C’era una volta due ragazzotti Mancuniani figli di immigrati irlandesi, si incontrarono per caso grazie ad amici comuni e decisero di formare un gruppo musicale (cosa diffusa all’epoca) dandosi il nome del cognome più comune nella loro nazione: Smith, al plurale Smiths. Avete capito di che band si tratta e di quanta influenza abbia avuto sul mondo Indie/rock, sia al tempo, sia in seguito. Johnny Marr è, come ben sapete, il chitarrista di codesta band, sciolta dopo soli quattro, superbi, album. Il nostro non ha mai smesso di fare musica sia da solita che con altri progetti, leggi Electronic, insieme ad altri musicisti sempre di altissimo livello, leggi Bernard Summer (New Order).

 

Quindi, data imperdibile quella di ieri sera (29 novembre), per i fan della band di Manchester e per la prolifica produzione post Morrissey. Il locale prescelto è l’ottimo Fabrique sito nella periferia est milanese,  dove si sente e si vede bene da ogni angolazione.

 

Non serve una lunga presentazione per Johnny Marr, in tournée per promuovere il nuovo lavoro “Call The Comet” dai suoni ispirati alle frequentazioni dei primi anni ottanta. Non ci resta che aspettarlo sul palco. Puntuale alle 21, orario perfetto per un concerto, le luci si spengono e i quattro musicisti fanno il loro ingresso salutati dagli applausi del numeroso pubblico presente, età media di chi ascoltava gli Smiths da adolescente. Pochi fronzoli e si parte con “The Tracers” datata 2018, poi il regalo che tutti si aspettano, il primo omaggio alle sue origini con “Bigmouth Strikes Again”, saltiamo e cantiamo con lui in coro. Seguono una serie di proposte dalla sua carriere solista che si conclude con una presentazione, in puro accento Mancuniano farcito di “..acha” alla fine di ogni parola, di “Hi Hello” nuova canzone in puro stile Smiths. Altro omaggio al passato con “The Handmaster Ritual”; saranno scelte oculate e non banali tutte le pause amarcord che decide di fare.

 

I quattro sono l’inglesismo fatto a persona: stile impeccabile – sia nel vestire sia nel presentarsi sul palco – musicisti di un grande livello dove spicca Iwan Gronow al basso (ex Haven) che sembra uscito dai The Jesus and Mary Chain. Il nostro Johnny Marr omaggia anche la parentesi Electronic con “Getting Away With It”, si gode con un altro pezzone “Last Night I Dream That Somebody Loved Me”. Mars chiede al pubblico se ci sono richieste e le risposte cadono solo due pezzi della sua prima band; lui ascolta, scherza, ma alla fine decide lui e con un grido che è un inno “the song is from Manchester!!” si torna al passato con “Get The Message” firmato Electronic. Alla fine della prima parte del concerto dopo il singolone “Easy Money” ci regala “How Soon is Now” che tutti cantano in coro, allungata e superbamente suonata.

 

Bis di quattro pezzi due suoi e gli altri dedicati al pubblico, due pietre miliari della produzione Morrissey/Marr cioè “There Is a Light That Never Goes Out” e “You Just Haven’t Earned It Yet, Baby”. Non resta che dire di aver assistito ad un bellissimo concerto, ben suonato e di aver trovato un Marr contento e ancora padrone delle sei corde, in quattro hanno creato un muro di suono eccelso senza sbavature, notevole. Un esempio per tutti anche per l’umiltà di chi ha fatto la storia della musica Inglese.

 

Set list :
The Tracers
Bigmouth Strikes Again (The Smiths song)
Jeopardy
Day In Day Out
New Dominions
Hi Hello
The Headmaster Ritual (The Smiths song)
Walk Into the Sea
Getting Away With It (Electronic song)
Hey Angel
Last Night I Dreamt That Somebody Loved Me (The Smiths song)
Spiral Cities
Get the Message (Electronic song)
Easy Money
New Town Velocity
How Soon Is Now? (The Smiths song)

Encore:
Rise
Bug
There Is a Light That Never Goes Out (The Smiths song)
You Just Haven’t Earned It Yet, Baby (The Smiths song)

 

GUARDA LE FOTO DEL CONCERTO 

Facebook Comments