OVERKIND

Acheron

Andromeda Relix

Release date: 29 febbraio 2019

 

 

 

Gli OverKind sono un progetto veronese nato a metà del 2016 che porta in sè parte dei Fatal Destiny, dalla spiccata propensione al Prog, quindi, con elevate doti compositive e strumentali. L’idea che propongono con il loro primo album “Acheron” è una rivisitazione volta alla modernità musicale ispirata ad una delle opere letterarie più note al mondo, la Divina Commedia.

 

Esattamente come nella Divina Commedia le ambientazioni sono differenti e variegate, aspetto che il quartetto definisce e delinea con strutture melodiche ed armonie nettamente contrapposte in alcuni casi.

 

In avvio sembra di solcare le dolci acque di un fiume, il fiume dell’inferno ossia “Acheron”. Subito un aggressivo riffaggio di chitarra detta il ritmo incalzante e deciso, supportata da un basso pieno ed incisivo. Una classica struttura Prog Metal alla Dream Theater, con la parte vocale chiara ed in prima linea, senza disdegnare il supporto corale nel ritornello. I cambi di tempo sono all’ordine della strofa e l’assolo non lascia alcun dubbio: siamo di fronte ad artisti che hanno un tiro non da poco. Rimaniamo aggrappati a granitici giri di note con “Love Lies”, performance vocali spinte a note di ottave su e galoppate in stile Metal molto chic per poi affievolire i toni e farsi cullare da un brano tutta melodia come “Cerberus”. Il cagnolone, più che tre teste pericolose offre una versione più da Ballad della band che dimostra nuovamente di spaziare su vari aspetti musicali senza paura e con passo sicuro. L’ottimizzazione melodica è eccellente, esattamente come la scelta dei suoni usati dalla chitarra di Richie Castelletti e dal basso di Filippo Zamboni.

 

Il quarto cerchio del viaggio, “Circle IV”, è un’interlude solo strumentale dolce, tutt’altro che avaro come le persone che scontavano i loro peccati terreni nel racconto di Dante. Ben tutt’altra storia nel 5’ cerchio con “Anger Fades”: altro brano di ispirazione Theateriana, specialmente all’avvio, andando a ripercorrere arie di Pull Me Under. L’ira tende a scemare con un assolo veramente ottimamente strutturato per poi farci scivolare tra le avvolgenti note di “Flames”. Fiamme tutt’altro che crepitanti o distruttive ma, bensì, dolci e calde come un fuoco in un camino durante un freddo inverno.

 

Continua la parentesi di brani “morbidi” e melodiosi facendo emergere il capostipite di questa compagine in “Hollow Men’s Secret”. Assolutamente il coronamento della parte vocale che esprime il più accorto “tatto” artistico di tutto l’album in una performace che meriterebbe di essere saggiata live. Analogo il copione a seguire con “My Violent Side” dove il Minotauro ed i Centauri ci aprono nel frattempo le porte del 7’ cerchio del viaggio Dantesco.

È giunta l’ora di riprendere un po’ di verve grazie ad “All Is Grey” che con un riffaggio veloce ed articolato riporta il padiglione auricolare ad una dinamica più sveglia. Leggera assonanza iniziale con ‘Rain’ dei Guano Apes in “End of Soulless od Thief”, una sapiente rimaneggiata e rimodulata per non cadere nel plagio ma le arie non si scostano molto dall’originale offrendo il medesimo ottimo impatto più cattivo, però. Nettamente originale invece la parte vocale, ulteriore conferma del talento di Andrea Zaniboni.

 

Il viandante è ormai quasi giunto al termine dei gironi entrando nel nono cerchio ed incontrando i “traditori”. “Traitor’s Letter” è un ottimo brano solo strumentale con una sognante tastiera a tenerci per mano prima di portarci al cospetto del mostro finale, come in tutti i giochi D&D, la bestia finale. “The Fiend (Tales Of Ordinary Madness)” chiude in bellezza con un legnoso Prog Metal alla Dream Theater dei tempi cupi di ‘Train of Thought’; ottime parti di chitarra supportati da una batteria che durante tutta la tracklist non ha mai mollato un attimo o non è mai stata semplice e scontata ma, bensì, il mezzo inconsciamente trascinatore per tutto il viaggio.

 

Sicuramente la strada intrapresa dagli OverKind è corretta e le potenzialità di affermarsi sono molte anche se il periodo storico (cupo) che ci circonda, spinge i giovani a musica ben differente e che è molto più “semplice” da carpire. Ma la compagine di chi crede ancora in certi valori è molto più ampia e non si espone alle facili luci della ribalta! Se si è partiti dall’inferno è concreto ipotizzare che seguiranno anche purgatorio e paradiso tra i concept album della band e noi li aspetteremo con grande curiosità.

 

 

Tracklist

Acheron

Love Lies (Paul & Francis)

Cerberus

Circle IV’s Interlude

Anger Fades

Flames

Hollow Man’s Secret

My Violent Side

All Is Gray

End Of A Soulless Thief

Traitor’s Letter

The Fiend (Tales Of Ordinary Madness)

 

Lineup

Riccardo “Richie” Castelletti – Chitarra

Filippo “JiN” Zamboni – Basso

Andrea Zamboni – Voce

Nicolò “Tino” Fraccaroli – Batteria

 

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