FUROR GALLICO

Dusk of the Ages

Scarlet Records

Data pubblicazione: 18 Gennaio 2019

 

 

La musica è veramente all’avanguardia quando ci mostra l’attualità del passato e della tradizione. Non stiamo iniziando un trattato o una dissertazione di musicologia folk contestualizzata nelle nuove tendenze ma, molto più semplicemente, stiamo parlando, da ascoltatori e da metallari, del nuovo lavoro di uno dei fiori all’occhiello del folk metal italiano, i lombardi Furor Gallico, che con questo ‘Dusk of the Ages’, se non vergano il loro capolavoro definitivo, di certo danno vita a quello che è il più bel disco della loro carriera e, quasi certamente, una delle migliori release di metal italiano degli ultimi anni.

 

L’evocativa intro ‘Passage to a New Life’, ci traghetta fino alle prime note della prima vera track ‘The Phoenix’ (morte e rinascita, tema carissimo alla band folk-metal italiana che pesca a piene mani nel retaggio celtico-gallico delle loro zone), e subito notiamo la splendida amalgama che le differenti influenze generatrici del Furor Gallico-sound hanno raggiunto nel corso degli anni: swedish-death, black, death, folk, metal classico ed epico; colori su una tavolozza che vanno ad infrangersi sulla tela del talento e della sensibilità del five-piece italiano, che raggiunge il climax artistico negli assolo di Gabriel e nel duello vocale tra clean maschili e femminili e nel growl di Davide. ‘Waterstrings’, con l’incipit della splendida voce femminile, ci guida nel più profondo folk-celtico, unito ad una potenza epic avvolgente ed affascinante, come le nebbie della brughiera e dei boschi, come viene poi cantato nella successiva ‘Nebbia della mia Terra’, primo brano in italiano del disco.

 

Chitarre guerriere, l’arpa celtica di Becky che colpisce l’anima come le gocce della bruma imperlano il volto di antichi viandanti, batteria pulsante ma non monotono, animata dal fabbro Mirko, strumenti a fiato e violini per qualcosa che è magia, una sorta di Loreena McKennit più Blind Guardian più Eluveitie: un incendiario ed arcano incanto con la sola pecca dell’uso dell’italiano per le voci growl, che sembrano non essere qui (ma in un po’ tutti i brani) per la nostra lingua madre.

 

Discorso completamente diverso per le clean-vocal di questo brano straordinario ma anche delle altre track in lingua dantesca come la sublime ‘Canto d’Inverno’, dove i migliori Skyclad vengono reinterpretati, digeriti e fatti rinascere nella personalità di una band che ha carisma da vendere: anche qui, la voce di Davide, doppiato dalle female-vocal, da soffio vitale a dei testi di alto valore poetico ed evocativo; vera magia lirica, non i soliti stereotipi.

 

Grazia e potenza, evocatività ed energia, danze e battaglie: tutto, in brani come ‘Aquane’, ‘The Sound of Infinity’, la title-track ‘Dusk of the Ages’ o la conclusiva e lunga (anche se la durata media di tutti i brani si attesta attorno ai 6 minuti) ‘The Gates of Annwn’, sigillo finale mirabile per un album che vede anche nella produzione, un tocco, una cura ed una personalità forte: suoni elettrici potenti, moderni ma mai fuori contesto o che soffochino quelli acustici o gli intrecci vocali, aspetto dell’anima corale che non cancella l’individualità. L’Uno che è il Tutto ed il Tutto che è l’Uno, per una band che sfiora, con questo disco, il capolavoro, non fosse per qualche sbavatura (come già detto) nella scelta degli accostamenti tra stili vocali ed idiomi (ed anche una leggera critica al chitarrista Gabriel per il suo inglese non perfetto, inerente alle backing-vocal in pulito….ma sono peccati veniale).

 

Il resto è solo tripudio, fuoco, passione, magia, arte e speranza, perché questo disco parla proprio di questo: speranza non solo per il Metal o la musica, ma per tutto. Speranza che il passato non sia cenere morta da osservare in un museo o dimenticare, ma anima viva per costruire il futuro. L’Inverno non è mai stato così splendente e caldo. Bravissimi.

 

 

Tracklist:

1. Passage to a New Life

2. The Phoenix

3. Waterstrings

4. Nebbia della mia terra

5. Canto d’inverno

6. Starpath

7. Aquane

8. The Sound of Infinity

9. Dusk of the Ages

10. The Gates of Annwn

 

 

Line-up:

Davide: Growl, Scream and Clean Vocals

Gabriel: Guitar and Backing Vocals

Marco: Bass

Mirko: Drum

Becky: Celtic Harp

 

 

Link:

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