Quando a giugno dell’anno scorso siamo saliti in quel di Manchester, per poi raccontarvi dell’accoppiata FM+Dare (qui il report), Nigel Clutterbuck (bassista dei Dare) ci aveva informato che stavano pianificando una tournée che avrebbe toccato anche l’Italia nel corso del 2019. L’emozione fu tangibile anche perché l’ultimo concerto nel nostro paese risaliva al 2002, più precisamente a Genova (dove eravamo presenti). Così dopo 17 anni di aspettative e dopo averli rincorsi per Germania, Galles e Inghilterra, giunge finalmente questa storica data dei Dare al Legend Club di Milano (all’interno della rassegna Rock In Park). Di questo possiamo ringraziare la Truck Me Hard, la Shock City productions e L’Hydra Productions & Booking Agency, che con il loro lavoro (basato su una professionalità ad alti livelli), hanno permesso ai tantissimi fan italiani accorsi di poter gustare dal vivo la grande band capitanata da Darren Wharton e Vinny Burns.

 

Ad accompagnare i Dare troviamo due band. Ad aprire sono gli italianissimi Even Flow che vedono tra le loro fila Marco Pastorino (voce) e Luca Negro (basso) dei Temperance. A completare la formazione Pietro Paolo e Giorgio Lonesu, rispettivamente alla chitarra e alla batteria. Il genere musicale proposto dal quartetto è un interessantissimo prog metal con inserti hard rock. Forti di un gran bel album (“Life Has Just Begun”, del 2017) i ragazzi sono stati autori di una prestazione sopra le righe. Il groove della sezione ritmica e la gran maestria di Pietro Paolo, uniti alla strepitosa prestazione di Marco Pastorino dietro il microfono, hanno fatto sì che le canzoni proposte assumessero un tiro pazzesco in sede live. Highlights della loro serata sono stati sicuramente “Infinity” (gran pezzo dal ritmo sostenuto e dalle perfette melodie) e “Oblivion” (col suo seducente incedere atmosferico). Queste due tracce mostrano le due facce di una band capace di picchiare quando occorre e di essere allo stesso tempo melodica e delicata. Gran prestazione!

 

I secondi ad esibirsi sono gli High Tide, giovane band tedesca formatasi nel 2014. Le coordinate sulle quali si muovono è un hard rock settantiano, che ha come principale riferimento i Led Zeppelin, ma non solo. La vena blues e l’inserimento di influenze Deep Purple e a volte di sonorità riconducibili ai The Cult, permette ai ragazzi teutonici di intrattenere il pubblico del Legend Club per circa 40 minuti senza mai annoiare. Certo, l’originalità vacilla abbastanza nella loro proposta e l’atteggiamento sul palco non è il massimo del coinvolgimento, ma alcune loro song acquistano una certa credibilità on stage. Il torrido blues di “Sail”, l’ottimo rock di “For The Sky” (anche se un po’ troppo simile a un pezzo di Gary Moore) e il refrain di “Discover”, sono i punti salienti di un concerto onesto e sanguigno. Bravi, ma possono migliorare.

 

Non mancano che loro, i Dare! L’ovazione che saluta il loro ingresso sul palco è qualcosa di grandioso. Darren, Vinny, Kevin , Nigel e Marc vengono letteralmente investiti dall’amore che il pubblico italiano riversa su di loro e contraccambiano con uno show spettacolare. La felicità è dipinta sui loro volti e i sorrisi si sprecano. Probabilmente non si aspettavano un benvenuto così caloroso dei loro fan. Poi la musica, e che musica! Darren è un perfetto frontman e la sua voce continua ancora, dopo tanti anni, a suscitare emozioni uniche. Vinny con la sua chitarra dipinge scenari di estrema bellezza, perfettamente coadiuvato da Marc alle tastiere. Il tutto viene supportato in maniera egregia dalla sezione ritmica formata da Nigel e Kevin. Il concerto è ben bilanciato. Nella prima parte viene reso omaggio a quasi tutta la discografia successiva a “Blood From Stone”, puntando particolarmente su “Sacred Ground”. Le melodie che scaturiscono da pezzi come “Home”, “Days Of Summer”, “ Everytime We Say Goodbye” e “Sea Of Roses” rappresentano un puro idillio per le orecchie del pubblico. La carica che poi la band riesce a tramettere si esprime ai massimi livelli toccando la vetta con la cover di “Emerald” (dei Thin Lizzy, ma rielaborata in stile Dare) e nella bellissima “Beneath The Shining Water”. Ma siamo solo a metà concerto. Da “Wings Of Fire” in poi, il trasporto e l’energia che i Dare riversano sulla sala ha ben pochi confronti al giorno d’oggi. Le varie “Abandon”, “Into The Fire”, “The Raindance” e King Of Spades” (dedicata a Phil Lynott) brillano di classe cristallina e rendono onore ad un album, “Out Of The Silence”, pietra miliare del genere. Le sorprese poi arrivano nei bis, con le inaspettate “Storm Wind” e la meravigliosa “Silent Thunder” eseguite in maniera divina, prima che “Return The Heart” chiuda in stupefacente bellezza il loro set.

 

In un’ora e tre quarti di concerto le armonie, l’eleganza, la classe e la maestria di questi cinque Signori hanno totalmente soggiogato il pubblico del Legend Club. Uno spettacolo denso di emozioni dove ogni piccolo tassello si è incastrato al suo giusto posto. La soddisfazione di tutti è stata tangibile e ogni singolo spettatore potrà portare dentro di sé il ricordo di una serata speciale, unica. In più, appena dopo lo show, i Dare si sono presentati al completo, concedendosi a tutti per foto e autografi. Grandi sul palco e straordinari sotto, cosa possiamo volere di più? Ah si, che non passino altri 17 anni per vederli sui palchi della nostra penisola. Abbiamo aspettato tanto, ma ne è valsa la pena!

 

Dare – Set List:

1. Home

2. Until

3. Days of Summer

4. I’ll Hear You Pray

5. On My Own

6. Everytime We Say Goodbye

7. Sea Of Roses

8. When Darkness Ends

9. Emerald

10. Beneath The Shining Water

11. Wings Of Fire

12. We Don’t Need A Reason

13. Abandon

14. Into The Fire

15. The Raindance

16. King Of Spades

bis

17. Storm Wind

18. Silent Thunder

19. Return The Heart

DARE

High Tid

Even Flow

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