FRANK CARTER & THE RATTLESNAKES
End OF Suffering
International Death Cult
Release date: 3 maggio 2019

 

 

I cambiamenti sono sempre un incognita, lasciare la vecchia strada per la nuova…Come dice il proverbio potrebbe essere una cattiva decisione. Non per Frank Carter che, da quando ha lasciato i Gallows, ha cambiato strada prima formando i Pure Love dal sound rock alternativo (progetto terminato nel 2014), ed ora sembra stabilmente accasato con i Rattlesnakes insieme al fido chitarrista e compagno di scrittura Dean Richardson.

 

Questo nuovo e terzo album di FRANK CARTER & THE RATTLESNAKES “End OF Suffering”, come dichiara è il più personale, il più intimo e onesto; sterza, gira, svolta verso la melodia, verso il cantato meno urlato e più armonioso: la voce c’è quindi perché non sfruttarla?

 

Dodici episodi per un disco che scorre veloce senza stancare. Non aspettatevi la rabbia dei Gallows, non c’è -almeno all’apparenza- nei testi ricercati, c’è della rabbia, della sofferenza ma anche amore e speranza. La dolcezza (per quanto dolce possa essere Frank) si trova in “Heartbreaker” , “Angel Wings” e “Love Games” dove Carter ci ribadisce che: “love is a losing game” , la pensava così anche Amy Winehouse, ma questa è un altra storia; canzoni intense e molto belle.

 

L’aveva dichiarato il nostro ‘folletto’ iper tatuato: “Basta con il  solo punk e Hardcore”! Infatti qui non se ne trova molto. Un insieme più ascoltabile, adulto, maturo. Il ritmo torna nel singolo con video annesso “Crowbar” e “Kitty Sucker” (titolo che è tutto un programma) comunque, senza infastidire chi ascolta. Le chitarre sono sempre distorte, quasi da band Stoner, ma mai invadenti, la voce resta protagonista per tutto il percorso.

 

Consigliare questo album è cosa buona e giusta, consigliare di vederli Live ancora di più. Il meglio lo danno sul palco, i suoni cambiano rispetto al disco, torna la carica inesauribile del poliedrico artista dall’Essex. Per confermare e chiudere l’armonia melodiosa e struggente di questo nuovo piccolo capolavoro ci pensa l’acustica “End Of Suffering” in cui ci scappa anche l’invasione della piccola figlia di Frank con un cameo della sua risata . In “Tyrant Lizard King” partecipa ai suoni Tom Morello.

 

Prodotto da Cam Blackwood (George Ezra, Jack Savoretti ) , mixato da Alan Moulder ( Nine Inch Nails ). In uscita dal 3 maggio su International Death Cult ma già disponibile in pre-order.

Bel disco, davvero.

 

 

Tracklist:

Why a Butterfly Can’t Love a Spider
Tyrant Lizard King (feat. Tom Morello)
Heartbreaker
Crowbar
Love Games
Anxiety
Angel Wings
Supervillian
Latex Dreams
Kitty Sucker
Little Devil
End of Suffering

 

 

Link:

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