In una uggiosa notte autunnale, funestata da un pioggia battente e da un traffico disastroso, va in scena uno degli eventi clou di questo fine anno 2018. La calata dei Coreleoni nei nostri lidi (dopo l’apparizione nel Frontiers Rock Festival di Aprile) era attesa da i fan di Leo Leoni & Co. Per confermare quanto di buono era stato detto. Ad accompagnare la megaband, in più, troviamo due interessanti gruppi provenienti dalla Svizzera, Underskin e Redeem. La cornice (e questa sera era proprio l’ideale) è lo Slaughter Club di Paderno Dugnano che, dalla sua apertura, sta collezionando una serie di concerti di livello.

 

Purtroppo (come detto) a causa dell’intenso traffico riusciamo ad arrivare trovando gli Underskin a metà della loro scaletta. Subito ci colpisce il suono della band, molto moderno e carico di energia e la bella voce di Andrina Travers. Sopratutto quest’ultima, oltre ad essere una bellissima ragazza, possiede un timbro vocale davvero importante e contribuisce in maniera netta alla riuscita del loro live. Da menzionare “You Are The Voice” (cover di John Farnham) eseguita e cantata in maniera encomiabile e l’accoppiata conclusiva “Don’t Try”/”Spit On Me”, due belle bordate in pieno viso. Bravissimi.

 

I Redeem sono attivi da almeno 10 anni ma sono alla loro prima apparizione in Italia. Il Trio elvetico propone un hard rock a forti tinte moderne sulla falsariga dei Foo Fighters (e la cover di “Everlong” mette a tacere ogni dubbio). Quello che colpisce di loro è l’attitudine sul palco e il “tiro” che riescono a donare alle canzoni. Non sono la quintessenza dell’originalità, ma le canzoni hanno quel qualcosa che riesce a farle apprezzare al primo ascolto. Nei pezzi più morbidi insorge il fantasma dei Nickelback, ma l’intelligente uso dei cori (molto particolare e curato) e l’esperienza accumulata in tanti anni fanno si che il loro act scorra senza mai annoiare. Se dovessimo scegliere 2 highlights la nostra scelta ricadrebbe su “999” (dal loro ultimo cd) e “Black Monkey”, pezzi dotati di un ottimo groove e di una azzeccata melodia. Ottimo concerto, band simpatica e tecnicamente preparata.

 

Non mancano che loro, i Coreleoni. La band è la stessa che ha calcato il palco del Frontiers, con Jgor Gianola a far coppia alla chitarra con Leo Leoni, Mila Merker al basso e lo splendido Ronnie Romero dietro al microfono. L’unico avvicendamento è la presenza di Alex Motta (italianissimo) dietro le pelli che temporaneamente sostituisce Hena Habegger (assente perché appena diventato Papà, al quale vanno i nostri auguri), non facendolo assolutamente rimpiangere. Inutile dire che la band è un rullo compressore. L’enfasi e la potenza che i 5 grandi musicisti riescono a donare alle composizioni dei Gotthard è qualcosa di unico. Lo spirito molto più hard rock e molto meno pop è la chiave con la quale riescono a catturare l’intera audience.

 

Ad ogni nota il tutto acquista sempre maggiore coerenza e ad un certo punto tutti i futili discorsi nati sulla genesi della band e sulle scelte effettuate da Leo non contano più perché sul palco ci sono loro, i Coreleoni. La scaletta attinge dai primi 3 album dei Gotthard (tranne “Tell No Lies” da “Open” e “Walk On Water” da “The Greatest Hits part I”) ed è un piacere riascoltare queste canzoni rivestite con questo nuovo spirito. Romero poi è strepitoso. Rispetto al Frontiers aggiunge pathos e sentimento nelle sue linee vocali, portando il tutto ad un livello stratosferico. In più le divertenti gag che si inscenano tra i vari membri della band costituiscono uno show nello show. Indimenticabile l’assolo di “Firedance” eseguito da Leo e Jgor in mezzo al pubblico, poi raggiunti da Ronnie per un piccolo omaggio all’immortale Ronnie con l’accenno ad “Heaven And Hell”, l’accoppiata “One Life One Soul”/”All I Care For” (con la dedica a Steve Lee, da brividi” e la mazzata finale (prima dei bis) con “She Goes Down”, “Ride On” e “Here Comes The Heat”, eseguite in maniera così devastante da far tremare le pareti dello Slaughter Club. Nel bis l’omaggio ai Led Zeppelin chiude in maniera divina una kermesse dall’altissimo tasso qualitativo e dall’immenso coinvolgimento. Leo, Jgor, Mila, Alex e Ronnie hanno sfoderato una prestazione che è andata oltre le più entusiastiche previsioni. Una ventata di potenza di queste proporzioni era attesa da tempo e questa sera ha portato la firma dei Coreleoni.

 

Non ci resta che ringraziare lo Slaughter Club, la Truck Me Hard e la Eagle Booking per averci regalato questa indimenticabile serata. Un ulteriore grazie ai Coreleoni per la loro immensa simpatia e per la grande disponibilità nel dopo show. Questa data è sicuramente da annoverare nella top ten del 2018. Alla prossima!

 

Coreleoni Set List:

1. Higher

2. Standing In The Light

3. Downtown

4. Get It While You Can

5. Fist In Your Face

6. Walk On Water

7. Firedance/Heaven And Hell

8. One Life One Soul/All I Care For

9. Let It Be

10. In The Name

11. Tell No Lies

12. Make My Day

13. Mountain Mama

14. She Goes Down

15. Ride On

16. Here Comes The Heat

bis

17. Whole Lotta Love/Immigrant Song

Coreleoni

Redeem

Underskin

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