stones al massacro nella comunità di Jonestown nel 1978 in Africa, insomma allegria a profusione.

 

Ingresso effettuato giusto in tempo per l’inizio del concerto, pochi minuti e i Brian Jonestown Massacre salgono sul palco, formazione a sei con tre chitarre basso, batteria, tastiere ed un coreografico Joel Gion al tamburello, una presenza scenica più che utile ai suoni. La psichedelia della band innonda la platea, un muro di suono compatto, inebriante come una sigaretta “modificata”, ripetitivo, solo la voce porta a distinguere le varie canzoni tratte da buona parte della loro produzione, al nuovo disco viene lasciato giusto lo spazio di un paio di canzoni tra cui “Hold That Thought”.

 

L’eco del microfono resta anche durante le pochissime parole che Newcombe ci regala, il leader indossa una maglietta con la scritta “Eat Shit”, che può essere interpretata in molti modi, uno di quelli potrebbe essere rivolto a quello che dobbiamo subire per vivere. I brani si susseguono senza interruzioni se non per i vari, tanti, cambi di chitarre; una scaletta lunga più o meno una ventina di episodi. Dopo quattro o cinque pezzi si comincia a capire che la ripetizione delle note è una costante del gruppo, la voce è quella e non ci si può aspettare di più, il meglio avviene verso la fine di ogni canzone dove i suoni sono in crescita ed il groove dei Brian Jonestown Massacre esprime tutta la sua fierezza.

 

Si arriva alla fine senza bis, un po’ assonnati e leggermente annoiati, comunque, alla fine, riescono a coinvolgere il numeroso pubblico formato per lo più da over trentenni, meglio se si riesce a vederli non proprio lucidi, qualche additivo potrebbe aiutare a capire ciò che esce dalle casse, non è un invito ad usare nulla di illecito, anche una birra va bene.

 

Insomma psichedelica allo stato puro, questo ci si aspettava, questo è arrivato. Il pubblico entusiasta ha sempre accompagnato con applausi la performance. L’ultimo pezzo vede la partecipazione sul palco dei componenti della band di supporto i New Candys. In sostanza, bene ma non benissimo, da intenditori del genere.

 

 

GUARDA LE FOTO DEL CONCERTO

Facebook Comments