SHINING

Animal

Spinefarm Records

Release date: 19 ottobre 2018

 

Tutto ci saremmo aspettati dal nuovo “Animal” dalla band norvegese Shining dopo un’assenza discografica di tre anni, fuorché ritrovarci in mano con un lavoro così diverso dal punto musicale da non avere alcun filone conduttore con i precedenti. Ovviamente, risulta spontaneo e immediato il paragone con il passato, ma in realtà, a mente lucida, trattandosi di approcci così drasticamente differenti, è inutile farne il confronto! Abbandonato (per il momento? Chissà!) il “blackjazz” e buttandosi su un genere più festaiolo e – relativamente – semplicistico, questo è stato lo scopo che si è prefissato l’eccletticissimo genio del gruppo, Jørgen Munkeby, come da sue parole: “Questo album sarà piu di stampo Muse che Meshuggah, più Ghost che Gojira, più Biffy Clyro che Burzum!” E ci sta, vista la presenza fissa degli Shining che hanno marcato il territorio sperimentale da oltre vent’anni.

 

La produzione del disco è stata affidata agli stessi Shining insieme a due figure importanti nel panorama musicale: Sean Beavan, già produttore per Marilyn Manson, Nine Inch Nails e A Perfect Circle per citrarne alcuni, e Kane Churko, figlio del famoso Kevin, che è stato produttore e tecnico del suono di Ozzy Osbourne, Papa Roach e Hellyeah e che con “Animal” ha dato il suo enorme contributo durante il missaggio finale; personaggi che hanno dato sicuramente una nuova impronta all’opera, indirizzandola verso una nuova direzione musicale: la tastiera fa da padrona, sostituendo completamente il sassofono, presenza costante degli ultimi album di metal industrial e black jazz degli Shining; la batteria è semplificata e molto cadenzata con l’assenza quasi totale dei piatti; ritroviamo molto synth dai suoni tipicamente anni 80; una voce predominante, forse un po’ troppo distorta e dal suono troppo elaborato per l’uso esagerato dell’autotune e tracce brevi di meno di 4 minuti.

 

Lo notiamo subito già dalle prime tre delle dieci tracce di “Animal”, che per quanto abbiano riff allegri e ritornelli orecchiabili che rimandano ad atmosfere festaiole, risultano decisamente sovraprodotte: “Take me” che apre con un party metal carnevalesco, quasi a sembrare la colonna sonora di un film di azione; “Animal”, la title track e il primo single di cui abbiamo già il video, che, all’opposto del jazz che conosciamo, non sembra musicalmente naturale ma troppo rielaborata al computer; e “Fight Song”, il secondo singolo dove compaiono parecchi inserti di sintetizzatore e dove Munkeby sfodera vocalità molto elevate e importanti. “My Church” di sabbathiana memoria offre un cantato aggressivo.

 

Forse la più interessante di tutte è “When The Lights Go Out”, dove la melodia rockeggiante ti trascina, insieme al synth, quasi da farti sembrare una canzone con i cori da boyband anni 90. Abbiamo pure un altro approccio particolare con “Smash It Up” dal ritornello da sembrare un inno calcistico, ma con passaggi heavy molto tecnici di chitarra. La lenta “When I’m Gone” presenta caratteristiche molto finniche con cantato alla Lauri Ylönen dei The Rasmus e liriche cupe alla H.I.M., mentre in “End” si scopre un accento iniziale alla Rammstein, ma che si conclude con melodie più contemplative, pur lasciando trasparire il tema del metal party, presente anche nella canzone “Everything Dies”, già pubblicata l’anno scorso, la cui versione attuale migliorata Ha decisamente più energia e trasporto quasi ad essere una versione punkettona. Chiude l’album la power ballad che ricorda un poco “Vienna” degli Ultravox e che spicca per il duetto con la cantante pop norvegese Linnea Dale, dalla vocalità simile a quella di Amy Lee degli Evanescence.

 

“Animal” è quasi una “bestia fantastica che ancora dobbiamo capire come trovarla” (citando il titolo del famoso film fantasy di magia), in altre parole, è di così difficile comprensione che lascia un po’ dubbiosi per la scelta azzardata della band norvegese che da blackjazz metaller si sono trasformati in festaioli della synthwave di stampo retrò, un genere decisamente più commerciale e più accessibile alle nuove generazioni di fan della band; tuttavia, anche se ci affacciamo al mainstream, la scelta più melodica ci richiama in maniera positiva alla versione metal di The Night Flight Orchestra, alla sensibilità pop dei Ghost e al rock godereccio degli Hardcore Superstar.

 

 

Track list:

1. Take Me

2. Animal

3. Fight Song

4. My Church

5. When The Lights Go Out

6. Everything Dies

7. When I’m Gone

8. Smash It Up

9. End

10. Hole In The Sky

 

Line-up:

Jørgen Munkeby – Guitar, vocals

Tobias Ørnes Andersen – Drums

Eirik Tovsrud Knutsen – Keyboard, synthetiser

Ole Vistnes – Bass

 

Link:

www.shining.no

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www.instagram.com/shiningnorwa

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