In occasione dell’uscita del notevole doppio CD dei Twenty Four Hours, la storica psycho-prog band italiana, abbiamo fatto qualche domanda al cantante della band, Paolo Lippe, per conoscere qualche particolare in più su alcuni brani che compongono questo “Close–Lamb–White–Walls” (la recensione disponibile qui), in uscita il 25 ottobre 2018 contemporaneamente per 2 case discografiche: Musea per il mercato mondiale e Velut Luna per quello Audiophile/HI-FI esclusivamente italiano.

 

 

 

Chiaramente i 4 dischi da voi scelti, vi hanno dato ispirazione non solo nella genesi di questo doppio album, ma riferendoci a questo contesto, cos’ha portato alla scelta di dividere il primo cd “Close-Lamb” e quindi considerare Joy Division e Genesis in collegamento, dal secondo “White-Wall”?

Mistero… A parte gli scherzi. Non lo so! Ci è piaciuto così e basta. Non ci sono riferimenti a impostazioni differenti fra CD1 e CD2… mi spiace.

 

“Broken Song” la si può definire una canzone di “rottura”?

Certo! Parla di una donna che perde il suo amore o meglio l’entusiasmo legato ad esso. Così come quando si rompe un giocattolo meccanico, pur non essendo obbligati a gettarlo via, questo non evoca più alcuna emozione perchè diventa inutile, così un amore giunto alla sua naturale fine, pur non essendo necessariamente da eliminare per varie ragioni (abitudine, affetto, figli, legami diversi etc etc) non fa più emozionare, sorridere, essere spontanei, desiderarlo, mentre ad esso subentra la “fatigue”. Sotto questo aspetto può essere definita una canzone di rottura.

 

Qual è stato il motivo che vi ha portato ad incidere due cover di “What use?” ?

“What Use” è sempre stato uno dei nostri brani preferiti in assoluto. Quando questo accade, e ti capita di avere una rock band…. beh, desiderare di interpretare un brano così amato, viene naturale. In più, casualmente, il bpm è esattamente doppio di quello della nostra Embryo. Tornando a casa in macchina e ascoltando una compilation random, i due pezzi (il provino della nostra ‘Embryo’ e ‘What Use’ dei TUXEDO) capitarono casualmente uno dopo l’altro. Così mi resi conto che stavano benissimo assieme, uno dopo l’altro. E così è nato il MEDLEY Embryo/What Use.

Abbiamo inciso 2 versioni perché volevamo provare sia una versione elettronica, sia una acustica. Ci sono piaciute tutte e due. Non ce la siamo sentita di elinarne una a favore dell’altra. E così abbiamo incluso entrambe.

 

“Supper’s Rotten” è un vero è proprio tributo ai Genesis. L’avete ideata nel formato di suite moderna per omaggiarli, ma ho sentito dei collegamenti ad un live in particolare di “Supper’s Ready”, forse quello più famoso, presente nel dvd “The lamb lies down on Broadway”, mi sbaglio?

Anche qui non so risponderti. Il brano è molto autobiografico ed è focalizzato sulla mia professione di oncologo, sul fatto che oggi molti dei miei pazienti sono disoccupati, si ammalano, ma per fortuna la maggior parte di loro guarisce. Alla fine della terapia che è solitamente piuttosto pesante, i più fortunati possono concedersi una vacanza esotica e mi inviano le loro cartoline o delle foto su Whatsapp. Ma quando in vacanza ci vado io, evito i posti esotici, preferendo isolarmi in Valle d’Itria nel mio trullo dove invito i miei amici più cari offrendo loro cene a base di pasta alla norma (melanzane, pomodori), pane abbrustolito, peperonata e ricotta forte. Il tutto annaffiato di delizioso Verdeca o Locorotondo (il vino bianco dei trulli).

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