METHEDRAS

The Ventriloquist

Massacre Records

Data pubblicazione: 7 Dicembre 2018

 

Quattro anni, tre cantanti ed un ritorno, quello dell’ugola prodiga, possente e calda di Claudio Facheris, sono serviti ai Methedras, colonna del thrash di nuova generazione della scena nazionale, per tornare sulle scene con il loro quinto lavoro, ‘The Ventriloquist’, full-length che segna, oltre al ritorno sugli scaffali dei negozi del quartetto bergamasco/meneghino, una rinascita stilistica, la quale, sebbene con alcune ombre ed imperfezioni, mostra ottimi spunti ed aspetti positivi che possono solo galvanizzare l’ascoltatore.

 

La miccia d’innesco viene accesa con ‘A Deal with the Devil’ (brano accompagnato dal primo videoclip della band) che, come le successive ‘Sham Knockout’ e ‘Blind’, mostra le novità principali del sound made in Methedras: impatto guidato da una compattezza chitarristica che molto deve allo swedish-death/thrash degli ultimi anni, con un senso della melodia particolare, frutto della buona amalgama tra la sessione ritmica composta dal propulsore a pelli Daniele Gotti e dal basso rombante dell’altro veterano di casa Methedras, Andrea Bochi. Buona amalgama per buoni pezzi, ben prodotti e cantati da Claudio con la consueta calda e profonda potenza che molto deve a Chuck Billy della seconda fase Testament (come una buona parte del loro sound degli esordi); tutto molto buono, però manca qualcosa, la marcia sembra non innestarsi perfettamente, come, se per raggiungere questo nuovo equilibrio, la macchina Methedras abbia dovuto perdere quella monolitica ma agile potenza che ha sempre contraddistinto la band. Il problema, forse, potrebbe essere la quasi assenza di assoli della chitarra schiacciasassi di Daniele Colombo, che appare come un machete non propriamente affilato.

 

I Methedras, però, devono essere come quelle macchine di grossa cilindrata americane degli anni ‘70, che necessitano di tempo per dare il meglio, dato che, con l’arrivo del fascio laser sulla traccia Dead Silence (e vista la copertina, credo che il riferimento al film di James Wan non sia casuale), dove tutto il nuovo approccio dinamico e di intrinseca melodia di stile swedish, offertoci nei primi tre brani, riesce a fondersi con una nuova visione del Methedras-sound, grazie ad una scrittura più cupa, articolata e feroce, ma sempre dinamica. Da qui in avanti, in effetti, è tutto un crescendo, con brani che mostrano una vivacità di riffing ed una qualità solista, da parte di Daniele Colombo, veramente da applausi, anni luce distante dalla tiepida bontà della prima parte del lavoro. ‘Fire Within’ è degna del suo titolo, con la sessione ritmica che si lancia a capofitto in una assalto distruttivo, dopo l’urlo di Claudio, con una mood (e qui si sentono delle impalpabili tastiere di tappeto) non molto distante dai Soilwork del periodo aureo, ma pregno della contorta ferocia yankee del thrash che ha sempre caratterizzato il four-piece lombardo. ‘Stab Me Again’ ed ‘Alive or Convict’ aumentano il carico di potenza ed aggressività, incrementando anche la complessità della trama che forma questa specie di arazzo meccanico ad orologeria, una sorta di gigantesco castello errante di Owl, armato come una corazzata che cannoneggia il nemico all’orizzonte, muovendosi con incredibile agilità. La stessa voce di Claudio, ora, sembra inserita ancora meglio nel tessuto sonoro dei brani, non risultando sporadicamente avulsa, come accadeva nelle prime track.

 

L’apice, però, si raggiunge con la triade finale ‘Sleepwalking’, ‘Into the Maze’ e (forse) il gioiello dell’album in questione: ‘Watch me Fall’. At the Gates e Soilwork che corrono, mutando le proprie geometrie armoniche e d’impatto con il thrash variegato e possente che gli USA ci hanno regalato negli ultimi 20 anni, vale a dire, Testament, Annihilator (i fraseggi di chitarra e gli assoli di Colombo sono da incubo distruttivo, degno di quel pazzo di Waters), Forbidden ed Overkill, il tutto sapientemente legato, amalgamato e rifinito con il personalissimo thrash dei Methedras, l’anello mancante tra il sound Bay Area ed il death americano moderno ma fluido che vede nei Lamb Of God una delle sue maggiori espressioni.

 

Sorprendente seconda parte che rialza le sorti di una album che sembrava solo buono, cosa che, dai Methedras, non ci andrebbe molto giù: per fortuna Claudio, Andrea ed i due Daniele, sono qui per prenderci a sberle thrash di alta fattura e dimostrano che questo album, pur non essendo perfetto, descrive mirabilmente la rinascita di una band di cui si ha bisogno: basta solo dar loro il tempo di scaldare i cilindri. Ready for the Slaughter? Methedras are back!

 

 

Tracklist:

1. A Deal with the Devil

2. Sham Knockout

3. Blind

4. Dead Silence

5. Fire Within

6. Stab Me Again

7. Alive or Convict

8. Sleepwalking

9. Into the Maze

10. Watch Me Fall

 

 

Line-up:

Daniele Gotti Drums

Claudio Facheris Vocals

Andrea Bochi Bass

Daniele Colombo Guitars

 

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