ALAN PARSONS

The Secret

Frontiers Music

Release date: 26 Aprile 2019

 

 

Benvenuti allo show del Masterpiece strumentale e dalla mente goliardica per antonomasia: Alan Parson. Dopo anni è tornato con il suo concept album “The Secret” tutto ispirato a giochi di magia e trucchi, cosi come magiche sono le sue composizioni e creazioni. In questa sua nuova opera si è avvalso di vari artisti mondiali di spessore inquantificabile per la realizzazione di alcuni brani mentre è superfluo come abbia rivoluzionato lui stesso la storia della musica con brani come “Eye in the Sky”, per esempio.

 

La lista delle comparse è ricchissima e già dal primo brano solo strumentale possiamo scorgere Steve Hackett alla chitarra con al fianco Nathan East al basso e Vinnie Colaiuta alla batteria: un pacchetto UltraVIP! Sembra di entrare ad Hogwarts o in qualche nuova attrazione di Gardaland con “The Sorcerer’s Apprentice”, tra pozioni ed alambicchi in quello che sembra veramente uno scherzo ma che nasconde sfumature di tale pregio musicale che occorre prestare molta attenzione ai vari trick inseriti, soprattutto perché l’uso della CMG Music Orchestra di Hollywood rende tutto molto più pregiato.

 

Jason Mraz è il Lead singer in “Miracle”, brano dalla splendida linea di basso che ben si sposa con la melodiosa voce di Jason per un brano semplice, vocale e dalla leggera venatura vintage. Lo stampo di fabbrica emerge immediatamente quando Alan prende il microfono per cantare “As Light Fall” con la sua sempre distinguibile melodia. Il microfono passa a Todd Cooper, nuovo innesto negli artisti di Alan Parson che dal sassofono diventa la voce principale per un brano molto Progressive anni 70 ma dai moderni innesti musicali.

 

Archi, piano e velluto per Lou Gramm, storica voce dei Foreigners, che con “Sometimes” ci offre un brano tutto tatto e delicatezza in una piacevole digressione temporale anni ‘80. Ambientazione più da sobborgo parigino con Todd ed Alan che arrangiano un brano come “Soirée Fantastique” dandogli l’impronta di una canzone suonata da artisti di strada con la collaborazione di un pubblico ormai solito all’esibizione che fa i cori: una sensazione musicale stranamente piacevole e trasportatrice. Pregevole l’assolo di chitarra verso il finale.

 

In “Fly to Me” il testimone viene dato ad un altra voce che ci proietta a tempi prossimi alla fine degli anni ‘70. Il timbro di Mark Mikel (The Pillbugs) e la scelta sonora della chitarra nell’assolo sono una fionda diretta al passato ma che dona quiete e pace all’animo, quasi in maniera surreale. Si rimane nello stesso ambito temporale con “Requiem” che, però, a differenza di come il titolo suggerirebbe, è un brano in mid tempo caldo ed incendiario, caratterizzato da un sax ed un riff di chitarra molto maliziosi, specialmente nei rispettivi assoli. Se non ci fosse Todd Cooper a cantare ma una donna, ci immagineremmo una scena anni ’50 con la singer avvolta da un boa di piume bianche tutta stretta in un corpetto di vernice nera ed avvolta da calze a rete su tacchi altissimi.

 

È il momento di PJ Olsson, storica voce degli Alan Parson Project, che con la sua coralissima “Beyound The Years of Glory” travolgerà qualsiasi cosa come un fiume in piena. Nota di assoluto pregio è l’assolo di Ian Bairnson a metà brano dopo un prelude di sax: attimi di pelle d’oca!

 

La magia continua a stupire i padiglioni auricolari e questa volta è il turno di Jordan Huffman che grazie a “The Limelight Fades Away” da un tocco di incisività al brano, reso spettacolare dalla parte di chitarra che esplode letteralmente in un solo strepitoso, conducendoci alla magia finale di “I Can’t Get There From Here” già colonna sonora di 5-25-77. La calda voce di Jared Mahone è già di per se magica ed associata alla melodia offerta dagli archi dell’orchestra rendono tutto come la splendita chiusura in lieto fine di una favola di Walt Disney.

 

Come sempre il maestro non può che dare un nuovo punto di partenza, stabilire nuovi limiti e porre l’asticella sempre più su. Alan Parson ha creato un’opera d’arte fuori dal tempo, come se fosse in una bolla atemporale dandogli un tocco di magia ed alienando l’ascoltatore in una dimensione extra corporea ed extra terrena. L’ennesimo capolavoro del genio.

 

Nota- Alan Parson arriverà in Italia per un’unica data sabato 27 aprile in occasione del Frontiers Rock Festival.

 

 

Tracklist:

The Sorcerer’s Apprentice (instrumental)*

Miracle (lead vocal: jason mraz)

As Lights Fall (lead vocal: Alan Parsons)

One note symphony (lead vocal: Todd Cooper)

Sometimes (lead vocal: Lou Gramm)

Soirée fantastique (lead vocal: Todd Cooper, Alan Parsons)

Fly to me (lead vocal: Mark Mikel)

Requiem (lead vocal: Todd Cooper)

Beyond The Years Of Glory (lead vocal: PJ Olsson)§

The Limelight Fades Away (lead vocal: Jordan Huffman)

I Can’t Get There From Here (lead vocal: Jared Mahone)§ featured in motion picture “5-25-77”

 

 

Lineup:

Chitarre: Steve Hackett (in *), Jeff Kollmann, Dan Tracey, Tony Rosacci, Ian Bairnson (solo in §), Alan Parsons

Synth, Tastiere: Andy Ellis, Tom Brooks, Dan Tracey, Alan Parsons

Piano: Pat Caddick, Angelo Pizzaro

Basso: Nathan East (in *), Guy Erez, Jeff Peterson

Batteria: Vinnie Colaiuta (in *), Danny Thompson, Carl Sorensen

Sax: Todd Cooper

Violoncello: Michael Fitzpatrick

Percussioni: Alan Parsons

Ukulele: Jake Shimabukuro

Trombones: Oscar Utterström

Trumpets: Vinnie Ciesielski

 

Link utili:

 

alanparsons.com
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