Sembra proprio che gli storici Uriah Heep stiano vivendo una seconda giovinezza. Dopo aver dato alle stampe il loro nuovo superlativo album tramite Frontiers Music (“Livin’ The Dream”, settembre 2018) la storica band inglese capitanata da Mick Box e dall’istrionico e superlativo singer Bernie Shaw si è presentata al pubblico italiano in perfetto spolvero. Se poi pensiamo che il loro primo album risale al 1970 (“Very ‘eavy Very ‘umble) e che, a differenza di molti, non abbiamo mai dichiarato un farewell tour, non si può che lodare la loro longevità artistica. Longevità sempre accompagnata da produzioni di altissimo livello e da live act infuocati. Rimane un mistero perché non siano mai stati messi sullo stesso piano di band come Deep Purple, Led Zeppelin o Black Sabbath. Questa data al Live Music Club di Trezzo Sull’Adda è la quarta e ultima data italiana del loro tour nella nostra penisola e a giudicare dall’ottima affluenza di pubblico deve essere stato particolarmente soddisfacente per la band inglese.

 

Ad accompagnare il gruppo albionico troviamo gli interessanti Exsom, band proveniente dalla vicina Svizzera e attiva già da qualche anno. Alla casella album troviamo solo un ep (“Roundtrip” uscito nel 2017), mentre dal lato squisitamente musicale ci troviamo davanti ad un heavy metal moderno sicuramente influenzato dal taglio U.S.A. Le armi a disposizione degli Exsom sono il cantato di Stefano Dell’Ava, dotato di una voce potente e particolarmente valida sui registri più alti, una sezione ritmica tritaossa e il perfetto affiatamento delle 6 corde (taglienti ed incisive). Quello che forse manca è un’identità ben precisa dei brani. Si fatica infatti a tenere impresse nella mente le intricate trame strumentali, tanto che il brano che tutti ricorderemo sarà la cover di “Children” di Robert Miles. Oltre a questo, gli altri highlights sono “I Scream You Bleed” e l’atteggiamento on stage. Bravi, anche se il loro genere musicale è risultato fuori contesto. Aspettiamo il loro full lenght, previsto per questa primavera, e avremo un’idea più precisa.

 

 

Mancano 5 minuti alle ore 22.00 e allo spegnersi delle luci la sala del Live Music Club tributa il primo dei boati che accompagneranno gli Uriah Heep durante la serata. “Grazed By Heaven” irrompe come un fiume in piena investendoci senza pietà. La coesione, la potenza e la grinta del gruppo sono sempre le stesse. Mick Box è il solito mago e le sue caratteristiche mosse (unite al suono della sua chitarra) lo rendono unico. Russel Gilbrook è una forza della natura dietro le pelli, Davey Rimmer è scenico e preciso, Phil Lanzon è un vero maestro dietro le tastiere. A completare il tutto ci pensa Bernie Shaw che, con la sua ugola e il suo atteggiamento on stage, si conferma ancora una volta frontman di razza. La setlist è incentrata sull’ultimo capolavoro “Living The Dream” (dal quale sono estratti 6 pezzi) e, naturalmente, sui loro grandi classici.

 

Delle nuove canzoni colpiscono “Take Away My Soul” (da mozzare il fiato con la sua carica), la splendida ballad “Water Flowin’” (da brividi grazie alla perfetta interazione delle voci nei cori) e la bellissima “Rocks In The Road”. La sala dimostra di gradire il nuovo materiale e molti conoscono già le canzoni a memoria. Il numero di applausi aumenta a dismisura nei classici, ma questa è una cosa naturale. “Too Scared To Run” (estratta dallo splendido “Abominog”, 1982) è da incorniciare e tramandare ai posteri grazie all’enfasi con la quale è eseguita, “Gipsy” incanta ancora una volta con il suo solo di hammond, “Look At Yourself” è pura seduzione con l’intermezzo solista di Gilbrook e Rimmer, infine “Lady In Black”, con il suo pathos, soggioga completamente il pubblico rendendolo parte integrante dello show. I cori della sala proseguono fino al ritorno degli Uriah Heep sul palco per le due ultime perle. “Sunrise” e “Easy Livin’” chiudono in maniera pirotecnica uno spettacolo che tutti i partecipanti non riusciranno mai a dimenticare.

 

La classe di questi signori (ricordiamo che Mick Box è un classe 47 e Shaw un 56) ha letteralmente fatto esplodere il folto pubblico pubblico presente regalando l’ennesima prestazione fatta di cuore, anima e sudore, confermando che gli Uriah Heep sono di fatto una delle migliori live band della storia. Dopotutto, il detto che recita “il vino invecchiando migliora” si sposa perfettamente con quello a cui abbiamo assistito questa sera.

 

Non ci resta che ringraziare il Live Music Club, la Shining Production e la Vertigo Hard Sounds per aver organizzato questa impareggiabile serata, e augurare ancora una lunga vita agli Uriah Heep.

 

 

Set List:

1. Grazed By Heaven

2. Return To Fantasy

3. Living The Dream

4. Too Scared To Run

5. Take Away My Soul

6. Knocking At My Door

7. Rainbow Demon

8. Water Flowin’

9. Rocks In The Road

10. Gipsy

11. Look At Yourself

12. July Morning

13. Lady In Black

Bis

14. Sunrise

15. Easy Livin’

 

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