Sembra che il buon ex cantante degli storici Queensrÿche, Geoff Tate, ci abbia preso gusto a tornare nelle nostra penisola. Dopo gli show al Music Live di Trezzo con gli Angra e al Luppolo in Rock in quel di Cremona (con i Primal Fear), si aggiunge questa unica data italiana da headliner. La cornice è il Teatro Carignano, situato in pieno centro proprio sotto la Parrocchia del Sacro Cuore e San Giacomo, che ultimamente sta ospitando concerti di livello sempre più alto (Mastercastle e Wonderworld). In più in apertura abbiamo due interessantissime band come Dark Ages (italianissimi e rinomato nome dell’underground nostrano) e Till Death Do Us Part (capitanati da Emily Tate, figlia di Geoff).

 

Sono proprio i veronesi Dark Ages a dare inizio a questa splendida serata. Il loro prog rock a tinte metal ricorda per sonorità i Dream Theater del primo lavoro e per certe soluzioni adottate gli Shadow Gallery. Del nucleo originale è rimasto solo il chitarrista Simone Calcionari, mastermind della band dalla fine degli anni 80, gli altri musicisti coinvolti nel progetto possiedono una tecnica invidiabile e riescono a riproporre le complesse trame delle song alla perfezione. In più il “nuovo” cantante Roberto Roverselli (entrato il formazione con l’ultimo “A Closer Look”) impreziosisce tutte le composizione col suo timbro caldo ed espressivo. Ottima prova con 40 minuti di tecnica e feeling, bravissimi.

 

Come detto i Till Death Do Us Part sono la band della figlia di Tate. Ad essa si aggiungono Kieran Robertson e Jack Ross (due autentici animali da palco) che poi suoneranno anche più tardi con Geoff. La proposta musicale della band è piuttosto difficile da digerire in quanto esula dal tema della serata. Certe volte pesantissimi, certe altre più eterei, riescono a coniugare le loro due anime grazie alla preparazione dei musicisti e alla loro presenza scenica. Emily cerca la teatralità nelle sue movenze (come Geoff insegna), ma di strada da percorrere ne ha ancora molta. Anche la voce ha convinto ad intervalli, meglio sulle parti atmosferiche meno sulle parti più dure. Alla fine il loro metal alternativo, che si barcamena tra il gothic e il dark, ci colpisce con “We Killed Romance” e “Watch Me Burn”, highlights di una buona prestazione. Band da rivedere, magari in contesto diverso.

 

Sono le 22 e 30 e l’attesa per Geoff Tate e la sua band Operation: Mindcrime si fa tangibile. Nel frattempo il pubblico è aumentato in maniera incredibile fugando ogni possibile preoccupazione sull’affluenza. In effetti la venue è stracolma e costituisce un colpo d’occhio notevole. Meno male che Genova è riuscita a dimostrare che, pur non essendo la classica location per concerti, possiede ancora tanti appassionati disposti ad affrontare una serata gelida per godersi un concerto di questa caratura.

 

Come nelle precedenti date viene resa gloria a “Operation Mindcrime”, masterpiece che ha proiettato i Queensrÿche nell’Olimpo dei grandi. Partendo da “I Remember Now” fino alla conclusiva “Eyes Of A Stranger” la band di Geoff Tate ha rovesciato sul pubblico (caloroso e perenne adorazione) una prestazione di altissimo livello. Scott Moughton, Jack Ross e Bruno Sa (già visto all’opera con gli Angra) sono tre chitarristi eccezionali (Sa anche alle tastiere), la sezione ritmica formata da Kieran Robertson e Edu Cominato (già all’opera con Tempestt e S.O.TO.) è deflagrante. Specialmente Edu è un vero e proprio portento. Con il suo impeto e la sua precisione è il vero motore che alimenta tutti i brani della band. Scivolano quindi via “Anarchy X”, “Revolution Calling”, “Spreading The Disease” e “Suite Sister Mary” (con Emily nel ruolo ricoperto in passato da Pamela Moore) sempre seguite da un nugolo di applausi sempre crescenti. Geoff dal canto suo ci ha deliziato con una performance da standing ovation, dove ci ha deliziato, oltre alla sua inarrivabile ugola, con la sua sontuosa teatralità, che da più di 30 lo ha reso uno tra i frontmen migliori di tutti i tempi. “I Don’t Believe In Love” e la finale “Eyes Of A Stranger” poi, sono i picchi di un concerto dall’alto coefficiente emotivo e la loro riproposizione ha fatto tremare le pareti del teatro. Ma non finisce qua. I 4 bis, tutti estratti da “Empire”, ci regalano gli ultimi venti minuti di grande esaltazione con una “Best I Can” mirabolante, una “Silent Lucidity” da brividi e l’accoppiata conclusiva “Empire”, “Jet City Women” che letteralmente fa esplodere la venue.

 

Si conclude col botto questa indimenticabile kermesse, che definire riuscita è riduttivo. Band superbe, pubblico numeroso e rumoroso e organizzazione impeccabile sono i stati i punti cardine di questo show. In più la venue ha dimostrato di essere all’altezza di spettacoli di questa portata e speriamo vivamente che se ne possano ripresentare a breve. Non ci resta che ringraziare la Truck Me Hard, la Cornucopia Live e la Black Widow Records per aver reso possibile questo evento e per averlo realizzato da veri professionisti. Genova ha risposto presente e i Geoff Tate’s Operation Mindcrime l’hanno ripagata con gli interessi. Alla prossima!

 

Set List:

1. I Remember Now

2. Anarchy X

3. Revolution Calling

4. Operation: Mindcrime

5. Speak

6. Spreading The Disease

7. The Mission

8. Suite Sister Mary

9. The Needle Lies

10. Electric Requiem

11. Breaking The Silence

12. I Don’t Believe In Love

13. Waiting For 22

14. My Empty Room

15. Eyes Of A Stranger

Bis

16. Best I Can

17. Silent Lucidity

18. Empire

Operation Mindcrime

Till Death Do Us Apart

Dark Ages

Facebook Comments