IMPELLITTERI

The Nature of The Beast

Frontiers Music

Release 12 Ottobre 2018

 

 

Chris Impellitteri ha sparato un’altra delle sue bombe… Con ‘Venom’ tre anni fa aveva risalito la china di un periodo non particolarmente vivido, riprendendo i fili conduttori di album come ‘Pedal to Metal’ e ‘Stand in Line’. Il ritorno alle origini del suo tecnicissimo Heavy Metal sta scuotendo il suo acerrimo concorrente Yngwie J.Malmsteen tanto che con ‘The Nature of The Beast’, undicesimo album, Chris sembra tornato ai floridi albori.

 

Un genere abbastanza particolare il suo e, soprattutto, radicato in quelli che erano i canoni che viaggiavano nel Metal targato ‘80ies affiancato da un grandissimo singer Rob Rock supportati da un treno ritmico devastante come James Pulli al basso e Jon Dette alle pelli.

 

Qui si viaggia a velocità siderali e curvature astrali da pelle d’oca… Decine di note sparate a mitragliatore e doppie casse che si sprecano infatti, la prima tripletta che comprende “Hypocrisy”, la spettacolare “Masquerade” ed il primo singolo con relativo video rilasciato “Run For Your Life” tagliano il fiato come fare 200 metri di scatto appena scesi dal letto.

 

“Phantom of the Opera”, cover omonima dalla parternità di Andrew Lloyd Webber, smorza leggermente i toni, pur rimanendo su battute ben oltre i 120 bpm. I brani, non lunghissimi e comunque veloci, scorrono parecchio infatti “Gates of Hell” torna ad essere una martellata nelle gengive, carica di un riff devastante che in ogni 4 battute vede un bello Shred fulminante. Il copione si ripete con “Wonder World” che segue pedissequamente l’ordine standard delle composizioni della band (intro, strofa, ritornello, strofa, ritornello, solo chiusura) seppur abbia un sapore più moderno rispetto ad altre tracce più ispirate al Neo Melodical Metal.

 

Funambolismi su sei corde ed incisività traumatizzante l’intro di “Man of War”, una vera manna per i padiglioni auricolari il main riff e quando arriva il solo si assapora pura estasi, probabilmente la Best Track dell’album.

 

È il momento di stendere il tappeto rosso per l’arrivo della seconda cover presente nell’LP, la magistrale “Symphom of the Universe” dei Black Sabbath, riproposta con mitragliate da 100 note al secondo, assume un ottimo groove, mantenendo la main line parecchio simile all’originale. Molto convincente anche la parte vocale.

 

Divagazioni a parte è “Do You Think I’m Mad” che riporta tutti sulla retta via, con il suo articolato riff, riprende il marchio di fabbrica che ha reso inconfondibile lo stile di Impellitteri. Altre bella Bomb Track!

 

Se ancora le cinture di sicurezza non erano allacciate è arrivata l’ora di dargli anche una bella stretta perché si viene catapultati su un’attrazione simile alle più adrenaliniche dei parchi giochi: “Fire It Up”. La quinta essenza del DNA della band: un concentrato di tecnicismi dalla velocità devastante. In “Kill the Beast” non ci si poteva discostare molto sebbene il rallentamento ritmico si traduca in incisività e marcatura dei toni, il tutto proiettato in oltre 5 minuti e mezzo di variazioni a tema.

 

Chiusura affidata a “Shine On” che non poteva assolutamente mollare il colpo rispetto alla tracklist, lacerando i rimanenti lembi di padiglioni auricolari reduci dal passaggio di una dozzina di brani, uno meglio dell’altro.

 

Lo stile lo si distingue tra mille proprio perché è sempre esattamente quello, seppur non scontato o ripetitivo, bensì con una linea musicale ben definita ed invariata nel tempo, sin da Stand in line del 1988. Ecco, questo fattore pone un po’ l’interrogativo sulla valutazione da dare che è sicuramente positiva ma, rischia di essere sempre la solita minestra oppure è la riconferma di una band che rientra nelle pietre miliari del genere? Agli ascoltatori l’ardua sentenza.

 

 

Tracklist

Hypocrisy

Masquerade

Run For Your Life

Phantom Of The Opera

Gates Of Hell

Wonder World

Man Of War

Symptom Of The Universe

Do You Think I’m Mad

Fire It Up

Kill The Beast

Shine On

 

 

Lineup

Chris Impellitteri – Lead Guitar

Rob Rock – Lead Vocals

James Pulli – Bass

Jon Dette – Drums

 

 

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