OVERKILL

Wings of War

Nuclear Blast Records

Data pubblicazione: 22 Febbraio 2019

 

 

Se è vero che, nel periodo centrale della loro ormai quarantennale carriera, gli Overkill avevano il difetto di alternare album stratosferici a passi falsi veramente incomprensibili, adesso, invece, ci si trova di fronte ad una band colonna del thrash East-Coast school (quello un po’ più power-U.S.-oriented) che è anche una garanzia….e che garanzia!

 

Da ‘Ironbound’ (2010) in avanti, la formazione di New York City non solo non ha più sbagliato un colpo, ma è sempre andata in crescendo qualitativo, centrando, con questa loro ultima fatica (la numero 19!), quello che si può definire un album fondamentale, ce non sfigurerebbe di fianco ai grandi capolavori ‘Feel the Fire’, ‘Under the Influence’ o ‘The Years of Decay’.

 

‘Wings of War’ e titolo migliore non ci poteva essere per un album che sintetizza tutte le migliori caratteristiche che la ditta di distruzione artistica Blitz, Verni&Co. ha impiegato per forgiare i loro album in questi 39 di furia e velocità thrash metal. In effetti, bastano le prime 4 tracce di questo letale e veloce ordigno di distruzione armonica: ‘Last Man Standing’ e ‘Believe in the Fight’ che sono un proiettile che dichiara guerra al mondo, con riff veloci ed intricati, batteria iper-dinamica in doppia cassa battente, assoli vorticosi ed il vetriolo della voce di Blitz (come sempre, autore di una prestazione incendiaria….come faccia, non lo si sa!) che dichiara guerra su un campo di battaglia che sembra la L.A. di Terminator, ma con lampi di melodia epica e guerriera; complementariamente, ‘Head of a Pain’ e ‘Bat Shit Crazy’ (un nome in pieno stile ironia Overkill), sono mid-tempo spaccaossa, pieni di imperioso e melodico senso battagliero, una vera marcia militare per sfidare le armate di una Mordor cyberpunk.

 

La caratteristica fondamentale dello splendido impasto compositivo e sonoro di questo ‘Wings of War’, che si evince anche dall’intro e dal drammatico pezzo ‘Distortion’, è l’unione di aspetti come la cupezza di flavor quasi post-apocalittico, unito alla dinamica, alla varietà ed alla violenza melodica degli Overkill, dove tempi medi da marcia bellica, si uniscono ad assalti ad altissima velocità, il tutto reso dall’operato e dal songwriting da chitarre che infiammano con il riffing (Derek Tailer) e lanciano verso la carica all’assalto delle prime linee di assoli pieni di elettrizzante velocità e melodie catchy (Dave Linsk).

 

A dettare il tempo giusto, però, c’è quel ferocissimo motore da Mustang Cobra che è la sessione ritmica del five-piece della East-Coast: premiata ditta D.D. Verni, con il suo socio e qui, fautore di una prestazione maiuscola, Jason Bittner, il quale dietro le pelli e la doppia cassa, toglie il fiato e ci porta in drifting a 200 MpH, come nella vorticosa ‘A Mother’s Prayer’: thrash metal dal gusto power americano e con la sporca classe dei Motörhead (che ritorna esplosivamente nell’incipit di ‘Welcome to the Garden State’, dedica sui generis al New Jersey), tanto da candidare questa traccia al premio quale miglior brano del lavoro.

 

Splendida e altro punto di forza di questo lavoro da caricare sul lettore e goderselo tutto d’un fiato, lasciando liberi rabbia, incubi ed adrenalina, la produzione che è si moderna e potente ma non eccessivamente compressa, cosa che permette di godere di tutte le variazioni del songwriting e che lascia ai brani tutta la loro intrinseca velocità ed una dinamica incendiaria, anche nei mid-tempo più catchy ed epici, come ‘Where Few Dare to Walk’, pezzo inquietante e creepy dove Bobby Blitz mostra ancora una volta quanto unica, folle ed espressiva sia la sua voce alla lama di rasoio, che si esalta nelle due brucianti frecce a MAC 5, ‘Out on the Road-Kill’ e ‘Hole in my Soul’, sigilli assoluti di una titanica poetica del thrash metal, il lirismo drammatico a velocità supersonica.

 

Saltate sulla macchina, infilate casco e guanti, dite al vostro mitragliere di coda di stare attento agli Star Destroyer che vi seguiranno dal cielo e via, sulle autostrade di un mondo cupo, distrutto ma non morto, pronti per far vedere alle macchine quanto gli organici venderanno cara la pelle, perché questi, signori, sono gli Overkill, i padroni del thrash epico dell’asfalto e del cemento e ‘Wings of War’ è un disco che vi attraverserà l’anima come un .357, per spedirvi in battaglia. Blast-off!

 

 

 

Tracklist:

1. Last Man Standing

2. Believe in the Fight

3. Head of a Pin

4. Bat Shit Crazy

5. Distortion

6. A Mother’s Prayer

7. Welcome to the Garden State

8. Where Few Dare to Walk

9. Out on the Road-Kill

10. Hole in My Soul

 

 

Line-up:

D.D. Verni Bass, Vocals

Bobby “Blitz” Ellsworth Vocals

Dave Linsk Guitars (lead)

Derek “The Skull” Tailer Guitars (rhythm)

Jason Bittner Drums

 

Link:

www.wreckingcrew.com
www.facebook.com/overkillwreckingcrew

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