In questo freddo sabato sera ( 8 dicembre) tornano in Italia i Caliban, pilastri del metalcore tedesco, pronti a presentare la loro ultima fatica in studio: “Elements”. Ad accompagnarli tre band che mantengono alto il tiro dell’intera serata con la loro potenza e presenza scenica.

 

Con un leggero ritardo ecco giungere sul palco gli Sharks In Your Mouth (SIYM), band italiana nata nel 2011 che ha all’attivo un EP ed un full-lenght ed un nuovo album in arrivo preceduto dal singolo “The Covenant”. Il pubblico inizialmente è un po’ reticente, ma la presenza scenica ed il coinvolgimento della band fa sciogliere ogni timidezza. Un perfetto connubio di suoni affiancato da uno scream potente sono i tratti distintivi degli SIYM che attirano i presenti e li fanno avvicinare al palco, se pure ancora il locale non sia molto affollato. Una cover di “Lose Yourself” in onore a Marshall Mathers, aka Eminem, esalta i presenti che cantano questa hit che tutti conoscono.

 

Veloce cambio palco ed ecco che giungono i californiani Bad Omens, che nonostante siano attivi dal 2015 ed abbiano pubblicato un solo album, hanno già un grande seguito anche in Europa. Il pubblico, già più numeroso, si avvicina al palco per avere la visuale migliore della band che da subito stupisce per la potenza vocale e musicale. Nonostante la giovane età, i nostri si rivelano estremamente capaci e maturi sia musicalmente che vocalmente ed anche il pubblico apprezza la performance cantando e facendo headbanging, scatenandosi alla furia dei suoni sapientemente amalgamati tra di loro. Peccato per la scarsa interazione con i presenti che è un po’ mancata, ma che certo non ha compromesso lo show, davvero di grande impatto.

 

Alzano il tiro della serata i Lionheart, band Californiana di grande esperienza che dal 2004 ha pubblicato ben 7 album senza alcun cambio di formazione. Del pubblico presente, in molti sono i fan di questa band accorsi sotto al palco per cantare a squarciagola. L’interazione con il pubblico resta il punto forte dell’intera performance che coinvolge dal primo all’ultimo istante senza mai eccedere e senza mai stancare. I Lionheart stupiscono per il loro particolare sound che unisce diversi stili musicali, un heavy hardcore influenzato dall’hardcore punk e dal 2-step che fa di ogni canzone una vera chicca. La band sul palco si diverte molto, si nota l’affiatamento che intercorre tra i cinque membri che scherzano tra loro e con il pubblico rendendo il tutto quasi intimo; è come essere in una grande famiglia. Il frontman Rob Watson coinvolge i presenti in modo simpatico e sugli ultimi pezzi fa un bagno si folla affacciandosi dalle transenne e circondandosi di persone che alla platea cantano insieme a lui. Nelle battute finali la band fa un piccolo omaggio ai Beastie Boys ed alla loro “(You Gotta) Fight For Your Right (To Party)”, mentre viene presentato ogni singolo membro. Una vera e propria bomba, ed un ottimo preambolo per ciò che ci attende con l’ultima band!

 

Ed ecco che sul palco arrivano i Caliban, headliner della serata, tanto attesi dal pubblico presente che ora ha riempito buona parte del locale. Con 10 album all’attivo ed un seguito molto grande, la band tedesca sta presentando il nuovo lavoro in studio che ha formato nei fan pareri contrastanti. La carica adrenalinica che i nostri sprigionano sul palco è palpabile, il pubblico è scatenato ed oltre a fare headbanging crea mosh-pit e canta a gran voce. L’atmosfera si scalda ed anche il frontman Andy Dörner dà il via a circle-pit e wall of death preso subito in parola dai coraggiosi presenti che si lasciano trascinare in quest’onda di adrenalina. Non molti pezzi dell’ultimo album sono stati performati, ma i classici come “Memorial” e “Paralyzed” hanno accontentato tutti i fan di vecchia data ed i presenti che ne sono stati entusiasti.

 

Per problemi tecnici i Caliban hanno dovuto accorciare la scaletta della serata concludendo il live prima del tempo, ma il pubblico non ancora soddisfatto chiama la band a gran voce senza lasciare le loro postazioni. E dopo pochi minuti ecco che i nostri tornano sul palco per l’ultimo pezzo, ringraziando i presenti che ora sono ancora più carichi. La conclusiva “Noting Is Forever” termina questa serata all’insegna del metal, intensa e furente che ha sicuramente lasciato un segno in tutti i presenti.

Facebook Comments