Il Maryland è un piccolo stato che si affaccia sull’oceano Atlantico stretto tra la ben più famosa Virginia ed il New Jersey  dove gli Italo-Americani comandano). Un posto pieno di fiumi e fiumiciattoli noto per Baltimora ed il suo porto, per aver dato i natali all’inno USA e per i CLUTCH. Questa band, nata in un paesino chiamato Germantown, (o meglio, i componenti andavano tutti nella stessa scuola superiore di questa cittadina)  è riuscita, con il loro Blues-Rock/ Hard-Rock di gran qualità, a farsi scoprire e diventare nota, più o meno, a livello mondiale. Non delle superstar, non un gruppo da milioni di dischi ma coerente, sincero e sicuramente divertente da ascoltare.

 

Dal 1990 portano in giro il loro potente sound, riconoscibile per la graffiante voce di Neil Fallon, carismatico leader del quartetto Americano. Insomma, niente fronzoli ma sostanza, questa è la formula dei CLUTCH. Attivi -come si diceva- dal 1990  e con ben dodici album all’attivo. Nel 2018 l’ultimo nato, a settembre, “Book of Bad Decision” è quasi un’ora di potente musica ben accolta dalla critica.

 

Il Fabrique di Milano è il locale che ospita la band, una bella sfida, vista la dimensione del locale, vedremo a breve se il pubblico risponderà alla chiamata. Come supporter due Band formate entrambe da soli due componenti (scusate la ripetizione) , i Francesi The Insperctor Cluzo ed i Tedeschi The Picturebooks, questi ultimi anche appassionati e possessori di moto nonché Skaters, insomma un bel mix.

 

Trovare due scalette uguali ad un concerto dei CLUTCH è davvero difficile, per cui aspettarsi questa o quella canzone diventa una speranza vana. La risposta del pubblico c’è stata in maniera sufficiente da riempire la prima parte del locale, lontanissimi dal sold-out registrato in altre date ma comunque una buona accoglienza. Parterre di appassionati rockettari, dal metal all’Hard-Rock più classico; molte felpe o giacche con il marchio di un produttore di moto Made in USA.

 

In orario da scaletta, il via alle danze è dato dalla bella “Weird Time”, poi subito una song dal nuovo lavoro “A Good Fire” ad infiammare la folla. Inizio al fulmicotone che prosegue con due ‘classici’: “Sucker for The Witch”“Earth Rocker”. Ritmo e potenza suonati con disinvoltura, sembra che questa sera la band voglia dare molto spazio al nuovo disco, infatti, quasi tutte le canzoni dell’album vengono eseguite a promozione dello stesso. Insomma poco spazio per i classici che però non mancano del tutto come la recente  “A Quick Death In Texas”“The Face”. I quattro capitanati dal gesticolante e barbuto Neil convincono e soddisfano, ormai super collaudati non sbagliano nulla. Molto composti e impassibili Tim alle sei corde e Dan al basso restano concentrati sugli strumenti, l’unico che interagisce e si muove sul palco è il frontman con una t-shirt dove campeggia la scritta “nostromo” a ribadire che tiene il timone.

 

Si arriva al Bis dopo un’oretta di live. Bis che, finalmente, parte con una desiderata ed acclamata dai presenti “Electric Worry” ed il suo ritornello cantato da tutti in coro “Vamonos Vamonos”, chiudono con “How To Shake Hands” sempre da “Book Of Bad Decisions”.

 

Un’ora e mezza di puro Hard-Rock/Stoner confezionato benissimo. Neil saluta augurandoci un felice anno nuovo, e che davvero lo sia. Tutto bene, ma, un paio di Hit in più ce le potevano regalare, sono mancate “X-Ray Vision” e “Burning Beard”, sarebbe stato bello sentire anche la lenta ma bellissima “Gone Cold”. Sarà per la prossima volta, si spera. In ogni caso un bel concerto.

 

 

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