JIM PETERIK AND WORLD STAGE

Winds Of Change

Frontiers Music srl

Release date: 26 Aprile 2019

 

 

Molti artisti si saranno chiesti come fare un album di successo, Jim Peterik non se lo deve essere mai chiesto, lui sa solo registrare dischi strepitosi. È successo con i Survivor, ha proseguito con i Pride Of Lions e si è puntualmente verificato nella sua carriera solista. Questo “Wind Of Change” succede ad “Above The Storm” (uscito nel 2006) e sicuramente renderà immensamente felici gli estimatori dell’artista americano e gli amanti del melodic rock. La ricetta di questo lavoro è molto semplice. Basta prendere le sue indiscusse capacità di songwriter e circondarsi in ogni canzone di veri e propri miti dell’FM rock mondiale. Nasce così un album dall’immenso tasso di coinvolgimento, dove ogni traccia diventa una potenziale hit.

 

La Title track vede Danny Chauncey e Don Barnes dei 38 Special come guest e comincia l’idillio. L’intento è subito ben chiaro: aperture dotate di gran musicalità e quel gusto per le melodie di facile presa che ti si piantano immediatamente nel cervello e nel cuore. Non da meno “Without A Bullet Being Fired” (con Mike Reno) col suo incedere ottantiano, perfetto trait d’union tra Survivor e Loverboy. Dennis De Young (Styx) presta la sua opera nella delicata “Proof Of Heaven” di cui è disponibile il video. Suoni angelici, un refrain di impatto e la grande cura nei cori ne fanno un piccolo gioiello.

 

Classico FM radio in “Sometimes You Just Want More“, riconducibile alla band madre, ma impreziosito dalla presenza di Kevin Chalfant e da armonie di prima scelta che ci riportano in mente il primo lavoro dei The Storm. “Home Fires” poteva benissimo stare su un album dei Pride Of Lions grazie all’interpretazione di Toby Hitchcock. Ottima l’alternanza tra la parte più introspettiva e il ritornello in puro stile Survivor. “Just For You” fa risaltare le doti interpretative di Kevin Cronin (Reo Speedwagon) in una ballad dal sapore tipicamente retrò, mentre la successiva “The Hand I Was Dealt” (con Danny Vaughn dei Tyketto) è un vero e proprio capolavoro e non avrebbe sfigurato nella colonna sonora di Rocky III. Più si va avanti e più aumenta la sensazione di trovarsi davanti ad un’opera clamorosa. “Where Eagles Dare” (con Lars e Robert dei Work Of Art) trasuda di quello spirito elettro pop da tutti amato (ma ben pochi avranno il coraggio di ammetterlo) imperante negli 80’s. Stesso spirito nella Night Ranger oriented (e non poteva essere diversamente, con Kelly Keagy come guest) “I Will What I Want”; ritornello, ritmi sostenuti e lo splendido solo di hammond (che dona quel tocco di anni 70 che non guasta mai) ne fanno uno degli highlights del cd.

 

La meravigliosa ballad “You’re Always There” (Jason Scheff immenso) con il suo arrangiamento orchestrale non ha nulla da invidiare alle più note ballate scritte da Jim. Sbarazzina, con una simpatica vena country, “Avalanche”, con Matthew e Gunnar Nelson ad arricchire il tutto grazie all’alternanza delle loro voci. La commovente “Love You All Over The World” ci permette di poter riascoltare la grande voce del compianto Jimi Jamison in un pezzo traboccante di pathos ed epicità. È la giusta scelta per concludere un grande album.

 

Senza dubbio alcuno “Wind Of Change” si candida ad essere uno dei migliori lavori del 2019 e non solo. Jim Peterik, con l’ausilio di grandissimi artisti, vi farà fare un salto nel passato, nella musica con cui siete cresciuti. Nessun punto debole, solo grande ispirazione e grandi canzoni che siamo sicuri faranno breccia nei vostri cuori di rocker incalliti.

 

 

Track List

01 Winds Of Change

02 Without A Bullet Being Fired

03 Proof Of Heaven

04 Sometimes You Just Want More

05 Home Fires

06 Just For You

07 The Hand I Was Dealt

08 Where Eagles Dare

09 I Will What I Want

10 You’re Always There

11 Avalanche

12 Love You All Over The World

 

 

Line Up:

Jim Peterik – vocals / guitar / keyboards

Ed Breckenfeld – drums

Dave Kelly – drums

Colin Peterik – drums

Klem Hayes – bass

Bill Syniar – bass

Mike Aquino – guitar

Jeff Lantz – orchestral arrangement (track nr. 10)

 

 

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