SHIP OF THESEUS

The Paradox

Punishment 18 Records

Data Pubblicazione: 29 Marzo 2019

 

 

La libertà espressiva è uno dei cardini del metal ma, soprattutto quando si parla di progressive metal (o di progressive in generale), questo concetto dovrebbe essere una ‘conditio sine qua non’ e non l’ennesima adesione pedissequa a stilemi costantemente sfruttati o, peggio ancora, ‘eseguiti’ meccanicamente.

 

Per nostra fortuna esistono (ed in Italia non sono poche) band come gli Ship of Theseus, un super-gruppo (come si sarebbe detto una volta) che vede componenti di Vision of Atlantis, Extrema, Tystnaden e Temperance, dare vita a questo ‘The Paradox’, un piccolo gioiello nato in una fucina di creatività e libertà metallica; un piccolo gioiello dalla devastante e letale bellezza.

 

Dopo l’intro che porta il titolo di questo debutto, si parte con l’accoppiata ‘Reborn’ e ‘Time has Come’, due brani possenti, cupi, elaborati ma anche dalla melodia introspettiva e romantica che ci riporta alla mente i migliori Labirynth, Athena, DGM ed Empiryos (per rimanere in Italia), oltre che alle elaborate ma mai stucchevoli articolazioni di songwriting di gruppi come Vanden Plas, Devin Townsend Project e Threshold; è, però, con ‘Hear me Out’ (singolo estratto dall’album, di cui è disponibile anche il video), che gli Ship of Theseus inseriscono la marcia in più, mostrando la perfetta amalgama che influenze quali Sieges Even, Ark, Shadow Gallery e Magellan, oltre che esaltanti durezze alla Nevermore ed Alterbridge (è vero: c’è molta carne al fuoco…ma i cuochi sono in gamba), esplodono attraverso l’operato delle chitarre di Marco Cardona ed Alessandro Galliera e la voce di Michele Gautioli, esplosiva, duttile, teatrale, in grado di accarezzare come una brezza primaverile, tagliare come una katana o esplodere come un tuono, proprio come nella stupenda ‘Blue’ (doppiata da una perfetta aggiunta di seconda voce femminile), dove la grazia del cantato è supportato da riff possenti e monumentali alla Nevermore/Communic e sorretto da tempi stoppati dettati dalla ‘macchina cronica’ di Paolo Crimi.

 

Durezze, virtuosismi, introspezioni, esplosioni emotive, architetture matematiche, il tutto unito a groove e passione, come nei passaggi di basso di Giorgio Terenziani, il sangue che scorre nelle carni transorganiche di questo castello errante di sogni che un momento corre sulle rotaie notturne di ‘Suspended’, dove emergono sia i Dream Thater di Train of Thughts (magistrale il drumming di Paolo), per deflagrare nelle melodie cerebral-orientaleggianti alla Devin Townsend di ‘Like a Butterfly’, con un Michele Guatioli sinistro, ambiguo ed imprevedibile nel suo essere brutalmente etereo.

 

La semi-acustica e intimista ballad ‘The Promise’, tutt’altro che scontata e banale, ci trascina in parti del giorno vicine alla 25esima ora, per poi rigettarci nel turbine visionario ed emotivo dipinto dai virtuosismi delle due asce chitarristiche di ‘Reflections in the Mirror’, brano di violenta poesia che ha l’andamento imprevedibile proprio dei sogni, proprio come le tastiere di ‘The Cage’ sembrano portare avanti, per poi tradursi, immediatamente in un brano epico, guerriero e cerebrale, al limite tra Devin Townsend, Wolverine e primissimi Dream Theater. Qui, da padroni la fanno ancora una volta le chitarre di Cadorna e Galiera, che si sfidano con la batteria di Crimi, sfida protratta nella successiva ‘Ending’ dove l’anima melodica degli Alter Bridge si fonde alle durezze evocative degli Shadow Gallery più recenti, prima dell’outro ‘Ending’ e della bonus-track o, in questo caso, bonus-bis di ‘Time Has Come’, eseguita con un certo Gregg Bissonette dietro le pelli (per chi non lo conoscesse……e stiamo facendo del sarcasmo, batterista di David Lee Roth, Joe Satriani, Toto); particolare esperimento per mostrare la differenza che che si può dare al mood di un brano, mettendo un drummer dallo stile diverso (con annesso mini-assolo centrale di Bissonette).

 

Belle entrambe, ma Crimi, ovviamente, è quello che meglio s’inserisce nel mood generale del disco, un disco assolutamente da ascoltare per liberare emozioni, pensieri e sogni, nei cambi di battaglia onirici e nelle tregue alla luce del sole.

 

Una nuova nave è salpata e veleggia veloce verso lidi inesplorati ed affascinanti: tutti a bordo, perché ci porterà molto, molto lontano. Da avere.

 

Tracklist:

“The Paradox” tracklist:

01. The Paradox
02. Reborn
03. Time Has Come
04. Hear Me Out
05. Blue
06. Suspended
07. Like a Butterfly
08. The Promise
09. Reflections In The Mirror
10. The Cage
11. Wounded
12. Ending
13. Time Has Come (feat Gregg Bissonette)

 

Line Up 

Michele Guaitoli- Voce
Marco Cardona- Guitar
Alessandro Galliera- Guitar
Giorgio Terenziani- Bass
Paolo Crimi- Drums

 

Link:

www.facebook.com/ShipOfTheseusOfficial

 

Guest musicians:

 

Gregg Bissonette: drums on Track ‘Time has come’

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