THE GOOD, THE BAD & THE QUEEN

Merrie Land

Studio 13

Release date: 16 novembre  2018

 

 

“Eravamo quattro amici al bar e abbiamo deciso di metter su un gruppo; veniamo da esperienze molto diverse, ma in comune abbiamo l’essere delle icone che hanno scritto una parte significativa della musica made in UK e abbiamo voglia di scriverne altra, magari dando priorità alla nostra terra e a quello che sta accadendo al suo interno.” Questa potrebbe essere la sintesi di un incontro, magari in un pub di Camden Town tra i membri dei The Good, The Bad & The Queen, ovvero Damon Albarn, Paul Simonon, Tony Allen e Simon Tong.

 

La formazione non ha bisogno di presentazione alcuna per cui passiamo a parlare del nuovo lavoro, appena uscito, dopo una pausa di ben 11 anni dal primo album. “Merrie Land” è stato scritto mentre la Gran Bretagna votava per l’uscita dalla comunità europea, un voto contraddittorio e osteggiato dai membri della band. I testi del nuovo disco affrontano la questione e sono dei piccoli inni all’amore per il proprio paese con tutti i suoi difetti, come ha dichiarato Damon Alban, un po’ come nel disco “Park Life” dei Blur.

 

Al contrario del primo album dove qualche sprazzo di allegria c’era, in queste dieci tracce struggenti, dalla title track a “Poison Tree”, si attraversa un dolce percorso che resta sempre su toni tristi, con episodi più ritmati come “Nineteen, Seventeen”. La tecnica di scrittura di Damon Alban resta sublime, la voce è maturata ed è di un cinquantenne che non deve dimostrare nulla a nessuno. Infatti il loro disco non è fatto per la massa anche se sicuramente sarà un successo in patria, non lo vedremo nelle top ten di molti paesi, anzi. I musicisti sono di altissimo livello e gli arrangiamenti sono ben fatti.

 

In un attento ascolto si nota che, nella loro semplicità, i dieci episodi sono esecuzioni complesse con uso di fiati, tastiera hammond, percussioni come in un orchestra sinfonica. Non è facile da definire come genere, non ne hanno bisogno. “Lady Boston” è un piccolo capolavoro da ascoltare in cuffia a volume moderato e ballando con chi più amate, stupenda. Altra bella canzone è “Ribbons” dove la calda voce di Damon è padrona della scena. Insomma un disco adulto, difficile, intelligente, maturo, perfetta colonna sonora per un giostra che gira sul litorale di Blackpool, in una Inghilterra del Nord che si affaccia ad un freddo oceano, forse triste, ma bellissimo.

 

Un lavoro per pochi o per tutti? Ascoltate e decidete. Il voto è alto per la qualità del tutto, non certo per facilità di fruizione.

 

Tracklist:

1. Merrie Land
2. Gun to the Head
3. Nineteen Seventeen
4. The Great Fire
5. Lady Boston
6. Drifters & Trawlers
7. The Truce of Twilight
8. Ribbons
9. The Last Man to Leave
10. The Poison Tree

 

Line up:
Damon Albarn – voce
Simon Tong – chitarra
Paul Simonon – basso
Tony Allen – batteria

 

 

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