BURNING RAIN

Face The Music

Frontiers Music Srl

Release Date : 22 Marzo 2019

 

 

Finalmente arriva il tanto agognato quarto full lenght dei Burning Rain. Lo splendido chitarrista Doug Aldrich, dopo aver prestato la sua opera per Ronnie James Dio, aver contribuito alla rinascita artistica degli Whitesnake, prodotto nel corso degli anni album meravigliosi con band indimenticabili (Hurricane, Bad Moon Rising, Lion e Revolution Saints) e aver inserito quel groove mostruoso che adesso possiedono i The Dead Daisies, ci regala l’ennesima perla di Hard rock (si, con la H maiuscola). Affiancato sempre dall’istrionico e straordinario singer (al secolo Keith St. John), il buon Doug ha tirato fuori l’ennesimo capolavoro della sua scintillante carriera. In più il potersi avvalere di due straordinari musicisti del calibro di Blas Elias (Slaughter) e Brad Lung (Y&T) ha certamente elevato esponenzialmente il valore di “Face The Music”.

 

Con “Revolution” si ha già la sensazione di trovarsi davanti un gran disco. Il riff potente è uno di quelli che ti si piazzano direttamente in testa, tipicamente nello stile di Doug Aldrich. “Lorelei” prosegue il discorso. Oscura e pesante, ci riporta in mente i The Dead Daisies con una dose di Aerosmith. In più il cantato di Keith dona profondità al pezzo, facendo trasparire l’epicità intrinseca della canzone. “Nasty Hustle” è il brano perfetto per essere eseguito dal vivo, tirata e dotata di un refrain ruffiano il giusto. Se vogliamo cercare il pelo nell’uovo, il riff di chitarra è molto simile a quello di “Get What You Need” (su “Good To Be Bad” degli Whitesnake), ma essendo state scritte dalla stessa penna è quasi normale. “Midnight Train” è il singolone con relativo video tipico dei Burning Rain, dove ogni nota trasuda passione, calore e sangue. In effetti questa song è perfetta, melodica quanto basta, ma con due attributi grossi come palle da basket.

 

Ci si rilassa con la ballad “Shelter”, dove l’anima blues si coniuga in maniera celestiale con la dolcezza e la malinconia, dimostrando che solo i grandi artisti riescono a trasmettere pure emozioni. La title track “Face The Music” è Whitesnake al 100% e non avrebbe stonato in un capolavoro come “Forevermore”. Se volessimo poi trovare una canzone che rappresenti l’hard rock nel 2019, la nostra scelta cadrebbe senza ombra di dubbio su “Beautiful Road”. Riff, melodia, groove, ritornello e assolo si incastrano impeccabilmente, andando a creare una delle loro migliori composizioni. La successiva “Hit And Run” non è da meno, con il suo power blues. Mostruosa nel suo incedere ti inchioda alla sedia lasciandoci senza respiro. Classe e musicalità con “If It’s Love” (molto soft e intimista) si contrappongono alla più sbarazzina e ritmata “Hideaway”. La zeppelliniana “Since I’m Loving You”, con il suo carico di hard rock fumante, chiude il cd aggiungendo ulteriore pathos.

 

Con “Face The Music” la band americana dimostra di essere di un’altra categoria. Non si tratta solo di hard rock, non si tratta solo di scrivere canzoni. Quello che scaturisce dal disco è pura passione e grande creatività. Non c’è nessuna pretesa di inventare chissà che, nessuna velleità di essere per forza la new sensation sul mercato. A loro basta affondare le radici nei seventies e tirare fuori dal cuore e dall’anima quello che hanno dentro. Doug, Keith, Blas e Brad hanno focalizzato la loro strada e nessuno riuscirà a fermarli. I Burning Rain sono tornati e l’hanno fatto nel migliore dei modi.

 

 

Tracklist

1. Revolution

2. Lorelei

3. Nasty Hustle

4. Midnight Train

5. Shelter

6. Face The Music

7. Beautiful Road

8. Hit And Run

9. If It’s Love

10. Hideaway

11. Since I’m Loving You

 

 

Line Up

Doug Aldrich – chitarra

Keith St. John – voce

Brad Lang – basso

Blas Elias – batteria

 

 

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